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Ordinanza

Ordinanza n. 983/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

Giustizia amministrativa202601431

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio che ha accolto il ricorso contro il rigetto ministeriale dell’istanza di riconoscimento dell’abilitazione per la classe di concorso A022

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (docente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Ministero ha proposto appello contro la sentenza del TAR Lazio che aveva annullato il decreto ministeriale n. 49015 del 4 dicembre 2024, nella parte in cui aveva rigettato l’istanza di riconoscimento del titolo di abilitazione per materia relativo all’attuale classe di concorso A022, lingua e cultura straniera (inglese) nell’istruzione secondaria di primo e secondo grado, risultante dall’accorpamento delle classi AB24 e AB25 disposto dal d.m. n. 255/2023. In via incidentale, il Ministero ha chiesto la sospensione cautelare dell’efficacia della sentenza di primo grado, deducendo la fondatezza dell’appello e la sussistenza di un danno grave e irreparabile. La tesi ministeriale contestata in sede cautelare era l’impossibilità di conseguire un’abilitazione per più materie sulla base di un unico percorso formativo.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto la domanda cautelare di sospensione della sentenza. Nella valutazione sommaria propria della fase cautelare, ha ritenuto che l’appello non presentasse indizi certi di fondatezza: il provvedimento ministeriale, pur adottato nell’esercizio di un’ampia discrezionalità tecnica, appariva prima facie insufficientemente motivato. Il Collegio ha inoltre escluso, allo stato, la condivisibilità della tesi secondo cui sarebbe in ogni caso impossibile conseguire un’abilitazione per più materie mediante un unico percorso formativo. Ha ritenuto non adeguatamente dimostrato anche il periculum in mora, poiché le esigenze rappresentate dal Ministero non integravano un danno grave e irreparabile, a fronte della necessità di un approfondimento nel merito. Nulla è stato disposto sulle spese della fase cautelare, poiché l’appellata non si era costituita.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per la decisione sulla domanda cautelare proposta in appello.

  • art. 255/2023 d.m.

    Richiamato per l’accorpamento delle classi di concorso AB24 e AB25 nell’attuale classe A022.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la sospensione dell’efficacia della sentenza di primo grado richiede la verifica sommaria della plausibile fondatezza dell’impugnazione e della sussistenza di un danno grave e irreparabile; la mancanza di uno dei due presupposti giustifica il rigetto dell’istanza.
  • Anche nell’esercizio di discrezionalità tecnica, l’amministrazione deve motivare adeguatamente il provvedimento adottato, consentendo di comprendere le ragioni concrete della decisione; l’insufficienza motivazionale può evidenziare, già in fase cautelare, l’assenza di indizi certi di fondatezza dell’appello.
  • Non può essere affermata in termini assoluti l’impossibilità di conseguire un’abilitazione relativa a più materie sulla base di un unico percorso formativo, in assenza di una motivazione e di una base normativa idonee a sostenere tale preclusione.

Come è indicizzato

MaterieRiconoscimento dei titoli di studioTutela cautelare
RamiIstruzione e universitàProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneTutela cautelare

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