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Sentenza

Sentenza del 15/06/2018 n. 15846 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della CTR della Sicilia che aveva respinto il suo appello relativo all'accertamento fiscale per l'anno 2003. L'Ufficio contestava la deducibilità delle quote di ammortamento derivanti da fatture ritenute relative a operazioni inesistenti e sosteneva che la CTR avesse erroneamente applicato gli effetti della definizione automatica prevista dalla L. n. 289 del 2002, omesso o insufficientemente motivato la decisione e posto a carico dell'Amministrazione l'onere della prova sull'inesistenza delle operazioni. L'Agenzia deduceva inoltre che l'inesistenza delle fatture dei fornitori della società appaltatrice costituisse elemento presuntivo dell'inesistenza delle fatture emesse nei confronti della contribuente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Nelle more del giudizio era infatti passata in giudicato un'altra sentenza della CTR della Sicilia, relativa al medesimo avviso di accertamento e alla medesima cartella per l'anno 2003, che aveva rigettato l'appello dell'Agenzia. Il giudicato sull'illegittimità dell'avviso e della cartella impediva di riesaminare la stessa questione nel nuovo giudizio. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9

    La norma è stata richiamata con riferimento agli effetti della definizione automatica e alla possibile preclusione del potere dell'Amministrazione di procedere a ulteriori accertamenti sulle imposte oggetto della definizione, ferma restando, secondo la prospettazione dell'Agenzia, la possibilità di verificare la spettanza di crediti indicati in dichiarazione.

  • D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 19, 54 e 55

    Le disposizioni riguardano il diritto alla detrazione dell'IVA e i poteri dell'Amministrazione finanziaria in caso di dichiarazioni o operazioni irregolari. Nel ricorso erano invocate per sostenere che il contribuente dovesse dimostrare la legittimità delle detrazioni e l'effettività delle operazioni fatturate.

  • Codice civile, artt. 2697, 2727 e 2729

    Le norme disciplinano l'onere della prova e il ricorso alle presunzioni semplici. L'Agenzia sosteneva che gli elementi presuntivi relativi all'inesistenza delle fatture dei fornitori della società appaltatrice potessero dimostrare anche l'inesistenza delle operazioni fatturate alla contribuente.

  • Codice di procedura civile, art. 2909

    Pur non essendo espressamente indicato nel testo tra i motivi, il principio del giudicato richiamato dalla Corte opera in base a tale disposizione: l'accertamento contenuto in una sentenza passata in giudicato vincola le parti e impedisce di riesaminare lo stesso rapporto giuridico o il medesimo punto di diritto.

  • Codice di procedura civile, art. 360

    È la disposizione processuale in base alla quale l'Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, deducendo violazioni di legge, vizi di motivazione e nullità della sentenza.

Massime di principio

  • Quando, durante un giudizio tributario, passa in giudicato una sentenza relativa allo stesso avviso di accertamento, alla stessa cartella e allo stesso rapporto giuridico, il giudicato può impedire il riesame della controversia e determinare l'inammissibilità del ricorso successivo.
  • Il giudicato opera anche se il nuovo ricorso propone argomentazioni diverse, quando esse mirano a rimettere in discussione il medesimo accertamento già definito con sentenza definitiva.
  • In tema di fatture per operazioni inesistenti, l'Amministrazione deve fornire elementi concreti, anche presuntivi ma gravi, precisi e concordanti, mentre il contribuente deve dimostrare l'effettività dell'operazione e la correttezza della relativa contabilizzazione quando la contestazione sia adeguatamente supportata.
  • La definizione agevolata o automatica può limitare il potere di accertamento dell'Amministrazione per le imposte interessate, ma i suoi effetti devono essere valutati in relazione al contenuto specifico della definizione e alla natura della contestazione.
  • L'inammissibilità per sopravvenuto giudicato prevale sull'esame nel merito dei singoli motivi di ricorso: una volta divenuta definitiva la decisione sul rapporto controverso, la Corte non procede normalmente a rivalutare la prova o l'interpretazione delle norme sostanziali.

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