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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13998/2022 del 12/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte d'appello di Milano del 07/05/2021 che aveva revocato la confisca disposta dal Tribunale il 04/06/2020. Il Procuratore Generale contestava che la Corte territoriale avesse erroneamente ritenuto necessario concorrere sia la sproporzione tra beni e reddito sia la provenienza illecita dei beni, mentre l'art. 24 D.L.vo 159/2011 prevede tali situazioni in via alternativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse correttamente valutato la prova: le indagini mostravano la titolarità di partite IVA per gli anni 1992 e precedenti, ma non erano reperibili redditi dichiarati. La Corte territoriale ha quindi legittimamente revocato la confisca in presenza dell'insufficienza della prova offerta dalla pubblica accusa circa la sproporzione e l'illecita provenienza, conformandosi alla giurisprudenza consolidata che pone sull'ufficio pubblico l'onere di provare tali elementi, mentre al proposto è riconosciuta la facoltà di fornire prova contraria. La Cassazione ha inoltre richiamato il limite di ammissibilità del ricorso per cassazione nelle misure di prevenzione (solo per violazione di legge ai sensi degli artt. 10, comma 3, e 27 del D.Lvo n.159/2011).

Norme richiamate

  • D.L.vo n. 159/2011 (art. 24)

    L'art. 24 disciplina la confisca per sproporzione o per provenienza illecita; la Corte ha interpretato che è compito della pubblica accusa provare la sproporzione o l'illecita provenienza, e che tali elementi possono essere dimostrati anche mediante presunzioni

  • D.L.vo n. 159/2011 (artt. 10, comma 3 e 27)

    Stabilisce il limite di ammissibilità del ricorso per cassazione in materia di misure di prevenzione: sono ammessi i ricorsi per violazione di legge

  • Legge n. 575/1965 (art. 2-ter, terzo comma, primo periodo) come modificata dalla Legge n. 125/2008

    Richiamata insieme alla giurisprudenza per precisare che, dopo le modifiche, l'onere probatorio circa la sproporzione e la provenienza illecita è in capo alla parte pubblica

  • Giurisprudenza: Sez. U. n. 4880 del 26/06/2014

    Precisa che spetta alla parte pubblica l'onere della prova della sproporzione e della illecita provenienza (anche mediante presunzioni) e che al proposto è riconosciuta la facoltà di offrire prova contraria

Massime di principio

  • In materia di confisca di prevenzione l'onere di provare la sproporzione tra beni e reddito e/o la provenienza illecita grava sulla pubblica accusa; l'insufficienza probatoria legittima la revoca della confisca
  • Gli elementi di sproporzione o di illecita provenienza possono essere dimostrati anche mediante presunzioni, ma tali presunzioni devono essere adeguatamente fondate e riferite al periodo temporale rilevante (es. anni di acquisto dei beni)
  • Il proposto ha il diritto e la possibilità di offrire prova contraria per escludere sproporzione o illiceità, e la valutazione complessiva delle prove spetta al giudice di merito
  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti in materia di misure di prevenzione è ammesso soltanto per violazione di legge (limite di ammissibilità previsto dagli artt. 10, comma 3, e 27 del D.L.vo n.159/2011)
  • Quando gli acquisti di beni si collocano in anni lontani, la pubblica accusa deve fornire prove della capacità economica o di provenienza dei proventi riferite proprio a quegli anni; carenze probatorie in tal senso possono portare alla revoca della confisca

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