Cassazione Penale, Sentenza n. 37360/2024 del 10/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che ha rigettato la richiesta di sostituzione della custodia in carcere con misura meno afflittiva. Il difensore denunciava carenza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione: il Tribunale avrebbe valorizzato la sentenza di condanna per i fatti di mafia ma non avrebbe considerato che nella stessa sentenza si dà atto dell'allontanamento del ricorrente dal sodalizio criminoso, elemento idoneo a superare la presunzione relativa di pericolosità derivante dall'art. 416-bis.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, rimettendo la causa al Tribunale di Napoli per un nuovo esame. La Corte ha rilevato che il Collegio d'appello non ha motivato adeguatamente l'affermazione secondo cui l'appellante sarebbe inserito in un pericoloso contesto criminale e non ha considerato l'accertato allontanamento dal sodalizio emerso nella sentenza di condanna. La Corte ha ricordato che la presunzione di pericolosità, seppure di natura relativa, può essere superata da elementi concreti che dimostrino un distacco effettivo e irreversibile dall'associazione.
Norme richiamate
art. 416-bis cod. pen.
Rilevanza dell'associazione di tipo mafioso e presunzione relativa di pericolosità sociale; tuttavia tale presunzione può essere superata da elementi che dimostrino l'effettivo e irreversibile allontanamento dall'associazione.
art. 275, comma 3, cod. proc. pen.
Disciplina della custodia cautelare e della presunzione di pericolosità; richiede che il giudice valuti se esistono elementi idonei a superare la presunzione senza necessità di prova positiva della rescissione del vincolo associativo.
art. 309, comma 7, cod. proc. pen.
Competenza per il nuovo esame disposta dalla Corte dopo l'annullamento del provvedimento impugnato.
art. 94, comma 1-ter, disposizioni attuative cod. proc. pen.
Adempimenti di cancelleria da espletare dopo la decisione della Corte (notifiche e comunicazioni previste dalla norma).
sent. Corte cost. n. 265/2010
Conferma la ragionevolezza costituzionale della presunzione di pericolosità in relazione alla gravità del delitto di tipo mafioso, pur nel quadro della necessità di verifica caso per caso.
Giurisprudenza: Sez. 6, n. 23012 del 20/04/2016 (Notarianni)
Precedente che afferma che la presunzione di pericolosità può essere superata anche in mancanza di formale rescissione del vincolo associativo, quando emergono elementi oggettivi di distacco irreversibile.
Massime di principio
- La presunzione di pericolosità derivante dall'art. 416-bis è relativa: il giudice deve valutare con attenzione eventuali elementi che dimostrino un distacco oggettivo e irreversibile dall'associazione, anche se non esiste prova formale della rescissione del vincolo.
- Se il giudice si basa sul contesto criminale o sui legami familiari per giustificare la custodia in carcere, deve indicare espressamente e motivare le ragioni fattuali e probatorie di tale affermazione.
- La sola gravità astratta dei fatti o la condanna non esauriscono l'analisi: va considerata ogni circostanza processuale emergente, come la menzione di un allontanamento dal sodalizio nella sentenza di merito.
- La proposizione di un domicilio fuori regione non è automaticamente idonea a escludere i contatti criminali; tuttavia il giudice deve motivare perché ritenga che il nuovo domicilio non interrompa i contatti, non limitarsi ad un'affermazione generica.
- In presenza di motivazione insufficiente o contraddittoria sulla sussistenza delle esigenze cautelari, la via corretta è l'annullamento con rinvio per un nuovo esame da parte del giudice di merito.
- Difesa: valorizzare ogni elemento che possa dimostrare il distacco dall'associazione (dichiarazioni, comportamenti, elementi obiettivi) e contestare la genericità delle affermazioni sul 'contesto criminale'.
- Giudice: quando applica la presunzione di pericolosità deve esplicitare il collegamento tra i fatti accertati e la valutazione del pericolo sociale, considerando anche precedenti decisioni di merito che emergono dagli atti.
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