Cassazione Penale, Sentenza n. 41703/2025 del 30/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il detenuto, sottoposto al regime differenziato di cui all'art. 41-bis ord. pen., ha impugnato l'ordinanza che negava la disponibilità di un frigorifero nella camera o nella sezione detentiva e che aveva invece previsto l'uso di borse termiche con tavolette refrigeranti. Il ricorrente ha sostenuto che la regolamentazione prevista non tutela adeguatamente il diritto alla salute (art. 32 Cost.) e che pertanto vi era materia per un intervento giurisdizionale a tutela di un diritto soggettivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la questione non attenga a un diritto soggettivo protetto in modo da imporre la disponibilità del frigorifero: le modalità di conservazione dei cibi attualmente adottate (sostituzione quotidiana delle tavolette refrigeranti) assicurano adeguata refrigerazione e tutela della sana alimentazione. La decisione segue la linea interpretativa consolidata (con riferimento alla Sez. I n. 5691/2022, Rv 283974) secondo cui il diniego di utilizzo del frigorifero in regime 41-bis è una scelta organizzativa dell'amministrazione carceraria non lesiva del diritto alla sana alimentazione. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 41-bis ord. pen.
Individua il regime differenziato; nel contesto del 41-bis, limitazioni organizzative relative alla detenzione possono essere legittime se non ledono il diritto alla sana alimentazione.
art. 69 ord. pen.
È richiamata nella motivazione per affermare che la pretesa del detenuto non costituisce un diritto soggettivo tutelabile quando riguarda la scelta delle modalità di attuazione di una prestazione garantita.
art. 32 Cost.
Richiamato dal ricorrente come fondamento del diritto alla salute; la Corte ha ritenuto che non sussista un concreto pregiudizio della salute tali da richiedere la misura richiesta (frigorifero) quando esistono modalità alternative adeguate.
Cass. Sez. I, n. 5691 del 17.11.2022, Rv 283974
Giurisprudenza di legittimità che stabilisce la legittimità del diniego all'uso del frigorifero in sezioni 41-bis e afferma che l'amministrazione può predisporre modalità di conservazione (borse termiche con tavolette) ritenute idonee senza violare il diritto alla sana alimentazione.
Massime di principio
- Le richieste di specifiche modalità organizzative (es. frigorifero) vanno valutate distinguendo tra diritto sostanziale e mera modalità di esecuzione: se è garantito il risultato essenziale (sana alimentazione), la scelta delle modalità resta rimessa all'amministrazione penitenziaria.
- In regime 41-bis le limitazioni di natura organizzativa sono ammesse se non causano un concreto e apprezzabile pregiudizio alla salute del detenuto; l'onere probatorio ricade su chi invoca la lesione del diritto alla salute.
- L'invocazione dell'art. 32 Cost. richiede elementi concreti di rischio per la salute; la semplice maggiore comodità o preferenza non è sufficiente per imporre modifiche organizzative straordinarie.
- La giurisprudenza di legittimità tende a concedere un grado di discrezionalità all'amministrazione penitenziaria nelle scelte organizzative interne, sottoponendole a sindacato giurisdizionale solo se ledono diritti fondamentali in modo concreto.
- Nei casi analoghi è utile provare specificamente l'insufficienza delle misure alternative adottate (ad es. documentazione sanitaria che attesti il rischio per la salute) per avere concrete possibilità di successo.
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