Sentenza n. 1177/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l’accertamento del SILENZIO SULL'ISTANZA DI FISSAZIONE DI UN APPUNTAMENTO PER LA FORMALIZZAZIONE DELLA DOMANDA DI RILASCIO DEL VISTO D'INGRESSO PER MOTIVI DI STUDIO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio dell’Ambasciata d’Italia a Islamabad sulla richiesta di fissazione di un appuntamento per formalizzare la domanda di visto d’ingresso per motivi di studio
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dalla competente sede diplomatico-consolare sulla richiesta di fissazione di un appuntamento necessario a formalizzare la domanda di visto d’ingresso in Italia per motivi di studio. Ha dedotto che tale fase preliminare costituisce parte integrante del procedimento di rilascio del visto e che l’inerzia dell’amministrazione determina un arresto procedimentale, in violazione dell’obbligo di provvedere e dei termini previsti per la conclusione del procedimento. Il Ministero si è costituito in giudizio. Il ricorso è stato proposto ai sensi dell’art. 117 c.p.a., previa richiesta di tutela cautelare.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la fissazione dell’appuntamento presso l’Ambasciata, pur costituendo una fase preliminare rispetto alla formalizzazione della domanda di visto, sia parte integrante del procedimento amministrativo per il rilascio del visto d’ingresso e sia equiparabile a un’istanza in senso tecnico. La richiesta è quindi idonea a far sorgere l’obbligo di provvedere in capo alla competente sede diplomatica, che non può determinare un arresto procedurale mediante la propria inerzia. Il termine complessivo del procedimento, comprensivo della fase di fissazione dell’appuntamento, non può superare novanta giorni ai sensi dell’art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999. Il Collegio ha ordinato all’Ambasciata d’Italia a Islamabad di convocare il ricorrente con la massima sollecitudine e comunque entro quindici giorni dalla comunicazione della sentenza. Le spese di lite sono state compensate, con salvo rimborso del contributo unificato eventualmente versato, in ragione della non significativa estensione del periodo tra la richiesta e il ricorso e delle obiettive difficoltà organizzative della pubblica amministrazione.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Con ricorso ex art. 117 cpa
Il ricorso avverso il silenzio è lo strumento processuale per ottenere l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia amministrativa e l’ordine di provvedere.
art. 60 c.p.a.
ex art. 60 cod. proc. amm.
La controversia è stata definita con sentenza in forma semplificata, sentite le parti in camera di consiglio.
art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999
il termine complessivo ex art. 5, comma 8, del DPR 394/1999 non potrà superare 90 giorni
Il termine complessivo per la conclusione del procedimento di rilascio del visto, comprendente anche la fase preliminare di fissazione dell’appuntamento, non può superare novanta giorni.
Massime di principio
- La richiesta di fissazione di un appuntamento presso una sede diplomatico-consolare, quando l’appuntamento è necessario per formalizzare una domanda di visto, costituisce un’istanza in senso tecnico ed è idonea a far sorgere l’obbligo dell’amministrazione di provvedere.
- La fase preliminare di fissazione dell’appuntamento per la formalizzazione della domanda di visto è parte integrante del procedimento amministrativo di rilascio del visto e non è sottratta al sindacato del giudice amministrativo.
- L’inerzia dell’amministrazione nella fissazione dell’appuntamento, ove determini un arresto del procedimento, può essere contestata mediante il ricorso avverso il silenzio e può comportare l’ordine giudiziale di convocazione dell’interessato.
- Il termine complessivo per la conclusione del procedimento di rilascio del visto, comprensivo della fase preliminare di fissazione dell’appuntamento, non può superare novanta giorni ai sensi dell’art. 5, comma 8, d.P.R. 394/1999.
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