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Sentenza

Tribunale, Sentenza T-83/21

Judgment of the General Court (Fourth Chamber) of 12 October 2022. — Ivo Van Walle v European Centre for Disease Prevention and Control. — Civil service – Members of the temporary staff – ECDC staff members – Decision not to renew a contract – Manifest error of assessment – Misuse of powers – Duty to have regard for the welfare of officials – Right to be heard – Action for annulment and for damages. — Case T-83/21

Giurisprudenza europea62021TJ0083

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Tribunale ha respinto il ricorso di un membro del personale temporaneo dell’ECDC contro la decisione di non rinnovare il suo contratto. Ha ritenuto che il ricorrente fosse stato posto in condizione di esporre utilmente le proprie osservazioni e che l’ente non avesse commesso errori manifesti nel valutare sia l’inadeguatezza del profilo alle nuove esigenze sia la performance del dipendente. Sono stati esclusi anche abuso di potere e violazione del dovere di sollecitudine, con conseguente rigetto delle domande di risarcimento e condanna alle spese.

Non rinnovo del contratto di un membro del personale temporaneo dell’ECDC per inadeguatezza del profilo alle nuove esigenze del servizio e per performance insoddisfacente, con esame di diritto al contraddittorio, errore manifesto, abuso di potere e dovere di sollecitudine.

La questione giuridica

Se la decisione dell’ECDC di non rinnovare il contratto del ricorrente fosse viziata da violazione del diritto di essere ascoltato, da errori manifesti di შეფასazione quanto alla corrispondenza del profilo alle nuove esigenze dell’ente e alla valutazione della performance, da abuso di potere o da violazione del dovere di sollecitudine, e se sussistessero i presupposti per il risarcimento del danno.

Principio di diritto

Il Tribunale ha confermato che il mancato rinnovo del contratto di un membro del personale temporaneo rientra nell’ampio potere discrezionale dell’amministrazione e può essere annullato solo in presenza di errore di diritto, errore manifesto di valutazione, abuso di potere o irregolarità procedurali rilevanti. Nel caso di specie, l’ECDC ha sufficientemente informato l’interessato delle ragioni del mancato rinnovo e gli ha consentito di essere sentito; inoltre, il Tribunale ha ritenuto non manifestamente errate le valutazioni sull’inadeguatezza del suo profilo professionale e accademico rispetto alle nuove esigenze di microbiologia e sulla sua performance, ha escluso un abuso di potere e ha respinto anche le domande risarcitorie perché strettamente connesse ai motivi di annullamento rigettati.

Norme richiamate

  • Articolo 270 TFUE
  • Articolo 41, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
  • Articolo 134, paragrafo 1, Regolamento di procedura del Tribunale

Non rinnovo del contratto di un membro del personale temporaneo dell’ECDC per nuove esigenze del servizio e performance insoddisfacente

La pronuncia riguarda un ricorso diretto ex articolo 270 TFUE proposto da un membro del personale temporaneo dell’ECDC avverso la decisione di non rinnovare il suo contratto. Il Tribunale esamina, in particolare, il rispetto del diritto di essere ascoltato, la sussistenza di errori manifesti di valutazione, l’asserito abuso di potere e la presunta violazione del dovere di sollecitudine.

Fatti e procedimento amministrativo

Il ricorrente era stato assunto nel 2010 come temporary staff in qualità di Expert Public Health Bioinformatics e il suo contratto era stato prorogato fino al 31 ottobre 2020, con previsione che un ulteriore rinnovo avrebbe potuto condurre a un contratto a tempo indeterminato. Nel dicembre 2019 gli era stato comunicato che, nel nuovo assetto organizzativo dell’ECDC, il suo posto sarebbe stato mantenuto nella struttura.

Nel febbraio 2020 il Director Consultation Group, alla presenza dei responsabili del ricorrente, concluse che il suo profilo non rispondeva più ai bisogni dell’ECDC e che la sua performance era insoddisfacente, formulando parere negativo sul rinnovo. Dopo una comunicazione dei motivi via email, il Direttore dell’ECDC, a seguito di un incontro con il ricorrente e delle sue osservazioni scritte, adottò il 30 marzo 2020 la decisione impugnata di non rinnovo.

Il ricorrente presentò reclamo amministrativo, respinto con decisione del 26 ottobre 2020. Successivamente l’ECDC pubblicò una vacancy notice per un posto di Expert Microbiology, alla quale il ricorrente candidò, senza esito positivo.

Oggetto del contendere e domande formulate

Il Tribunale chiarisce che la decisione di rigetto del reclamo non ha contenuto autonomo e si limita a confermare e motivare la decisione di non rinnovo; perciò il controllo di legittimità si concentra sulla decisione originaria, tenendo conto della motivazione successiva.

Il ricorrente chiedeva:

  • l’annullamento della decisione di non rinnovo;
  • in subordine o in aggiunta, il pagamento retroattivo delle retribuzioni perdute oppure il risarcimento del danno materiale;
  • il risarcimento del danno non patrimoniale.

Normativa e principi applicati

Il Tribunale richiama il diritto di essere ascoltato quale espressione del diritto a una buona amministrazione ai sensi dell’articolo 41, paragrafo 2, della Carta. Ricorda inoltre che il rinnovo di un contratto del personale temporaneo è solo una possibilità rimessa alla discrezionalità dell’autorità competente, la quale gode di un ampio margine nell’organizzazione del servizio, purché l’assegnazione del personale avvenga nell’interesse del servizio.

Il sindacato giurisdizionale è quindi limitato alla verifica dell’assenza di:

  • errori di diritto;
  • errori manifesti di valutazione;
  • abuso di potere;
  • irregolarità procedurali o inesattezze materiali.

Diritto di essere ascoltato

Il ricorrente sosteneva di non aver avuto accesso a tutte le informazioni rilevanti: le lamentele informali dei colleghi, i verbali della riunione del Director Consultation Group e il cambiamento del titolo della nuova posizione.

Il Tribunale respinge il motivo osservando che:

  • non risulta provato che l’eventuale sostanza delle lamentele dei colleghi sia stata posta a base della decisione;
  • l’email del 25 febbraio 2020 informava il ricorrente del risultato delle discussioni del Director Consultation Group e indicava in modo esteso le ragioni del mancato rinnovo, legate all’inadeguatezza del profilo rispetto alle nuove priorità e alla performance;
  • il ricorrente ha poi avuto un incontro diretto con il Direttore prima della decisione finale;
  • la variazione da "Expert Public Health Microbiology" a "Expert Microbiology" non ha inciso sul diritto di essere ascoltato, poiché le selezioni e i requisiti sostanziali restavano coerenti con le informazioni già comunicate.

Errore manifesto di valutazione: profilo professionale

Quanto al profilo professionale, l’ECDC aveva individuato nuove esigenze: maggiore expertise operativa in microbiologia e sorveglianza molecolare, conoscenza approfondita della microbiologia a livello di Stato membro e capacità di tradurre segnali e dati in raccomandazioni di sanità pubblica.

Il Tribunale ritiene non manifestamente errata la valutazione dell’ECDC perché:

  • l’esperienza del ricorrente era prevalentemente in bioinformatica, non in microbiologia clinica e di sanità pubblica;
  • i compiti svolti presso il precedente datore di lavoro erano descritti soprattutto come analisi, visualizzazione e interpretazione di dati genomici e gestione di database di sorveglianza;
  • le attività svolte per l’ECDC nel Disease Programme Unit erano limitate ad assistenza tecnica su processi dati e sistemi IT;
  • le numerose pubblicazioni, presentazioni e attività scientifiche depositate non dimostravano un livello di expertise microbiologico autonomo e sufficiente per la nuova posizione;
  • il fatto che nel 2017 il ricorrente fosse stato inserito in una reserve list per un posto AD 8 non era decisivo, perché quel profilo era più centrato sulla bioinformatica e non rifletteva le nuove esigenze, più orientate alla microbiologia;
  • i criteri della vacancy notice, anche se formulati con espressioni come "preferably", rientravano nella discrezionalità dell’ente e risultavano coerenti con le nuove priorità.

Errore manifesto di valutazione: formazione accademica

Il ricorrente sosteneva di possedere un background in microbiologia sulla base del suo master in bio-engineering e di altre attività di studio. Il Tribunale osserva tuttavia che:

  • la denominazione del titolo di studio era quella di un master in bio-engineering con specializzazione in cell- and gene biotechnology;
  • l’elenco delle materie invocato non era documentalmente provato;
  • dopo il master il ricorrente aveva orientato la propria formazione verso la bioinformatica, anche mediante un dottorato in tale ambito.

La conclusione è che l’ECDC non ha commesso errore manifesto nel ritenere che il profilo accademico non corrispondesse a quello richiesto per il nuovo posto.

Errore manifesto di valutazione: performance e comportamento

Sul versante della performance, il ricorrente contestava l’uso di valutazioni risalenti a periodi anteriori e il rilievo dato a miglioramenti intervenuti nel 2019, anno del rinnovo.

Il Tribunale afferma che:

  • il richiamo a rapporti precedenti non è illegittimo se serve a descrivere una situazione continuativa;
  • i problemi di comportamento erano emersi già prima del periodo di riferimento e si erano protratti;
  • i rapporti del 2015 e del 2018, pur con giudizio finale “satisfactory”, contenevano osservazioni critiche sul comportamento e sulla collaborazione;
  • i rapporti 2018 e 2019, peraltro impugnati e poi confermati, potevano essere legittimamente considerati;
  • l’amministrazione non è tenuta a fornire prova materiale dei fatti contestati, essendo sufficiente che il ricorrente non renda implausibile la valutazione.

Quanto ai miglioramenti del 2019, il Tribunale riconosce che l’ECDC aveva ipotizzato, in modo poco felice, che essi fossero stati incentivati dall’imminente rinnovo; tuttavia ciò non inficiava la valutazione complessiva, perché l’ente poteva considerare un miglioramento recente come non ancora abbastanza consolidato nel lungo periodo.

Abuso di potere

Il ricorrente deduceva che il non rinnovo fosse in realtà una sanzione occulta, collegata sia alla ristrutturazione interna sia al contenzioso da lui promosso contro il precedente appraisal report.

Il Tribunale esclude l’abuso di potere perché non emerge alcuna prova oggettiva, pertinente e concordante che l’atto fosse stato adottato per fini diversi da quelli dichiarati. In particolare:

  • il fatto che il progetto di riorganizzazione non fosse formalmente concluso non impediva all’ente di valutare le future esigenze del servizio;
  • l’ECDC disponeva del potere di riorganizzare i compiti e sopprimere o modificare posizioni;
  • la successiva pubblicazione della vacancy notice per Expert Microbiology e l’effettiva assunzione di una persona in quel ruolo corroboravano l’esistenza di un reale mutamento delle esigenze;
  • la tempistica del parere negativo, peraltro adottato nell’ordinario procedimento di rinnovo avviato molti mesi prima, non era di per sé indicativa di ritorsione;
  • l’asserita frase del responsabile del ricorrente circa l’impossibilità di lavorare per l’ECDC e contestualmente citarlo in giudizio non era provata.

Dovere di sollecitudine

Invocando il duty of care, il ricorrente sosteneva che l’ECDC avrebbe dovuto offrirgli una possibilità di miglioramento e, in particolare, formazione microbiologica per adattarsi alle nuove esigenze.

Il Tribunale respinge anche tale censura. Ricorda che il dovere di sollecitudine impone all’amministrazione di considerare tutti gli interessi in gioco, ma non le impone di sacrificare le esigenze del servizio né di formare un dipendente per colmare lacune strutturali del suo profilo, specie quando manchino sia il background accademico richiesto sia l’esperienza professionale pertinente. La formazione suggerita dal ricorrente non sarebbe stata sufficiente a compensare tali carenze.

Domande risarcitorie e spese

Le domande di risarcimento del danno materiale e non materiale vengono respinte perché strettamente collegate alle censure di annullamento, tutte respinte. Il Tribunale richiama il principio secondo cui, in materia di funzione pubblica, la domanda risarcitoria segue la sorte del ricorso di annullamento quando si fonda sugli stessi illeciti.

Per il danno non patrimoniale il ricorrente aveva chiesto EUR 20.000; il Tribunale non accoglie alcuna delle richieste risarcitorie. In applicazione dell’articolo 134, paragrafo 1, del Regolamento di procedura, il ricorrente, risultato soccombente, è condannato alle spese.

Dispositivo

Il Tribunale:

  • respinge integralmente il ricorso;
  • condanna Ivo Van Walle alle spese.

Principio affermato

La decisione conferma che il non rinnovo di un contratto di personale temporaneo può fondarsi legittimamente sul mutamento delle esigenze del servizio e su una valutazione complessiva della performance, purché l’interessato sia stato messo in condizione di essere ascoltato e non emerga un errore manifesto, un abuso di potere o una violazione del dovere di sollecitudine. Nel controllo giurisdizionale, spetta al ricorrente fornire elementi idonei a rendere implausibile la valutazione dell’amministrazione; in mancanza, il giudice non sostituisce la propria valutazione a quella dell’ente.

Come è indicizzato

Materiefunzione pubblica dell’unione europeapersonale temporaneodiritto di difesa e contraddittorioresponsabilità extracontrattuale dell’unione europeaorganizzazione interna delle agenzie ue

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