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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6014/2024 del 12/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello di Potenza che lo ha condannato per estorsione, articolando due motivi: 1) travisamento della prova e valutazione errata del materiale probatorio rispetto alla riconducibilità delle richieste di denaro a causali legittime (sostiene che le pretese fossero contrattuali/legittime); 2) violazione di legge per mancata riqualificazione del fatto in termini di violenza privata anziché estorsione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i motivi mirassero a rimettere in discussione la valutazione di fatto compiuta dai giudici di merito (doppia conforme) e quindi non fossero ammissibili in sede di legittimità, posto che l'appello aveva riesaminato lo stesso materiale probatorio e confermato la qualificazione in termini di estorsione: il Cassotta non aveva titolo giuridico per le pressanti richieste di denaro e evocava la propria caratura criminale minacciando "fastidi". Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)

    art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)

    Consente il sindacato in Cassazione per travisamento della prova, ma il sindacato è limitato quando vi sia una doppia conforme: la Corte può rilevare travisamento solo se la decisione di appello ha utilizzato atti probatori non valutati dal primo giudice o ha introdotto informazioni non presenti nel processo.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'onere per il ricorrente, in caso di inammissibilità attribuibile a sua colpa, del pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle Ammende; la Corte l'ha applicato quantificando la somma in euro 3.000,00.

  • L. n. 46/2006 (novella art. 606 c.p.p.)

    La modifica normativa ha ampliato la possibilità di censura per travisamento della prova in Cassazione, ma la giurisprudenza limita tale sindacato nel caso di conferme conformi dei giudici di merito.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 5223 del 24/1/2007)

    Sez. 2 n. 5223/2007, Rv. 236130

    Principio secondo cui il vizio di travisamento della prova è sindacabile in Cassazione solo se la motivazione d'appello ha richiamato atti probatori non esaminati in primo grado; altrimenti il limite del devolutum impedisce la reinvestigazione dei fatti in sede di legittimità.

  • Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 2000

    Corte Cost. sent. 7-13 giugno 2000, n. 186

    Riferimento in tema di possibile ascrivibilità a colpa delle inammissibilità e conseguente onere di spese a carico del ricorrente.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello e il Tribunale si sono espressi concordemente (doppia conforme), la Corte di Cassazione non può riaprire la valutazione globale delle prove salvo che l'appello abbia introdotto o valorizzato elementi probatori non considerati in primo grado.
  • Il vizio di travisamento della prova è sindacabile in Cassazione ma con limiti: bisogna dimostrare specificamente che la motivazione d'appello ha fatto uso di informazioni non presenti nel processo o ha omesso la valutazione di una prova decisiva, o che ha valorizzato per la prima volta atti probatori non esaminati dal primo giudice.
  • Nella distinzione tra estorsione e violenza privata, per configurare estorsione è necessario che la pretesa economica non sia giuridicamente azionabile; se esiste un titolo legittimo la qualificazione può essere diversa, ma è questione di fatto rimessa al merito e non riapribile in Cassazione se i giudici di merito sono concordi.
  • L'inammissibilità del ricorso può comportare, se imputabile a colpa del ricorrente, la condanna alle spese e il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende; è opportuno valutare attentamente la fondatezza dei motivi prima di proporre ricorso per cassazione.

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