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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7032/2023 del 20/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Foggia che aveva rigettato l'istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato (gratuito patrocinio) nel procedimento penale n.11306/17. Il rigetto era fondato sulla circostanza che il ricorrente risultava gravato da numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio, dalle multe irrogate e dalla valutazione che tali precedenti lasciassero presumere l'esistenza di redditi illeciti non dichiarati, tali da far superare la soglia reddituale prevista per l'ammissione al beneficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Foggia per un nuovo esame. La Corte ha ritenuto illegittimo il rigetto fondato in modo genericamente eccessivo sui soli precedenti penali: tali precedenti, da soli, non costituiscono elemento specifico, oggettivo e sufficiente per ritenere che il richiedente abbia percepito redditi illeciti nell'anno di riferimento. La Corte ha precisato che, pur consentito tener conto di redditi illeciti anche tramite presunzioni semplici, il giudice deve indicare puntualmente gli elementi concreti dai quali desumere il superamento della soglia reddituale; inoltre ha richiamato gli strumenti disponibili al giudicante (es. trasmissione alla Guardia di Finanza per verifiche ex art. 96, comma 2, d.P.R. 115/2002 e le verifiche a posteriori ex art. 98 d.P.R. 115/2002).

Norme richiamate

  • d.P.R. 115/2002, art. 99

    Norma richiamata come base procedurale per il ricorso avverso il provvedimento relativo all'ammissione al patrocinio a spese dello Stato

  • codice di procedura civile, art. 702-bis

    Richiamato come rimedio procedurale utilizzato per impugnare l'ordinanza (mezzo di impugnazione di provvedimenti interlocutori civili richiamato nella vicenda processuale)

  • d.P.R. 115/2002, art. 96, comma 2

    "se vi sono fondati motivi per ritenere che l'interessato non versa nelle condizioni di cui agli articoli 76 e 92, tenuto conto del tenore di vita, delle condizioni personali e familiari, e delle attività economiche eventualmente svolte"

    Stabilisce i criteri per il rigetto dell'istanza di ammissione: il giudice può respingere se vi sono fondati motivi di ritenere che l'interessato non sia nelle condizioni economiche previste; la Corte interpreta che tale valutazione richiede elementi specifici e verifiche concrete, non deduzioni generiche basate solo sui precedenti penali

  • d.P.R. 115/2002, art. 98

    Prevede verifiche a posteriori sulle dichiarazioni per l'ammissione al gratuito patrocinio; la Corte ricorda che tali verifiche sono strumento a disposizione dell'autorità per accertare la realtà reddituale/patrimoniale

  • T.U. spese di giustizia, artt. 76 e 92

    Articoli richiamati nel contesto dell'art. 96 comma 2 come parametri delle condizioni economiche da valutare (tenore di vita, condizioni personali e familiari, attività economiche)

  • codice civile, art. 2729

    Richiama il principio che gli indizi, per assumere valore di presunzione probatoria, devono avere requisiti di gravità, precisione e concordanza; la Corte applica tale principio per affermare che le presunzioni su redditi illeciti devono essere fondate su elementi concreti e motivati

Massime di principio

  • Non è sufficiente il mero richiamo a numerosi precedenti penali per negare il gratuito patrocinio: il giudice deve indicare elementi specifici e concreti che permettano di ritenere superata la soglia reddituale
  • I redditi derivanti da attività illecite possono essere valutati, anche mediante presunzioni semplici, ma le presunzioni devono rispettare i requisiti di gravità, precisione e concordanza e devono essere motivatamente collegate ai fatti noti
  • Il giudicante ha strumenti preventivi e successivi di verifica (es. trasmissione alla Guardia di Finanza ex art. 96 comma 2, e verifiche ex art. 98) e dovrebbe utilizzarli prima di adottare un rigetto basato su valutazioni generiche
  • Nella motivazione del diniego è necessario considerare e indicare il tenore di vita, le condizioni personali e familiari e la disponibilità di beni di valore, ovvero altri fatti concreti che rivelino la percezione di reddito
  • In situazioni analoghe, le decisioni che negano il patrocinio a causa di presunti redditi illeciti sono suscettibili di annullamento se mancano specifiche argomentazioni e verifiche puntuali

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