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Sentenza

Sentenza n. 1017/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento dell’ordinanza n.58 del 25.02.2019 emessa dal Comune di Latina – Politiche e Servizio di Gestione e Assetto Urbanistico notificata alla ricorrente in data 20.03.2019, con la quale dispone l'acquisizione gratuita di diritto al patrimonio disponibile del Comune, del terreno sito in Latina “Contrada Conca”

Giustizia amministrativa201900407

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza dirigenziale del 25 febbraio 2019 di acquisizione gratuita al patrimonio comunale dell'intero lotto di 1.715 mq in Contrada Conca, per inottemperanza a un'ordinanza di demolizione, con contestuale ordine di sgombero

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'acquisizione deducendo un unico motivo, articolato in più profili: violazione di legge ed eccesso di potere, oltre alla violazione dell'art. 7 l. 241/1990 per omessa comunicazione di avvio del procedimento. Ha sostenuto che le tre unità prefabbricate mobili, poggianti su ruote e non infisse al suolo, non costituissero nuove costruzioni soggette a permesso di costruire. Ha inoltre lamentato il difetto di motivazione circa l'estensione dell'area acquisita: il Comune aveva incluso l'intero lotto di 1.715 mq senza illustrare adeguatamente i criteri di delimitazione rispetto all'area occupata dalle opere. Il ricorso non deduceva specificamente il superamento del limite legale di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Le censure sulla natura precaria e amovibile dei manufatti sono state ritenute inammissibili e/o irricevibili per tardività, poiché riguardavano la legittimità dell'ordinanza di demolizione del 7 febbraio 2013 e avrebbero dovuto essere proposte contro tale atto; il relativo ricorso era stato dichiarato perento con decreto del 2018, prima dell'adozione dell'atto acquisitivo. Quanto alla superficie acquisita, il Collegio ha rilevato che l'acquisizione dell'opera abusiva e della relativa area di sedime consegue automaticamente all'inottemperanza, mentre l'acquisizione di ulteriore area richiede motivazione specifica, indicazione dell'estensione e giustificazione in base alle prescrizioni urbanistiche, entro il limite massimo del decuplo. Nel caso concreto l'ordinanza aveva motivato l'acquisizione dell'intero lotto indicando che esso ricadeva in zona PRG H, nella quale il lotto minimo edificabile è di 30.000 mq: essendo il lotto di soli 1.715 mq, tale indicazione è stata ritenuta sufficiente a giustificare l'acquisizione. La censura motivazionale è stata quindi respinta. La sentenza ha condannato la ricorrente alle spese, liquidate in 2.000 euro oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    La legge prevede, dunque, in caso di inottemperanza all’ingiunzione demolitoria e quale atto dovuto e strettamente vincolato, l’acquisizione gratuita e di diritto al patrimonio comunale dell’opera abusiva unitamente alla relativa area di sedime, nonché di un’area ulteriore (cd superficie pertinenziale), la cui apprensione deve tuttavia essere sorretta da adeguata motivazione e comunque contenuta nel limite massimo del decuplo.

    L'acquisizione dell'opera abusiva e della relativa area di sedime opera automaticamente dopo l'inutile decorso del termine per adempiere all'ordine di demolizione. L'ulteriore area pertinenziale richiede invece una motivazione adeguata e non può superare dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.

Massime di principio

  • In caso di inottemperanza all'ordine di demolizione, l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e della relativa area di sedime al patrimonio comunale opera di diritto; l'acquisizione di un'area ulteriore deve invece essere specificamente motivata, indicandone l'estensione e giustificandola in rapporto alle prescrizioni urbanistiche applicabili, e resta soggetta al limite massimo di dieci volte la superficie utile abusivamente costruita.
  • La motivazione dell'acquisizione dell'intero lotto può risultare sufficiente quando l'amministrazione esplicita la disciplina urbanistica della zona e il lotto minimo edificabile, mostrando che la superficie del lotto interessato dall'abuso è inferiore al minimo previsto per edificare.
  • Le contestazioni relative alla natura e alla qualificazione edilizia delle opere abusive attengono alla legittimità dell'ordinanza di demolizione e devono essere proposte impugnando tempestivamente tale ordinanza; non possono essere recuperate contestando il successivo provvedimento acquisitivo.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiDecadenza e tardivitàDifetto di motivazione

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