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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4141/2023 del 31/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Orsi aveva impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che, pur annullando una delle contestazioni (esclusa l'aggravante ex art. 416-bis.1 c.p.), aveva confermato la misura cautelare per altri reati sostituendo la custodia in carcere con gli arresti domiciliari. Il ricorrente denunciava l'illegittima utilizzazione di intercettazioni (anche mediante captatore informatico) acquisite in un diverso procedimento (RGNR n.11733/2019) rispetto a quello in cui veniva poi iscritto (RGNR n.11973/2021), sostenendo che tali risultanze fossero inutilizzabili ai sensi dell'art. 270 c.p.p. nella previgente formulazione e che fosse mancata la "motivazione rafforzata" nelle autorizzazioni all'uso del captatore informatico.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato in parte il ricorso. Ha qualificato i due fascicoli come procedimenti diversi (lo stralcio del 7 maggio 2021 ha creato un autonomo procedimento) e ha stabilito che per le intercettazioni acquisite prima dello stralcio si applica la disciplina previgente dell'art. 270 c.p.p.: pertanto quelle risultanze sono utilizzabili solo nei limiti consentiti (reati per i quali è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza o ove sussista una connessione concreta ex art. 12 c.p.p.). La Corte ha altresì rilevato l'assenza di adeguata motivazione circa l'esistenza della connessione e la mancata esplicitazione delle ragioni di necessità per l'impiego del captatore informatico, con conseguente annullamento dell'ordinanza impugnata e rinvio al Tribunale del riesame di Napoli per nuovo giudizio e puntuale verifica/integrazione delle motivazioni e della sequenza procedimentale. Per le intercettazioni disposte dopo lo stralcio (dal 7 maggio 2021) si applica la nuova formulazione dell'art. 270 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Disciplina sull'utilizzabilità dei risultati delle intercettazioni in procedimenti diversi: nella previgente formulazione l'utilizzo era ammesso solo per reati per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza; la riforma (legge 28/02/2020, n.7) ha ampliato le possibilità per i delitti indicati nell'art. 266, con specifiche previsioni per le intercettazioni mediante captatore informatico.

  • art. 266 cod. proc. pen.

    Elenca i reati per i quali, ai sensi della nuova disciplina, è possibile utilizzare risultati captativi anche in procedimenti diversi; il comma 2-bis include specifiche fattispecie rilevanti per le intercettazioni mediante captatore informatico.

  • art. 12 cod. proc. pen.

    Stabilisce i presupposti della connessione tra procedimenti: esistenza di sovrapposizione soggettiva, legame oggettivo tra reati o un medesimo disegno criminoso. La connessione, ove provata concretamente, consente l'utilizzabilità delle intercettazioni nel diverso procedimento.

  • art. 335 cod. proc. pen.

    Norma procedurale sullo stralcio e nuova iscrizione di notizie di reato: lo stralcio può dar luogo a un procedimento autonomo e dunque a una diversa disciplina circa l'utilizzo delle risultanze intercettative.

  • art. 648-bis c.p. e art. 416-bis c.p.

    Fattispecie sostanziali che originariamente avevano giustificato le intercettazioni nell'indagine originaria; l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 è stata poi esclusa dal Tribunale, circostanza rilevante ai fini della verifica della correttezza delle autorizzazioni.

  • art. 273, 309, 271, 273 cod. proc. pen.

    Norme citate dal ricorso in relazione alla disciplina delle prove, delle misure cautelari e dell'istruttoria: richiamate come quadro normativo per contestare la legittimità delle acquisizioni e del riesame.

  • Art. 15 Cost.

    Principio costituzionale alla base dei limiti all'interferenza nelle comunicazioni private; richiamato dalla giurisprudenza di legittimità quale ratio dei limiti normativi sulle intercettazioni.

Massime di principio

  • Verificare se esiste identità o diversità tra il procedimento che ha autorizzato le intercettazioni e quello in cui si intendono utilizzare: lo stralcio che porta a nuova iscrizione può produrre un procedimento diverso con diversa disciplina sull'utilizzabilità delle captazioni.
  • Per intercettazioni effettuate prima dello stralcio si applica la previgente formulazione dell'art. 270 c.p.p.: i risultati sono utilizzabili in altro procedimento solo entro i limiti previsti (in particolare per reati che consentono l'arresto obbligatorio in flagranza) o se sussiste una connessione concreta ai sensi dell'art. 12 c.p.p.
  • La connessione ai fini dell'utilizzabilità delle intercettazioni deve essere motivata in modo puntuale e concreto: non è sufficiente un richiamo generico alla "connessione"; occorre indicare il tipo di collegamento (coincidenza soggettiva, legame oggettivo o medesimo disegno criminoso) e gli elementi che lo comprovano.
  • L'impiego del captatore informatico richiede motivazione rafforzata nell'atto autorizzativo: il decreto deve esplicitare perché quella modalità è necessaria e, se richiesto dalla legge previgente, indicare luoghi, tempi e oggetto dell'attività di captazione in maniera appropriata.
  • Quando vi sono intercettazioni antecedenti a una riforma normativa, valutare attentamente quale regime è applicabile (previgente o successivo) in ragione della tempistica dello stralcio/iscrizione; per le intercettazioni successive allo stralcio può risultare applicabile la nuova disciplina.
  • In caso di carenze motivazionali o di incertezza sulla connessione, il rimedio praticabile è l'annullamento con rinvio al giudice di merito per integrazione delle motivazioni e nuova valutazione delle risultanze.

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