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Sentenza

Sentenza del 12/01/2022 n. 708 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La Provincia aveva notificato alla Società un avviso di accertamento per il canone COSAP relativo all'occupazione, per proiezione, di strade provinciali sottostanti effettuata mediante pontoni/viadotti autostradali gestiti dalla Società in forza di una concessione contrattuale con ANAS. La Società impugnava sostenendo che l'opera appartiene al demanio statale (richiamando art. 822 c.c. e D.Lgs. 461/1999) e che, essendo la gestione svolta per conto dello Stato, l'occupazione sarebbe esente ai sensi dell'art. 30 del Regolamento COSAP provinciale e dell'art. 63 del D.Lgs. n. 446/1997; inoltre contestava la qualifica di occupazione abusiva e la modalità di quantificazione basata sulla proiezione del ponte.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto dovuto il COSAP dalla Società in quanto utilizzatrice abusiva del suolo provinciale. La Corte ha affermato che il COSAP è dovuto per l'uso particolare del bene pubblico anche se la concessione è assente, e che l'esenzione prevista dall'art. 30 del Regolamento provinciale opera solo quando l'occupazione sia direttamente ascrivibile allo Stato o ad altro ente esente; la mera proprietà statale dell'infrastruttura non esenta la concessionaria che esercita la gestione economica e funzionale dell'opera. Il ricorso è stato dunque respinto, la Società condannata alle spese (Euro 2.200,00 oltre accessori e 200,00 esborsi) e a un ulteriore versamento a titolo di contributo unificato nei termini indicati.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 38

    "1. Sono soggette alla tassa le occupazioni di qualsiasi natura, effettuate, anche senza titolo, nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, sui beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile dei comuni e delle province. 2. Sono, parimenti, soggette alla tassa le occupazioni di spazi soprastanti il suolo pubblico, di cui al comma 1, con esclusione dei balconi, verande, bow-windows e simili infissi di carattere stabile, nonchè' le occupazioni sottostanti il suolo medesimo, comprese quelle poste in essere con condutture ed impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa"

    Definisce il presupposto impositivo per occupazioni sia superficiali sia soprastanti/sottostanti; il principio è richiamato per sostenere che anche i viadotti/pontoni rientrano nell'ambito delle occupazioni soggette a contributo.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 39

    "1. La tassa è dovuta al comune o alla provincia dal titolare dell'atto di concessione o di autorizzazione o, in mancanza, dall'occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie effettivamente sottratta all'uso pubblico nell'ambito del rispettivo territorio"

    Indica che l'obbligato è il titolare della concessione o, in mancanza, l'occupante di fatto; usato per sostenere la responsabilità della concessionaria che gestisce l'opera.

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 63, comma 1

    "i comuni e le province possono, con regolamento adottato a norma dell'art. 52, escludere l'applicazione, nel proprio territorio, della tassa per occupazione di spazi ed aree pubbliche... I comuni e le province possono... prevedere che l'occupazione... sia assoggetta in sostituzione della tassa... al pagamento di un canone da parte del titolare della concessione, determinato nel medesimo atto di concessione in base a tariffa (...)"

    Attribuisce a comuni e province la facoltà di disciplinare il COSAP come corrispettivo per l'uso esclusivo o speciale di suolo pubblico e quindi di imporre un canone anche in sostituzione della TOSAP; la Corte lo interpreta nel senso che il COSAP può essere dovuto anche in assenza di una formale concessione quando vi sia occupazione di fatto.

  • Regolamento COSAP Provincia di Teramo, art. 30

    "sono esenti le occupazioni effettuate dalla Stato, dalle regioni, province, comuni e loro consorzi"

    Prevede esenzione per occupazioni direttamente effettuate dagli enti pubblici. La Corte chiarisce che l'esenzione opera solo se l'occupazione è direttamente ascrivibile all'ente esente; se l'occupazione è esercitata da una concessionaria privata la esenzione non si applica.

  • D.Lgs. n. 461 del 1999, art. 1

    "Individuazione della rete autostradale e stradale nazionale, a norma del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, art. 98, comma 2"

    Citato dalla ricorrente per sostenere che la rete autostradale è nationalmente individuata; la Corte ritiene però che la sola individuazione della rete o la proprietà statale non escluda la responsabilità della concessionaria per il COSAP.

  • Codice Civile, art. 822

    "Fanno parimenti parte del demanio pubblico, se appartengono allo Stato, le strade, le autostrade..."

    Riferimento posto dalla ricorrente per affermare la proprietà statale dell'autostrada; la Corte ritiene la qualifica di proprietà non decisiva rispetto alla responsabilità della concessionaria nell'occupare il suolo sottostante.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater

    Norma procedurale citata in relazione all'obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato da parte della ricorrente per i motivi indicati nella sentenza.

Massime di principio

  • Il COSAP è dovuto per l'uso particolare o esclusivo di beni pubblici anche quando l'occupazione sia soprastante o sottostante il suolo; non è necessaria una formale concessione se esiste un'occupazione di fatto.
  • L'esenzione prevista per lo Stato o altri enti pubblici opera solo se l'occupazione è direttamente ascrivibile a tali enti; la mera proprietà statale dell'opera non trasferisce l'esenzione alla società concessionaria che ne esercita la gestione economica e funzionale.
  • Nel caso di opere autostradali sovrastanti strade provinciali, la proiezione della struttura può integrare l'occupazione rilevante ai fini del COSAP anche se non vi è una sottrazione 'materiale' di superficie destinata a uso pubblico.
  • La prova della titolarità dell'occupazione spetta a chi invoca l'esenzione: il soggetto che sostiene che l'occupazione è effettuata dallo Stato o da altro ente esente deve dimostrarne la diretta ascrivibilità.
  • In situazioni analoghe, il concessionario può difendersi dimostrando che l'occupazione rientra in un titolo concessorio rilasciato dall'ente territoriale competente o che sussiste una specifica esenzione normativa; in mancanza, l'ente locale può esigere il canone e qualificare l'occupazione come abusiva.

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