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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12468/2025 del 11/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato ex artt. 36-bis d.P.R. 600/1973 e 54-bis d.P.R. 633/1972 per IVA e altre imposte relative all'anno d'imposta 2008. In sede di rinvio la corte tributaria regionale ha rigettato l'appello del contribuente, ritenendo legittimo il recupero anche con riferimento al calcolo del pro rata IVA: il giudice di merito ha escluso che l'attività di intermediazione finanziaria svolta nel 2007 fosse meramente occasionale e quindi estranea al calcolo della percentuale di detrazione, valorizzando il volume d'affari e rilevando la mancanza di prova del nesso di accessorietà rispetto all'attività principale di mediazione immobiliare. Il contribuente ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: 1) violazione degli artt. 19, comma 5, e 19-bis d.P.R. 633/1972, sostenendo che l'attività finanziaria fosse occasionale e non dovesse entrare nel pro rata; 2) omesso esame di un fatto decisivo, cioè che l'attività finanziaria sarebbe stata svolta solo nel 2007 e non quale attività principale.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché diretto a sollecitare una diversa ricostruzione del fatto e comunque non confrontato con la motivazione della sentenza impugnata, che aveva posto a base della decisione la mancata prova del carattere accessorio e occasionale dell'attività finanziaria, anche alla luce del volume d'affari. Ha ritenuto il secondo motivo inammissibile e comunque infondato perché il fatto dedotto non era stato omesso dal giudice di merito e, inoltre, operava la doppia conforme, non essendo state indicate nel ricorso le divergenze tra le rationes decidendi di primo e secondo grado. Il contribuente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità e al pagamento di ulteriori importi ex art. 96, commi 3 e 4, c.p.c., oltre al contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 19, comma 5, d.P.R. n. 633/1972

    La detrazione IVA è ammessa in misura proporzionale quando il contribuente svolge sia operazioni imponibili sia operazioni esenti.

  • art. 19-bis, comma 1, d.P.R. n. 633/1972

    La percentuale di detrazione si calcola sul rapporto tra operazioni che danno diritto a detrazione e operazioni esenti del medesimo periodo.

  • art. 19-bis, comma 2, d.P.R. n. 633/1972

    Nel calcolo del pro rata non si computano le operazioni accessorie alle operazioni imponibili.

  • art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973

    Richiamato quale base del controllo automatizzato da cui è derivata la cartella.

  • art. 54-bis d.P.R. n. 633/1972

    Richiamato quale base del controllo automatizzato ai fini IVA.

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    È il parametro del motivo con cui è stata dedotta la violazione di legge in tema di pro rata IVA.

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    È il parametro del motivo con cui è stato dedotto l'omesso esame di un fatto decisivo.

  • art. 348-ter c.p.c.

    La doppia conforme preclude la censura ex art. 360, n. 5, c.p.c. se non sono specificate le diverse ragioni di fatto delle due decisioni di merito.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La proposta del consigliere delegato, poi condivisa, ha concluso per la manifesta inammissibilità; la decisione è stata assunta nel procedimento camerale.

  • art. 96, comma 3, c.p.c.

    È stata disposta la condanna al pagamento di una somma ulteriore per responsabilità aggravata, in ragione della soccombenza e della conformità alla proposta.

  • art. 96, comma 4, c.p.c.

    È stata disposta la condanna al pagamento di un ulteriore importo in favore della cassa delle ammende.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    È stato dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Massime di principio

  • In tema di IVA, le operazioni possono essere escluse dal calcolo del pro rata solo se effettivamente accessorie alle operazioni imponibili; l'accessorietà non può essere affermata in base a una generica utilità della prestazione, ma richiede un nesso di dipendenza e di integrazione con l'operazione principale.
  • La natura occasionale di un'attività, ai fini dell'esclusione dal pro rata IVA, deve essere provata in concreto dal contribuente e non può essere desunta da mere affermazioni o dalla sola qualificazione formale dell'attività.
  • Per stabilire se un'attività sia occasionale o caratteristica rileva anche il dato quantitativo del volume d'affari, in rapporto all'attività prevalente del soggetto.
  • Il ricorso per cassazione non può limitarsi a contestare la valutazione di fatto compiuta dal giudice di merito, se la censura non si confronta specificamente con la motivazione della sentenza impugnata.
  • Il vizio di omesso esame di un fatto decisivo è inammissibile quando il fatto risulta comunque esaminato dal giudice di merito; inoltre, in presenza di doppia conforme, il ricorrente deve indicare le diverse ragioni di fatto poste a base delle due decisioni per superare la preclusione processuale.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamentoImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

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