Sentenza n. 821/2026 - Bologna, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Forlì n. 133/2024, pubblicata in data 18.06.2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 133/2024, relativa al riconoscimento della carta docente per due annualità
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Forlì n. 133/2024, passata in giudicato e notificata al Ministero dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. La sentenza riconosceva il diritto alla carta docente per due annualità, con corresponsione di interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994. Poiché il Ministero non aveva dato esecuzione alla decisione, la ricorrente ha chiesto anche la condanna al pagamento della penalità di mora prevista dall'art. 114, comma 4, c.p.a.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Ha accertato la perdurante inadempienza del Ministero e gli ha ordinato di dare esecuzione alla sentenza passata in giudicato, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della sentenza. Ha respinto la domanda di penalità di mora, ritenendo che la sentenza da eseguire avesse già previsto la corresponsione di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione e che tale misura fosse equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. In caso di ulteriore inadempimento, il TAR ha previsto l'intervento, su istanza della ricorrente, di un commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell'Ufficio Scolastico regionale, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 500,00 oltre accessori, alla restituzione del contributo unificato e alla distrazione delle spese in favore del difensore.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
penalità di mora di cui all’art.114 co. 4 c.p.a.
Il giudizio di ottemperanza consente di ordinare all'amministrazione l'esecuzione della sentenza passata in giudicato e di disporre, nei presupposti previsti, una penalità di mora; nel caso concreto la penalità è stata negata perché la sentenza da eseguire prevedeva già interessi o rivalutazione ritenuti equi.
art. 114, comma 4, c.p.a.
La penalità di mora non è stata riconosciuta quando la decisione da ottemperare già assicurava una forma di incremento patrimoniale, costituita da interessi o rivalutazione, ritenuta equa dal giudice.
art. 22, comma 36, l. n. 724/1994
interessi o rivalutazione ai sensi dell’art. 22, comma 36, della L. n. 724 del 1994, dalla data del diritto all’accredito alla concreta attribuzione
La previsione di interessi o rivalutazione contenuta nella sentenza oggetto di ottemperanza è stata considerata dal TAR misura equa anche ai fini della valutazione della penalità di mora.
Massime di principio
- In presenza di una sentenza passata in giudicato non eseguita dall'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può ordinare all'amministrazione di adempiere entro un termine stabilito, detraendo quanto eventualmente già corrisposto in esecuzione della decisione.
- Il termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione delle sentenze di condanna nei confronti delle amministrazioni deve essere rispettato prima della proposizione dell'azione di ottemperanza, quando applicabile.
- La penalità di mora ex art. 114, comma 4, c.p.a. può essere negata quando la sentenza da eseguire abbia già previsto interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto fino all'effettiva attribuzione e tale misura sia ritenuta equa dal giudice dell'ottemperanza.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza della parte vittoriosa e in caso di ulteriore inadempimento dell'amministrazione entro il termine assegnato.
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