Sentenza n. 2185/2026 - Palermo, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: inerzia del Ministero nell’esecuzione della sentenza del Tribunale di Trapani – Sezione Lavoro che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per gli anni scolastici 2018/2019-2021/2022
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Trapani – Sezione Lavoro n. 247/2023, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il suo diritto al beneficio economico annuo di euro 500,00 mediante la carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione, per gli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, e il Ministero era stato condannato ad accreditare complessivi euro 2.000,00. La ricorrente ha dedotto la persistente inerzia dell’Amministrazione nonostante la notificazione della sentenza il 2 dicembre 2023, il decorso del termine di centoventi giorni previsto dall’art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996 e una successiva diffida. Ha chiesto la declaratoria di inottemperanza, l’ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia, gli interessi legali sul credito e le spese di giudizio.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato quanto alla mancata esecuzione del giudicato, accertando il passaggio in giudicato della sentenza azionata, la sua rituale notificazione al Ministero, il decorso del termine di centoventi giorni e l’inerzia dell’Amministrazione. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza entro sessanta giorni dalla comunicazione o notificazione della pronuncia, mediante attribuzione della carta docente e accredito di euro 2.000,00. Per il caso di ulteriore inerzia ha disposto l’intervento sostitutivo, nei successivi sessanta giorni, del Direttore Generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega. Ha respinto la domanda di interessi legali, poiché il giudice del lavoro aveva riconosciuto esclusivamente l’accredito dell’importo mediante carta docente, senza riconoscere interessi o altri accessori; il giudizio di ottemperanza non può attribuire utilità ulteriori rispetto a quelle contenute nel titolo esecutivo. Le spese sono state integralmente compensate in ragione dell’accoglimento solo parziale.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio della carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del personale docente, riconosciuto nel giudicato da eseguire.
art. 14, comma 1, d.l. 669/1996
Il decorso del termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo all’Amministrazione, senza esecuzione, concorre a integrare i presupposti per l’azione di ottemperanza.
Massime di principio
- Quando un’amministrazione non esegue una sentenza passata in giudicato entro il termine previsto dalla legge decorrente dalla notificazione del titolo esecutivo, il giudice amministrativo può dichiarare l’inottemperanza e ordinare l’adempimento entro un termine perentorio.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice può disporre, in caso di ulteriore inerzia dell’amministrazione oltre il termine assegnato, l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta, anche individuato in un dirigente dell’amministrazione munito della facoltà di delegare altro dirigente.
- L’esecuzione del giudicato deve rimanere entro i limiti oggettivi del titolo esecutivo: il giudice dell’ottemperanza non può riconoscere utilità, interessi o accessori non attribuiti dalla sentenza da eseguire, anche se richiesti per la prima volta nel giudizio di ottemperanza.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta senza compenso aggiuntivo quando l’attività rientra nei compiti istituzionali del dirigente incaricato e trova applicazione il principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale.
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