Cassazione Penale, Sentenza n. 47006/2023 del 22/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha applicato gli arresti domiciliari per reati connessi a stupefacenti (art. 73 DPR 309/1990): 1) censura della legittimità della perquisizione domiciliare e della sua convalida, per presunta violazione degli artt. 103 DPR 309/1990 e 355 c.p.p., con denuncia di motivazione meramente apparente e nullità assoluta della perquisizione; 2) contestazione della qualificazione della condotta come finalizzata alla cessione (traffico), sostenendo invece la natura di coltivazione/domestica e destinazione a uso personale, richiamando la dipendenza dell'indagato e invocando l'applicazione dell'art. 73, comma 5 (ipotesi lieve), nonché la mancata indicazione di esigenze cautelari concrete e attuali e la sproporzione della misura cautelare.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e respinto tutti i motivi. Sull'illegittimità della perquisizione il Collegio ha ritenuto che, pur essendo il verbale di perquisizione generico, vi erano elementi informativi (segnalazioni di attività di spaccio riportate nel verbale di arresto) che legittimano l'intervento della polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 103 DPR 309/1990 e che la convalida del P.M. esclude l'applicabilità della sentenza della Corte Cost. n. 252/2020 in senso invalido per il caso. Sulla destinazione a cessione e sulla qualificazione della coltivazione il Tribunale ha motivato puntualmente richiamando: numero elevato di piante (258), modalità professionali di coltivazione (serra con aerazione, illuminazione, irrigazione), quantità e confezionamento della marijuana (circa 1 kg suddiviso) e della cocaina (95 g, parte in pietra, parte in polvere) tali da escludere l'uso esclusivamente personale e la riconduzione alla fattispecie di lieve entità (art. 73, comma 5). Le esigenze cautelari sono state ritenute concrete e attuali per la persistenza e la professionalità dell'attività illecita; conseguentemente la misura degli arresti domiciliari è stata confermata. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 103
Consente alla polizia giudiziaria, in materia di stupefacenti, di eseguire perquisizioni anche sulla base di notizie confidenziali o sospetti non necessariamente derivanti dalla consumazione previa di un reato; la Corte ha ritenuto applicabile la norma nonostante la genericità del verbale di perquisizione
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73
Art. 73 comma 1/4 disciplinano i delitti di detenzione/traffico di stupefacenti; il comma 5 delimita l'ipotesi di lieve entità. La Corte ha ritenuto che la quantità, il confezionamento e le modalità di coltivazione escludessero l'applicazione della fattispecie di lieve entità (comma 5) e giustificassero l'inquadramento come attività volta alla cessione
Codice di procedura penale
art. 355 c.p.p.; art. 173 disposizioni attuative c.p.p.
Art. 355 richiede la motivazione della convalida e la regolarità degli atti; l'art. 173 disp. att. è richiamato per la sintetizzazione dei motivi ai fini del ricorso. La Corte ha valutato che la convalida del P.M. e la motivazione del Tribunale fossero sufficienti
Decreto-legge 28 ottobre 2020 n. 137, convertito (procedura scritta)
Disciplinava la trattazione con procedura scritta del ricorso; la Corte ha proceduto secondo tale modalità, la cui applicazione è stata prorogata
Decreto-legge 22 giugno 2023 n. 75
Proroga della disciplina sulle procedure scritte; citato per motivare l'applicabilità della procedura scritta al caso
Costitutional decision referenced
Corte Cost. n. 252 del 2020
La difesa aveva invocato la sentenza costituzionale per sostenere la nullità di perquisizioni prive di motivazione; la Corte ha ritenuto che, alla luce della convalida del P.M. e degli elementi informativi, quella sentenza non determinasse la nullità nel caso concreto
Giurisprudenza di legittimità citata
Sez. 4, n. 3196 del 13/11/2019 (Spagnolo); Sez. 3, n. 19365 del 17/02/2016 (Pirri); Sez. U, n. 12348 del 19/12/2019 (Caruso); S.U., n. 35737 del 24/06/2010 (Rico); Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020 (F.)
Richiamate per i principi sul potere di perquisizione della P.G. su notizie confidenziali, sulle conseguenze della perquisizione illegittima e sui criteri per distinguere coltivazione/domestica da attività professionale di coltivazione e per la valutazione in sede di legittimità (divieto di rinnovata valutazione dei fatti)
Massime di principio
- La genericità del verbale di perquisizione non determina automaticamente la nullità degli atti se esistono altri elementi informativi o fonti che giustificano l'intervento della polizia giudiziaria ai sensi dell'art. 103 DPR 309/1990 e se la perquisizione è stata convalidata dal Pubblico Ministero
- Sequestri e risultati probatori emersi da una perquisizione possono essere ritenuti validi in presenza di convalida del P.M. e di riscontri probatori, anche quando il verbale di perquisizione appaia carente nella motivazione dettagliata
- La distinzione tra coltivazione "domestica" per uso personale e coltivazione/attività organizzata a fini di cessione si basa sulla valutazione complessiva di elementi di fatto: numero di piante, modalità e strumenti di coltivazione (serre, impianti di ventilazione, illuminazione, irrigazione), quantità complessiva di sostanza e modalità di confezionamento
- In sede di legittimità la Corte non può riformare le valutazioni di fatto del giudice del merito: il ricorrente deve dimostrare l'assenza di motivazione o la sua apparente inconsistenza su punti che, singolarmente considerati, avrebbero potuto determinare esito diverso
- Per ottenere la revoca di una misura cautelare occorre contrastare le esigenze cautelari concrete e attuali indicate dal giudice mostrando l'assenza di pericolo di reiterazione e la presenza di misure alternative reali e adeguate; argomenti generici o basati unicamente sulle dichiarazioni dell'indagato hanno scarse possibilità di successo
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