Sentenza n. 1339/2026 - Salerno, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione di opere edilizie abusive, connessa agli esiti di un sopralluogo e a una nota comunale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente, proprietario di due corpi di fabbrica, aveva presentato una SCIA per lavori di ristrutturazione edilizia comprendenti modifiche distributive interne, realizzazione di servizi igienici, chiusura e apertura di vani porta, realizzazione di un accesso, opere di intonacatura, risistemazione della recinzione e installazione di un cancello. Dopo una richiesta di integrazione documentale e la successiva sospensione dei lavori in vista di una possibile variante, il Comune adottava un'ordinanza di demolizione contestando la realizzazione di due vani porta, di una finestra, di cavidotti per impianti elettrici, idrici e di scarico e di una struttura metallica interna. Il ricorrente proponeva domanda di annullamento deducendo plurime censure di illegittimità dell'ordinanza e degli atti presupposti. Nel corso del giudizio risultava tuttavia presentata una SCIA in sanatoria.
La decisione
Il TAR ha definito il giudizio con sentenza semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a., dichiarando il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. La presentazione della SCIA in sanatoria ha fatto venir meno l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione dell'ordine di demolizione, poiché l'ordinanza è sospesa ex lege e l'interessato potrà contestare l'eventuale diniego, espresso o tacito, della sanatoria; un eventuale esito favorevole della sanatoria potrebbe inoltre determinare la cessazione della materia del contendere. Il giudice ha altresì rilevato che la richiesta di sanatoria, quale iniziativa spontanea volta a regolarizzare le opere, risulta incompatibile con la contestuale pretesa giudiziale di affermarne la piena legittimità, alla luce del principio nemo potest venire contra factum proprium. Il riferimento alla presentazione della sanatoria ha quindi evidenziato anche un possibile uso non corretto dello strumento processuale qualora, dopo l'autodenuncia dell'abuso in sede amministrativa, si sostengano in giudizio fatti incompatibili con tale condotta. Le spese di lite sono state integralmente compensate. È stata confermata l'ammissione del ricorrente al gratuito patrocinio e liquidata al difensore la somma di euro 400,00, oltre spese generali e accessori.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
sentenza in forma semplificata
Consente la definizione della controversia in forma semplificata quando il contraddittorio è integro, le parti sono state avvisate e non occorre ulteriore istruttoria.
art. 82 d.P.R. 115/2002
nei limiti dei «valori medi delle tariffe professionali vigenti», tenuto conto dell’impegno professionale
Attribuisce all'autorità giudiziaria la liquidazione degli onorari e delle spese spettanti al difensore ammesso al patrocinio a spese dello Stato.
art. 130 d.P.R. 115/2002
dimezza i compensi spettanti ai difensori
Prevede, per il gratuito patrocinio nel processo amministrativo, la riduzione della misura dei compensi spettanti al difensore.
art. 4, comma 1, d.m. 55/2014
ai fini della liquidazione del compenso si tiene conto delle caratteristiche, dell’urgenza e del pregio dell’attività prestata, dell’importanza, della natura, della difficoltà e del valore dell’affare, delle condizioni soggettive del cliente, dei risultati conseguiti, del numero e della complessità delle questioni giuridiche e di fatto trattate
Individua i criteri per la determinazione del compenso professionale del difensore.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Costituisce il presupposto per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell'interessato.
art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento.
Massime di principio
- La presentazione, nel corso del giudizio contro un'ordinanza di demolizione, di un'istanza di sanatoria relativa alle opere contestate fa venir meno l'interesse attuale e concreto alla decisione sull'impugnazione, determinando l'improcedibilità del ricorso.
- La presentazione dell'istanza di sanatoria sospende ex lege gli effetti dell'ordine di demolizione; l'interessato conserva l'interesse a contestare l'eventuale diniego della sanatoria, espresso o tacito.
- La positiva definizione dell'istanza di sanatoria può determinare la cessazione dell'intera materia del contendere rispetto al ricorso contro l'ordine di demolizione.
- La richiesta volontaria di sanatoria, con la quale il privato rappresenta sostanzialmente la necessità di regolarizzare le opere, è incompatibile con la contestuale pretesa di affermarne giudizialmente la piena legittimità; la deduzione di fatti incompatibili con la condotta amministrativa spontaneamente assunta può integrare un uso non corretto dello strumento processuale secondo il principio nemo potest venire contra factum proprium.
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