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Sentenza

Sentenza n. 111/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Sulmona, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 63/2024, pubblicata il 31 maggio 2024. n. 63/2024.

Giustizia amministrativa202500230

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Sulmona, in funzione di Giudice del Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022, 2022/2023 e 2023/2024

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente scolastica)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Sulmona n. 63/2024, passata in giudicato, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito ad attribuirle la carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione dei docenti, nella misura di euro 500,00 per ciascun anno scolastico indicato. Il Ministero ha contestato l'insussistenza dei presupposti per l'ottemperanza. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha integralmente corrisposto le somme dovute, sicché la ricorrente ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che la pretesa della ricorrente era stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio mediante l'esecuzione della sentenza azionata. Ai soli fini della regolazione delle spese, il Collegio ha esaminato il merito del ricorso e lo ha ritenuto fondato, poiché l'esatta esecuzione sopravvenuta dimostrava l'iniziale inadempimento dell'amministrazione. Il giudice ha inoltre ritenuto sussistenti i presupposti dell'azione esecutiva: il passaggio in giudicato della sentenza e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996, decorrente dalla notificazione della sentenza all'amministrazione. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 800,00, oltre accessori, per spese di lite, con distrazione in favore dei difensori antistatari. È stata ordinata l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Prevede l'azione di ottemperanza per l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Subordina l'esecuzione forzata nei confronti delle amministrazioni al decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'integrale esecuzione sopravvenuta del giudicato da parte dell'amministrazione determina la cessazione della materia del contendere, poiché la pretesa azionata è stata pienamente soddisfatta.
  • La sopravvenuta esecuzione del giudicato non impedisce al giudice di esaminare il merito del ricorso ai soli fini della regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
  • L'azione di ottemperanza per l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario presuppone il passaggio in giudicato del titolo e, nei confronti dell'amministrazione debitrice, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione della sentenza, previsto dall'art. 14, comma 1, d.l. 669/1996.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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