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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8880/2022 del 18/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Originariamente Anna Maria Mancini aveva proposto opposizione a cartella esattoriale davanti al Giudice di Pace per omessa notifica del verbale al codice della strada e per l'illegittimità della sanzione ai sensi dell'art. 27 della L. n. 689/1981. Il Giudice di Pace accolse l'opposizione; Equitalia impugnò limitatamente alla condanna alle spese e il Tribunale di Roma riqualificò l'opposizione ex art. 23 L. 689/1981, accogliendo la doglianza sulla notifica. In cassazione Roberto Tiburzi, qualificandosi erede della Mancini, ha impugnato la sentenza del Tribunale con vari motivi (nullità per omissione di rinnovazione della notifica dell'atto di appello, ultravpetizione rispetto ai motivi di appello limitati alle spese, violazioni processuali relative alla notifica e liquidazione delle spese). La Corte di Cassazione ha però esaminato preliminarmente la qualità processuale del ricorrente e ha ritenuto che non fosse provata la qualità di erede.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per mancata prova della qualità di erede da parte di Roberto Tiburzi: la produzione in atti era limitata a una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sottoscritta dal fratello del ricorrente, non idonea di per sé a dimostrare la qualità di erede nei giudizi civili, e non era stata notificata alle controparti né depositata in sede di legittimità. Per tali ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile; nulla per le spese di lite. La Corte ha inoltre annotato l'eventuale obbligo del ricorrente di versare un ulteriore contributo unificato ai sensi dell'art. 13 d.P.R. n. 115/2002, comma 1‑quater e 1‑bis, se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 615 cod. proc. civ.

    Norma richiamata dalla parte in merito alla materia dell'opposizione a provvedimenti di riscossione; richiamata come parametro di valutazione dei vizi di notifica dedotti.

  • art. 23 L. n. 689/1981

    Usata dal Tribunale per la riqualificazione dell'opposizione in sede di merito; disciplina la competenza e la qualificazione delle opposizioni nelle materie sanzionatorie.

  • art. 27 L. n. 689/1981

    Richiamato dalla parte per sostenere l'illegittimità della sanzione; è la norma che regola la responsabilità per le sanzioni amministrative.

  • art. 112 cod. proc. civ.

    Rilevato nel motivo di ricorso per censurare presunte violazioni procedurali e per contestare la possibile ultrapetizione del giudice di appello rispetto ai limiti dell'impugnazione.

  • art. 2909 cod. civ.

    Citando la disciplina delle cause estintive o di decadenza dei diritti, usata per sostenere deduzioni di diritto civile connesse alla controversia sulla notifica e alla portata dell'appello.

  • art. 22, comma 5, L. n. 689/1981

    Richiamato nei motivi di merito relativi alla procedura dell'opposizione e ai termini/effetti delle notifiche e dei verbali amministrativi.

  • artt. 82-91 cod. proc. civ.

    Richiamati in relazione alla liquidazione delle spese di lite e all'onere di difesa delle Pubbliche Amministrazioni; contestazione riguardo alla liquidazione a favore del Comune benché difeso da un funzionario.

  • art. 91 cod. proc. civ.

    Invocato per contestare la mancanza di compensazione delle spese nei due gradi del giudizio nonostante la risoluzione di questioni giurisprudenziali e la natura dell'opposizione 'recuperatoria'.

  • art. 2697 cod. civ.

    Principio dell'onere della prova: la Corte ha richiamato che chi assume la qualità di erede deve provare sia il decesso della parte che la propria qualità di erede.

  • artt. 46-47 DPR 28/12/2000 n. 445

    La Corte ha precisato che la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà non costituisce di per sé prova idonea della qualità di erede nel giudizio civile; essa ha efficacia limitata nei rapporti con la P.A. e negli atti amministrativi.

  • art. 115 cod. proc. civ. (novellato)

    Richiamato in relazione al principio di non contestazione: la dichiarazione sostitutiva prodotta può essere valutata tenendo conto del comportamento processuale della controparte, ma solo se la produzione e la notificazione siano state regolari.

  • art. 13 d.P.R. n. 115/2002, commi 1-bis e 1-quater

    Riferimento al contributo unificato: la Corte ha rilevato l'eventuale obbligo del ricorrente di versare un ulteriore importo pari a quello del ricorso, qualora dovuto.

Massime di principio

  • Chi agisce in giudizio qualificandosi erede deve provare sia il decesso della parte originaria sia la propria qualità di erede: la mera dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà non è di per sé sufficiente in sede civile.
  • Se si produce una dichiarazione sostitutiva o altro documento attestante lo stato di morte/qualità di erede, è necessario depositarlo e notificarlo alle controparti e richiamarlo negli atti di impugnazione; altrimenti la documentazione può risultare inidonea e il ricorso inammissibile.
  • Il principio di non contestazione (art. 115 c.p.c.) può facilitare la prova delle dichiarazioni sostitutive solo se la controparte ha avuto modo e modalità di contestarle; se la produzione o la notificazione sono irregolari, il principio non opera.
  • In appello, se la parte appellante limita il gravame a specifici profili (es. solo le spese), il giudice d'appello non può estendere la decisione oltre i limiti dell'appello (rischio di ultravpetizione), salvo riqualificazione espressamente prevista dalla legge.
  • Quando un procedimento coinvolge P.A. o enti pubblici, va attenzione alla forma e alla correttezza della rappresentanza e alla liquidazione delle spese: la difesa da parte di un funzionario può incidere sulla quantificazione delle spese, ma richiede verifica delle norme procedurali applicabili.
  • Prima di proporre ricorso in Cassazione verificare sempre la legittimazione attiva e la completezza documentale (atto di morte, provvedimenti successori o documenti di riconoscimento della qualità di erede) per evitare l'inammissibilità.
  • Tenere presente gli oneri economici connessi all'impugnazione (contributo unificato): la mancata regolarità delle condizioni soggettive può comportare obblighi integrativi di pagamento.

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