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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16997/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato l'istanza di revoca o di sostituzione della misura degli arresti domiciliari con controllo elettronico applicata nell'ambito della procedura estradizionale promossa dalla Repubblica dell'Uruguay per il reato indicato come "insolvencia societaria fraudolenta". Il ricorrente deduceva (i) abnormità funzionale e stasi del procedimento per il rinvio della decisione cautelare alla fase di merito; (ii) errata interpretazione dell'art. 2.1 del Trattato di estradizione Italia-Uruguay (2017), sostenendo che il requisito del limite edittale richieda una pena minima di almeno due anni (quindi esclusione dell'estradizione perché il minimo edittale del reato sarebbe 12 mesi); (iii) assenza di preclusione endoprocessuale e diritto a proseguire il controllo sull'atto cautelare; (iv) estinzione per prescrizione del reato (potenziale qualificazione come appropriazione indebita) e pertanto insussistenza della condizione prevista dall'art. 3 lett. h) del Trattato.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse in quanto nel frattempo è stata pronunciata una sentenza favorevole all'estradizione (decisione di merito), per cui le censure dedotte sull'incidente de libertate risultano assorbite dalla decisione principale. La Corte ha richiamato il principio delle Sezioni Unite (sent. n. 26156/2003) secondo cui il controllo sull'atto cautelare resta possibile solo se fondato su motivi attinenti alla sopravvenuta inefficacia della misura o all'insussistenza delle esigenze cautelari e purché la persona non sia già stata consegnata; nel caso concreto le questioni dedotte erano già esaminate nella sede regolata dall'art. 704 c.p.p. e quindi l'interesse all'impugnazione è venuto meno. Per la sopravvenuta carenza di interesse non è stata disposta condanna alle spese né ammende.

Norme richiamate

  • art. 714 cod. proc. pen.

    richiamato in relazione al rinvio dell'udienza e alla possibilità di riservare la decisione cautelare alla fase di merito; disciplina l'udienza cautelare nel procedimento estradizionale.

  • art. 704 cod. proc. pen.

    norma che regola il procedimento di estradizione: la Corte ha ritenuto che le questioni sulla sussistenza delle condizioni per l'estradizione siano di competenza del giudizio di merito regolato dall'art. 704 e, quando trattate lì, assorbano le censure dedotte nell'incidente de libertate.

  • Art. 2.1 Trattato d'estradizione Italia-Uruguay (2017)

    disposizione che pone un requisito di 'limite edittale' per l'applicabilità dell'estradizione; il ricorrente ha sostenuto che si riferisca al minimo edittale (pena minima >= 2 anni), mentre il P.M. e la Corte hanno ritenuto interpretabile come riferimento alla pena edittale massima.

  • Art. 3, lett. h) Trattato d'estradizione Italia-Uruguay (2017)

    richiamata dal ricorrente in relazione all'ipotesi di estinzione del reato per prescrizione quale causa di esclusione dell'estradizione; la questione è stata ritenuta da valutare nel merito della procedura di estradizione e non idonea a mantenere l'interesse sull'incidente de libertate una volta deciso il merito.

  • Sez. U, sentenza n. 26156 del 28/05/2003 (Di Filippo)

    principio giurisprudenziale richiamato: la pronuncia favorevole all'estradizione non preclude automaticamente il controllo giurisdizionale sull'atto cautelare, salvo che le stesse questioni siano già state definitivamente decise nel procedimento principale (preclusione endoprocessuale).

  • Principio della doppia punibilità (doppia incriminazione)

    principio richiamato nelle difese e nella memoria del P.M.: l'estradizione richiede che il fatto sia punibile in entrambi gli ordinamenti; il P.M. ha ritenuto sussistente tale requisito riconducendo il fatto a bancarotta fraudolenta o appropriazione indebita.

Massime di principio

  • Se nella procedura di estradizione viene pronunciata una decisione di merito favorevole all'estradizione prima che il ricorrente concluda il giudizio incidentale, il ricorso contro provvedimenti cautelari può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, salvo che emergano fatti nuovi che incidano specificamente sull'inefficacia della misura o sulle esigenze cautelari (in particolare il pericolo di fuga) e purché la persona non sia ancora stata consegnata.
  • Le questioni relative alla sussistenza delle condizioni per l'estradizione (doppia punibilità, limiti edittali, cause di esclusione come la prescrizione) devono normalmente essere decise in sede di merito dell'istruttoria estradizionale; le stesse censure nell'incidente de libertate vengono assorbite quando siano già state o possano essere trattate definitivamente in quella sede.
  • Nelle controversie sull'interpretazione delle clausole di un trattato d'estradizione (es. se il 'limite edittale' debba intendersi come pena minima o massima) è necessario fondare la richiesta su argomentazioni testuali e sistematiche solide; la prassi giurisprudenziale tende ad interpretare il 'limite edittale' in relazione alla pena edittale massima salvo chiaro diverso dettato testuale.
  • L'eccezione di estinzione del reato per prescrizione può ostare all'estradizione, ma va valutata nel merito principale; sollevare tale eccezione nell'incidente de libertate non impedisce l'inammissibilità del ricorso se la materia è già o sarà decisa nel procedimento principale.
  • Quando la carenza di interesse deriva da causa sopravvenuta non imputabile al ricorrente (esito favorevole dell'estradizione), la declaratoria di inammissibilità non comporta di regola condanna alle spese processuali né ammende.

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