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Sentenza

Sentenza n. 583/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bologna n. 1575/2024, depositata e resa pubblica il 21.11.2024.

Giustizia amministrativa202501767

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna n. 1575/2024, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (creditore esecutante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna n. 1575/2024. La sentenza presupposta era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio. Il ricorrente ha inoltre chiesto l'applicazione di una penalità di mora.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso per la perdurante inadempienza dell'Amministrazione e ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza civile passata in giudicato, detratto quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della sentenza. In caso di ulteriore inadempimento, il commissario ad acta, già nominato nel dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, dovrà provvedere, su istanza di parte, entro i successivi novanta giorni, con facoltà di subdelega. È stata invece respinta la richiesta di penalità di mora, poiché la sentenza presupposta aveva già riconosciuto la maggior somma tra interessi e rivalutazione, ritenuta misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. Il ricorso è stato quindi accolto parzialmente. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 800 oltre accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza; il giudice può ordinare all'amministrazione di eseguire il giudicato e adottare misure sostitutive, inclusa la nomina del commissario ad acta e, nei presupposti, la penalità di mora.

  • art. 114, comma 4, c.p.a.

    La penalità di mora può essere negata quando la sentenza presupposta ha già previsto una misura economica ritenuta equa e idonea a compensare il ritardo nell'esecuzione.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato non è stata eseguita dall'amministrazione dopo la notificazione utile ai fini dell'esecuzione e il decorso del termine dilatorio previsto, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine fissato nella decisione.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza della parte vittoriosa e dopo l'ulteriore inutile decorso del termine assegnato all'amministrazione.
  • La penalità di mora può essere negata quando il titolo giudiziale da eseguire ha già riconosciuto la maggior somma tra interessi e rivalutazione e tale misura è ritenuta equa anche in relazione alla funzione dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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