Sentenza del 11/01/2022 n. 508 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Controversia sulla debenza, per l'anno 2008, del canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP) preteso dalla Provincia con avviso di accertamento relativo agli attraversamenti realizzati mediante "pontoni autostradali" che proiettano sulla strada provinciale sottostante. La società deduceva l'esenzione invocando l'art. 63, comma 1 del D.Lgs. n. 446/1997 e l'art. 30 del regolamento COSAP provinciale perché l'autostrada e i pontoni sarebbero beni del demanio statale gestiti in concessione (convenzione del 1968 con ANAS), non soggetti quindi al canone provinciale; contestava inoltre che l'occupazione fosse "abusiva" e la modalità di quantificazione basata sulla proiezione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il COSAP è dovuto quando vi sia un'occupazione di suolo pubblico realizzata, anche senza titolo, da chi esercita l'uso esclusivo o speciale del bene; l'esenzione prevista dall'art. 30 del regolamento provinciale opera solo se l'occupazione è direttamente attribuibile allo Stato o ad altro ente pubblico. La gestione economica e funzionale dell'opera da parte della concessionaria (Autostrade per l'Italia) integra un'occupazione soggetta a canone, ancorché l'opera sia di proprietà statale o destinata a tornare allo Stato al termine della concessione. La Corte ha quindi ritenuto l'occupazione "abusiva" nei confronti della Provincia in assenza di titolo provinciale e ha ritenuto legittima la quantificazione operata dalla Corte di appello; condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al contributo unificato.
Norme richiamate
D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 63, comma 1
i comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52, escludere l'applicazione, nel proprio territorio, della tassa per occupazione di spazi ed aree pubbliche, di cui al capo 2 del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507. I comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52, prevedere che l'occupazione, sia permanente che temporanea, di strade, aree e relativi spazi soprastanti e sottostanti appartenenti al proprio demanio o patrimonio indisponibile, comprese le aree destinate a mercati anche attrezzati, sia assoggetta in sostituzione della tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, al pagamento di un canone da parte del titolare della concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a tariffa (...)
Attribuisce a comuni e province la possibilità di disciplinare mediante regolamento il COSAP in sostituzione della tassa e individua il presupposto applicativo nel rapporto di concessione o nell'occupazione di fatto: il COSAP è corrispettivo per l'uso esclusivo o speciale del bene pubblico e può essere richiesto anche in assenza di formale concessione.
Regolamento COSAP Provincia di Teramo, art. 30
sono esenti le occupazioni effettuate dalla Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi
L'esenzione opera solo se l'occupazione è direttamente effettuata dall'ente pubblico; non si estende automaticamente alle società concessionarie che costruiscono o gestiscono l'opera per conto dello Stato.
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 38
1. Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province. 2. Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonchè le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa
Fondamento normativo della tassa per occupazione di spazi e aree pubbliche anche per spazi soprastanti e sottostanti; principio esteso al COSAP nella giurisprudenza applicabile.
D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 39
1. La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio
Identifica il soggetto obbligato (titolare della concessione o occupante di fatto) e la base di commisurazione; principio utilizzato dalla Corte per affermare l'obbligo anche in assenza di concessione provinciale.
Codice Civile, art. 822
Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade...
Riconoscimento della qualificazione demaniale statale di autostrade; la Corte ha ritenuto però che la sola appartenenza al demanio statale non escluda la responsabilità contributiva del concessionario che esercita l'occupazione.
D.Lgs. n. 461 del 1999, art. 1
Norma richiamata dalla ricorrente per l'individuazione della rete autostradale nazionale; la Corte ha ritenuto la questione della titolarità/proprietà non risolutiva ai fini dell'applicazione del COSAP quando l'occupazione è esercitata dal concessionario.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater
Normativa procedurale richiamata in relazione all'obbligo del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato in favore della Corte, constatata la fondatezza dei presupposti.
Massime di principio
- Il COSAP (o la Tosap) è dovuto per l'occupazione di spazi pubblici anche se l'occupazione è soprastante o sottostante il suolo; rileva l'uso esclusivo o speciale del bene pubblico, non solo la formale sottrazione della superficie all'uso pubblico.
- L'esenzione a favore dello Stato (o di altri enti pubblici) opera solo se l'occupazione è direttamente attribuibile a tali enti; non si estende automaticamente alle società concessionarie che costruiscono o gestiscono l'opera per conto dello Stato.
- La titolarità o proprietà dell'opera (demanio statale) non è decisiva: ciò che conta è chi concretamente esercita l'occupazione (gestione economica e funzionale) nello specifico periodo, e quindi chi è obbligato al pagamento se manca il titolo rilasciato dall'ente territoriale competente.
- Se si sostiene l'esenzione per riconducibilità dell'occupazione allo Stato, è necessario fornire prova adeguata della diretta imputabilità dell'occupazione all'ente pubblico; l'assenza di prova rende prevalente la qualificazione dell'occupazione come esercitata dal concessionario.
- La quantificazione del corrispettivo può essere basata anche sulla proiezione dell'opera sul suolo sottostante quando il regolamento locale lo prevede e quando l'uso particolare del bene pubblico è effettivamente realizzato.
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