Sentenza n. 1114/2026 - Latina, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sull’istanza di rinnovo della concessione demaniale marittima temporanea presentata il 9 gennaio 2026 e acquisita il 12 gennaio 2026
Esito
La controversia
La società ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio del Comune di Terracina sull’istanza di rinnovo di una concessione demaniale marittima temporanea, presentata il 9 gennaio 2026 e acquisita al protocollo comunale il 12 gennaio 2026. Ha chiesto anche la declaratoria dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere e, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, non improcedibile il ricorso: nelle more del giudizio il Comune aveva accolto l’istanza e rilasciato la concessione demaniale marittima temporanea con atto del 15 giugno 2026, soddisfacendo integralmente l’interesse sostanziale perseguito dalla ricorrente. Le spese sono state integralmente compensate, in considerazione della complessità degli adempimenti procedurali, anche di pubblicità legale, richiesti per la determinazione.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
la cessazione della materia del contendere postula la realizzazione piena dell’interesse sostanziale sotteso alla proposizione dell’azione giudiziaria, permettendo al ricorrente in primo grado di ottenere il bene della vita agognato, sì da rendere inutile la prosecuzione del processo
La cessazione della materia del contendere ricorre quando il ricorrente abbia conseguito integralmente, nel corso del giudizio, il bene della vita perseguito.
art. 35 c.p.a.
l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse risulta, invece, riscontrabile qualora sopravvenga un assetto di interesse ostativo alla realizzazione dell’interesse sostanziale sotteso al ricorso, anche in tale caso rendendo inutile la prosecuzione del giudizio - anziché per l’ottenimento - per l’impossibilità sopravvenuta del conseguimento del bene della vita ambito dal ricorrente
L’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse si distingue dalla cessazione della materia del contendere perché consegue all’impossibilità sopravvenuta di ottenere il bene della vita, non al suo pieno conseguimento.
art. 117 c.p.a.
Con ricorso ex art. 117 cpa la società ricorrente ha agito chiedendo dichiararsi l’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Terracina sull’istanza rinnovo della concessione demaniale marittima temporanea prot. n. 0002058 del 12/01/2026.
La norma individua il rito con cui la società ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione sull’istanza di rinnovo.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere presuppone il pieno soddisfacimento, durante il giudizio, dell’interesse sostanziale azionato e il conseguente conseguimento del bene della vita richiesto.
- La sopravvenuta carenza di interesse, che conduce all’improcedibilità, ricorre invece quando un nuovo assetto di interessi o un fatto sopravvenuto renda impossibile conseguire il bene della vita o inutile l’annullamento richiesto.
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