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Cassazione Civile, Ordinanza n. 34408/2021 del 15/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La lite nasce da un'ordinanza-ingiunzione con cui l'amministrazione provinciale aveva contestato il superamento dei limiti tabellari di alcuni parametri in uno scarico di acque reflue urbane proveniente da un depuratore, irrogando una sanzione pecuniaria. I soggetti sanzionati hanno opposto il provvedimento, deducendo: 1) la carenza assoluta di potere sanzionatorio dell'ente provinciale dopo il D.Lgs. n. 152/2006, sostenendo che la competenza fosse attribuita solo a Regione e Province autonome e che le precedenti deleghe regionali fossero abrogate; 2) la nullità della contestazione/notifica perché effettuata verso un soggetto ritenuto non legittimato e non più legale rappresentante, con pretesa estinzione dell'obbligazione anche per il coobbligato solidale; 3) la tardività della contestazione oltre il termine di 90 giorni di cui all'art. 14 L. n. 689/1981; 4) l'erronea applicazione dei parametri tecnici di non conformità degli scarichi, assumendo che la violazione richiedesse il superamento contestuale di tutti gli indici e che il verbale fosse indeterminato quanto al numero dei campionamenti annuali.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato tutti i motivi. Ha ritenuto corretta la conclusione dei giudici di merito sulla sussistenza del potere sanzionatorio provinciale, valorizzando la clausola di salvezza dell'art. 135 D.Lgs. n. 152/2006, la disciplina transitoria, la normativa regionale ligure e la legge regionale di interpretazione autentica, oltre al quadro costituzionale e ai principi di sussidiarietà e decentramento. Ha inoltre escluso che la notifica al trasgressore escludesse la responsabilità solidale della società, chiarendo che l'obbligazione del corresponsabile ex art. 6 L. n. 689/1981 è autonoma e che il trasgressore non coincide necessariamente con il legale rappresentante. Ha ritenuto inammissibile la doglianza sulla tardività, poiché il termine decorre dal completamento dell'accertamento e la corte territoriale aveva considerato congrui i tempi necessari per l'analisi dei dati. Ha infine respinto la censura tecnica sui parametri di scarico, affermando che i limiti tabellari vanno rispettati singolarmente e che la contestazione sul numero dei campionamenti annuali era solo ipotetica e non provata. I ricorrenti sono stati condannati in solido alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 135

    "fatte salve le attribuzioni affidate dalla legge ad altre pubbliche autorità"

    La clausola di salvezza conserva la possibilità che attribuzioni sanzionatorie siano affidate ad altre pubbliche autorità; non introduce un principio inderogabile di competenza esclusiva regionale e non esclude deleghe regionali alle Province.

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 101

    Conferma l'ampio spazio di intervento regionale nella definizione di valori limite e disciplina degli scarichi, in un sistema di tutela ambientale che ammette competenze regionali nel rispetto degli standard statali.

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 124

    Mostra che il regime autorizzatorio degli scarichi può essere definito dalle regioni e organizzato anche con coinvolgimento della provincia o dell'autorità d'ambito.

  • D.Lgs. n. 152/2006, art. 170

    "Fino all'emanazione di corrispondenti atti adottati in attuazione della parte terza del presente decreto, restano validi ed efficaci i provvedimenti e gli atti emanati in attuazione delle disposizioni di legge abrogate dall'art. 175"

    La disciplina transitoria salva non solo i provvedimenti amministrativi ma anche gli atti normativi regionali adottati in base alla disciplina previgente, impedendo una automatica tacita abrogazione delle leggi regionali compatibili.

  • L.R. Liguria n. 43/1995, art. 42, comma 2, lett. b)

    La disposizione regionale che attribuiva alle Province il potere sanzionatorio è ritenuta tuttora efficace, in quanto non tacitamente abrogata dal D.Lgs. n. 152/2006 e confermata dalla successiva interpretazione autentica regionale.

  • L.R. Liguria n. 41/2014, art. 22

    Disposizione di interpretazione autentica che conferma l'operatività della delega provinciale anche alle sanzioni pecuniarie di cui all'art. 135 D.Lgs. n. 152/2006; non viola il principio di legalità perché si limita a chiarire la portata della delega già esistente.

  • L. n. 689/1981, art. 14

    La contestazione va notificata al trasgressore entro il termine decorrente dal completamento dell'accertamento; il trasgressore è l'autore materiale dell'illecito e non necessariamente il legale rappresentante della persona giuridica. La tardività va valutata sul momento in cui l'autorità ha completato le indagini necessarie.

  • L. n. 689/1981, art. 6

    La responsabilità solidale ha funzione anche pubblicistica di deterrenza ed è autonoma rispetto a quella dell'obbligato principale; non viene meno se la posizione del trasgressore principale si estingue per mancata tempestiva notificazione.

  • D.Lgs. n. 152/2006, Tabella 1, Allegato 5, parte III

    I valori limite devono essere rispettati singolarmente; la violazione è integrata anche quando siano superati alcuni soltanto dei parametri previsti.

  • D.Lgs. n. 152/2006, Tabella 2, Allegato 5, parte III

    La non conformità va valutata alla luce della disciplina tecnica di riferimento e non richiede il superamento contestuale di tutti gli indici dedotti dai ricorrenti.

  • art. 117, comma 2, lett. s), Cost.

    La tutela dell'ambiente è competenza esclusiva statale, ma di natura trasversale, che convive con competenze regionali purché queste non deroghino o peggiorino il livello uniforme di tutela.

  • art. 118 Cost.

    Le funzioni amministrative possono essere delegate alle Province secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

  • art. 1 L. n. 689/1981

    La disposizione è richiamata per escludere che la legge regionale interpretativa abbia violato il principio di legalità, poiché si è limitata a confermare una delega già esistente.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso proposto dopo il 30 gennaio 2013, sussiste l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In materia ambientale, la competenza esclusiva statale sulla tutela dell'ambiente non esclude che la legislazione regionale mantenga spazi di organizzazione amministrativa e di delega delle funzioni sanzionatorie ad enti locali, purché restino fermi gli standard minimi di tutela fissati dallo Stato.
  • La clausola di salvezza contenuta nella disciplina statale sugli illeciti amministrativi ambientali impedisce di leggere la norma come fonte di un monopolio regionale inderogabile sulla irrogazione delle sanzioni.
  • La disciplina transitoria che salva gli atti e i provvedimenti emanati in base alla normativa previgente consente di mantenere efficaci anche le disposizioni regionali di delega compatibili, escludendo la tacita abrogazione automatica.
  • La legge di interpretazione autentica regionale è legittimamente utilizzabile per chiarire che una delega sanzionatoria già prevista si estende anche alle sanzioni introdotte dalla normativa statale successiva, se non altera il contenuto sostanziale della preesistente attribuzione.
  • Ai fini dell'art. 14 L. n. 689/1981, il termine per la contestazione decorre dal completamento dell'accertamento, cioè dal momento in cui l'autorità ha acquisito piena conoscenza dei fatti dopo le verifiche necessarie.
  • La contestazione dell'illecito amministrativo va rivolta al trasgressore quale autore materiale della violazione; tale qualità non coincide necessariamente con quella di legale rappresentante della persona giuridica coinvolta.
  • La responsabilità solidale prevista dalla L. n. 689/1981 è autonoma e persiste anche se la posizione del trasgressore principale viene meno per ragioni attinenti alla notifica o alla contestazione.
  • In materia di scarichi, i limiti tabellari devono essere rispettati singolarmente; la violazione può sussistere anche quando siano superati solo alcuni dei parametri previsti dalla tabella tecnica di riferimento.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRiscossione
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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