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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42579/2024 del 20/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano il decreto della Corte d'appello di Torino che aveva confermato, in rinvio disposto dalla Corte di cassazione, la valutazione di pericolosità sociale (e la misura personale della sorveglianza speciale per Agazzi in altro procedimento) e aveva disposto la confisca di numerosi beni mobili, autoveicoli e gioielli. Le censure riguardavano in particolare: 1) presunta carenza e apparente motivazione circa l'abitualità e la "lucrogeneticità" dei reati (si denunciava l'uso di reati tentati o di fatti non produttivi di reddito per fondare la pericolosità); 2) travisamento dei fatti e mancato confronto con elementi probatori favorevoli (es. attribuzione di furti alla Agazzi, valore infimo di alcuni beni, uso di provvedimenti cautelari non decisivi); 3) mancata prova della origine illecita dei beni o omissione di considerare la legittima provenienza (regali, donazioni); 4) violazione di diritti costituzionali e convenzionali (art. 8 CEDU, principio di tassatività e di proporzionalità).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi come infondati. Ha ritenuto che la Corte d'appello, in esecuzione del rinvio della Cassazione, ha svolto una rivisitazione di merito corretta e motivata, valorizzando prove e intercettazioni non esaminate precedentemente e chiarendo la correlazione temporale tra l'inizio della pericolosità e l'acquisizione dei beni confiscati (beni mobili, capi di abbigliamento per circa 40.000 euro, bracciale di diamanti ~20.000 euro, autovetture e quad, tutti acquisiti negli anni recenti). La Cassazione ha confermato che il giudice di rinvio può rivalutare fatti e usare elementi probatori già in atti; ha richiamato il principio per cui la confisca di prevenzione richiede l'accertamento di fatti delittuosi lucrogenetici e abituali, correlati temporalmente all'acquisto dei beni, e ha rilevato che la Corte d'appello ha dato adeguata motivazione su questi punti. Sono state respinte le doglianze relative alla presunta inesistenza della motivazione, alla mancata considerazione di regali e al vizio di violazione di legge, e dichiarato che il ricorso in Cassazione è ammissibile solo per violazione di legge (art. 10, comma 3, d.lgs. n.159/2011).

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011 (Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione)

    art. 1, lett. b), art. 16, art. 18, art. 24, art. 10 comma 3

    La Corte ricorda che le misure patrimoniali possono essere applicate disgiuntamente (art.18) ma richiedono comunque un giudizio incidentale di pericolosità ancorato a fatti oggettivi; l'art.1 lett.b) richiede delitti "delittuosi" abituali e idonei a produrre reddito illecito (lucrogeneticità) e la necessità di correlazione temporale tra pericolosità e acquisizione dei beni; art.10 comma 3 limita il ricorso per cassazione alle sole violazioni di legge

  • codice di procedura penale

    art. 625, art. 125, art. 606 comma 1 lett. e), art. 627

    Usati dai ricorrenti per censurare la motivazione e la qualificazione dei fatti; la Corte di cassazione ricorda che in sede di legittimità il sindacato sulla motivazione è limitato (solo motivazione inesistente o meramente apparente è sindacabile) e che il vizio di travisamento è rilevabile solo se investe circostanze decisive in modo da configurare violazione di legge

  • legge 27 dicembre 1956 n. 1423 e legge 31 maggio 1965 n. 575

    richiamate in relazione alla disciplina storica delle misure di prevenzione

    Riferimenti normativi storici sulla tassatività delle fattispecie di pericolosità e sulla limitazione del sindacato in Cassazione

  • Costituzione

    Richiama l'obbligo motivazionale del giudice e la necessità di fornire elementi di fatto che giustifichino la misura che incide sui diritti (es. privazione patrimoniale), specie quanto all'individuazione del momento iniziale della pericolosità

  • Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Invocata dai ricorrenti per contestare la proporzionalità della confisca; la Corte osserva che la verifica di proporzionalità e di correlazione temporale deve essere fatta ma, nel caso, la motivazione territoriale è ritenuta sufficiente

  • Sentenza Corte costituzionale n.24 del 2019

    Ribadito il necessario bilanciamento tra parametro della sproporzione e necessità di individuare il dies a quo della pericolosità per garantire la tenuta costituzionale delle misure ablative

Massime di principio

  • La confisca di prevenzione richiede sempre la correlazione temporale tra il periodo di pericolosità lucrogenetica e l'acquisizione dei beni: il giudice deve individuare un dies a quo chiaro e motivarlo
  • Per "lucrogeneticità" non basta ogni illecito: occorre che i delitti concretamente abbiano prodotto redditi o profitti incidenti sul tenore di vita (non è necessario quantificare pienamente il profitto, ma dimostrarne l'incidenza)
  • L'abitualità implica pluralità e ripetizione di condotte nel tempo, non atti episodici o isolati; i reati tentati di per sé non sono lucrogenetici se non hanno effettivamente prodotto profitto
  • In sede di rinvio il giudice di merito può rivalutare gli atti in istruttoria, anche utilizzando intercettazioni e provvedimenti cautelari preesistenti, purché dia adeguata motivazione sul loro valore probatorio
  • Onere della prova: la pubblica accusa deve provare la sproporzione tra patrimoni e redditi; il proposto ha l'onere di allegare e dimostrare l'origine lecita dei beni (regalie, donazioni, redditi leciti)
  • Il ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione è ammesso solo per violazione di legge; i vizi di mera valutazione o di logica-fattuale sono in gran parte inammissibili salvo motivazione inesistente o meramente apparente
  • La verifica di proporzionalità ex art. 8 CEDU è necessaria ma trova soddisfazione quando il giudice dimostra adeguatamente la correlazione temporale, la lucrogeneticità e l'assenza di giustificazione lecita per i beni

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