Sentenza n. 112/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 516/2023, pubblicata il 25 ottobre 2023.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo, quale giudice del lavoro, che aveva condannato il Ministero al pagamento della retribuzione professionale docenti
Esito
Favorevole al ricorrente (docente creditrice)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo n. 516/2023, passata in giudicato, con la quale il Ministero era stato condannato a corrisponderle euro 1.638,36 a titolo di retribuzione professionale docenti (RPD), relativa a periodi di servizio a tempo determinato, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria. Il Ministero si è costituito depositando una relazione dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, dalla quale risultava l’iniziale impossibilità di procedere al pagamento per ragioni organizzative e finanziarie. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha poi comunicato di avere liquidato l’importo dovuto mediante la piattaforma NOIPAMEF. La ricorrente ha confermato l’integrale soddisfazione della pretesa e ha chiesto la condanna del Ministero alle spese secondo il principio della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere poiché, nel corso del giudizio, il Ministero ha integralmente eseguito il giudicato mediante il pagamento delle somme dovute. Ai soli fini della regolazione delle spese, il Collegio ha esaminato il merito della domanda e ha ritenuto fondato il ricorso, considerando determinante la sopravvenuta ed esatta esecuzione della sentenza. Ha accertato la sussistenza dei presupposti dell’azione di ottemperanza: il passaggio in giudicato della sentenza, comprovato dalla comunicazione di mancata impugnazione, e la condizione di procedibilità prevista dall’art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, costituita dalla notificazione della sentenza all’amministrazione e dal decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Il Ministero è stato condannato a rifondere alla ricorrente le spese di lite, liquidate in euro 800,00 oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
La disposizione consente l’esecuzione, mediante giudizio di ottemperanza, delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.
art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
L’azione esecutiva nei confronti di una pubblica amministrazione è procedibile dopo la notificazione del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni.
art. 25, commi 5 e seguenti, CCNI Comparto Scuola del 31 agosto 1999
La norma contrattuale costituisce il fondamento della pretesa retributiva relativa alla retribuzione professionale docenti riconosciuta dal giudice ordinario.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del giudizio di ottemperanza, il giudice dichiara cessata la materia del contendere, potendo tuttavia esaminare il merito ai soli fini della regolazione delle spese.
- L’azione di ottemperanza relativa a una sentenza del giudice ordinario è procedibile quando risulti il passaggio in giudicato del titolo e sia stata previamente notificata la sentenza all’amministrazione, con decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto dalla legge.
- L’integrale soddisfazione della pretesa nel corso del giudizio non esclude la condanna dell’amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, qualora il ricorso risultasse fondato al momento della sua proposizione.
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