Cassazione Penale, Sentenza n. 26753/2023 del 20/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Agostini ha impugnato la conferma di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale (come concorrente morale nella distrazione di somme dalla Nuova MGT s.r.l.) e per autoriciclaggio (trasferimento di €12.400,00 tramite Mifec Lda), denunziando: vizi nella acquisizione di documentazione informatica (back-up su CD non riscrivibili), violazione delle garanzie connesse alla collaborazione dell'indagato, mancata considerazione del suo ruolo come mero intermediario commerciale e difetto di correlazione tra imputazione e sentenza; inoltre censurava la mancata valutazione dell'estraneità alla governance della Mifec Lda e la durata delle pene accessorie fallimentari.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso in gran parte inammissibile per manifesta infondatezza o per assenza di specificità, confermando la sostanza delle responsabilità per bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio e ritenendo valide le prove (dichiarazioni e comunicazioni elettroniche) a dimostrazione della regia dell'Agostini sull'operazione. Ha però accolto il motivo relativo alla determinazione della durata delle pene accessorie fallimentari: ha annullato la sentenza limitatamente a quel profilo, rinviando ad altra sezione della Corte d'appello di Bologna per la nuova determinazione della durata delle misure accessorie alla luce della declaratoria di illegittimità costituzionale dell'art. 216 l. fall.. Inoltre ha disposto la liquidazione delle spese della parte civile per il giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 247, comma 1-bis, cod. proc. pen.
La norma disciplina la perquisizione di sistemi informatici e l'adozione di misure tecniche per la conservazione dei dati originali; la Corte osserva che essa concerne la conservazione dell'originale, non l'attendibilità del dato acquisito, e che la problematica posta dal ricorrente investe piuttosto l'idoneità probatoria del documento acquisito
art. 260, comma 2, cod. proc. pen.
Richiamata dalla giurisprudenza di legittimità (Sez. U Andreucci) per precisare i modi di copia e custodia dei dati informatici: quando si tratta di dati informatici, la copia deve essere realizzata su supporti adeguati mediante procedura che assicuri conformità all'originale e immodificabilità; tuttavia in taluni casi la mera copia informatica può essere sufficiente se l'interesse probatorio riguarda il contenuto estratto
art. 248, cod. proc. pen.
Norma che disciplina l'invito a rendere dichiarazioni o a consegnare cose da parte dell'indagato; la Corte sottolinea che l'ottemperanza a tale invito non esclude le garanzie sulla genuinità della prova e non giustifica automaticamente la violazione delle regole di acquisizione
art. 648 ter.1 c.p. (autoriciclaggio)
La Cassazione ribadisce che l'autoriciclaggio può concorrere con la bancarotta fraudolenta come reato presupposto e che per integrare l'autoriciclaggio è sufficiente un'attività idonea anche solo ad ostacolare gli accertamenti sulla provenienza illecita delle utilità
art. 216, ultimo comma, legge fallimentare
"la condanna per uno dei fatti previsti dal presente articolo importa per la durata di dieci anni l'inabilitazione all'esercizio di una impresa commerciale e l'incapacità per la stessa durata ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa"
La norma, nella formulazione dichiarata incostituzionale, fissava una durata automatica di dieci anni per le pene accessorie; la Corte osserva che dopo la pronuncia della Corte Costituzionale la durata deve essere determinata concretamente dal giudice del merito secondo i criteri dell'art. 133 c.p., pertanto la determinazione rigida va annullata e rinviata
Sez. U, n. 40963/2017 (Andreucci) e Sez. U, n. 28910/2019 (Suraci)
Giurisprudenza di legittimità usata per chiarire le regole sull'acquisizione dei dati informatici e sull'effetto della dichiarazione di illegittimità costituzionale della disciplina sulle pene accessorie; in particolare Andreucci chiarisce quando è necessaria la creazione di un "clone" del sistema e quando può essere sufficiente una copia del contenuto
Sez. 5, n. 38919/2019 (De Marco)
Conferma la possibilità di concorso tra bancarotta fraudolenta per distrazione e autoriciclaggio quando sussistono gli elementi della seconda fattispecie
Massime di principio
- L'acquisizione di dati informatici: va separata la tutela della conservazione dell'originale (art. 247 e art. 260 c.p.p.) dall'accertamento dell'attendibilità e dell'idoneità probatoria del contenuto; in alcuni casi la copia del contenuto può essere sufficiente se non è necessaria una successiva analisi dell'originario
- La collaborazione dell'indagato o la consegna volontaria di supporti non elide automaticamente le garanzie sui metodi di acquisizione; il giudice valuta la genuinità e la coerenza del contenuto con le altre emergenze istruttorie
- Il ruolo di mediatore/intermediario può integrare responsabilità penali se le risultanze (dichiarazioni, comunicazioni, comportamento operativo) dimostrano una regia o una direzione dell'operazione illecita oltre la mera intermediazione commerciale
- Autoriciclaggio e reato presupposto (es. bancarotta fraudolenta) possono concorrere: non è necessario che il trasferimento renda impossibile identificare la provenienza illecita, è sufficiente che ostacoli concretamente gli accertamenti
- Dopo la declaratoria di incostituzionalità di norme che prevedono sanzioni accessorie automatiche, la durata di tali pene accessorie deve essere determinata in concreto dal giudice del merito secondo i criteri dell'art. 133 c.p., con possibile rinvio quando la decisione di merito non ha argomentato correttamente la durata
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