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Sentenza

Sentenza n. 2270/2026 - Milano, Sezione 2

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n.2415/2025 della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano.

Giustizia amministrativa202505044

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva imposto l'attribuzione di euro 1.500,00 mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso un giudizio di ottemperanza per ottenere l'esatta esecuzione della sentenza n. 2415/2025 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata all'Amministrazione. La sentenza aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a riconoscere, per gli anni scolastici dal 2020/2021 al 2022/2023, l'importo complessivo di euro 1.500,00 mediante assegnazione della carta elettronica prevista per l'aggiornamento e la formazione dei docenti. Poiché il Ministero non aveva inizialmente soddisfatto la pretesa, la ricorrente ha chiesto l'ordine di conformazione al giudicato, la nomina preventiva di un commissario ad acta in caso di persistente inottemperanza e la condanna alle spese del giudizio.

La decisione

Il TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente, depositata il 4 maggio 2026, relativa all'avvenuto accreditamento dell'importo dovuto. Poiché la pretesa oggetto del giudicato è stata soddisfatta successivamente alla proposizione del ricorso, il Collegio ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, senza procedere alla nomina del commissario ad acta. Il Ministero è stato tuttavia condannato alla rifusione delle spese del giudizio, quantificate in euro 800,00 per compensi, oltre IVA, CPA, spese generali del 15% e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore dei difensori antistatari, poiché l'adempimento è intervenuto solo dopo l'instaurazione del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta integrale soddisfazione della pretesa dedotta in giudizio consente di dichiarare la cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Prevede la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, oggetto del giudicato da eseguire.

  • art. 93 c.p.c.

    Consente la distrazione delle spese a favore dei difensori dichiaratisi antistatari.

  • artt. 26 e 39 c.p.a.

    Costituiscono il fondamento processuale della regolazione e della distrazione delle spese nel giudizio amministrativo.

  • art. 124 disp. att. c.p.c.

    È richiamato quale fondamento dell'attestazione del passaggio in giudicato della sentenza da eseguire.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. 115/2002

    È richiamato ai fini dell'eventuale rifusione dell'onere relativo al contributo unificato.

Massime di principio

  • Quando, dopo la proposizione di un ricorso per ottemperanza, l'Amministrazione adempie integralmente all'obbligo risultante dal giudicato, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • L'adempimento sopravvenuto dell'Amministrazione non esclude la condanna alle spese se la soddisfazione della pretesa è intervenuta solo dopo l'instaurazione del giudizio di ottemperanza, rendendo necessaria la proposizione del ricorso.
  • In caso di cessazione della materia del contendere per adempimento sopravvenuto, la nomina del commissario ad acta non è necessaria quando l'obbligo risultante dal giudicato sia stato integralmente eseguito.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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