Salta al contenuto
Sentenza

Sentenza n. 4346/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

Giustizia amministrativa202402508

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto i ricorsi contro due ordinanze-ingiunzione di demolizione relative a una costruzione realizzata senza titolo edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Gli appellanti contestavano il rigetto, da parte del TAR, delle censure rivolte contro due ordinanze comunali di demolizione. Con il primo motivo sostenevano che l'opera, costituita da una struttura in legno, non fosse una nuova costruzione soggetta a titolo edilizio e deducevano inoltre che il procedimento sanzionatorio avrebbe dovuto essere sospeso in pendenza della domanda di sanatoria. Con il secondo motivo lamentavano l'insufficiente individuazione dell'opera abusiva e dell'area di sedime. Con il terzo motivo denunciavano la violazione degli obblighi comunali di informazione circa l'eventuale vincolo sismico previsto dalla normativa allora vigente. Con il quarto motivo deducevano disparità di trattamento, sostenendo che il Comune avesse sanzionato il solo manufatto degli appellanti e non analoghi abusi sui fondi limitrofi. Infine contestavano la condanna alle spese disposta dal TAR. Gli appellanti avevano anche chiesto il rinvio della causa per consentire la definizione di una pratica di sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'istanza di rinvio, rilevando che la domanda di sanatoria risultava ormai definita negativamente per silenzio-rigetto e non era stata impugnata; inoltre, la domanda era stata presentata e definita dopo l'introduzione dell'appello e non paralizzava l'efficacia delle ordinanze impugnate. Nel merito, ha ritenuto infondato il primo motivo: la qualificazione dell'opera dipende dal criterio funzionale e non dal materiale utilizzato. Poiché la struttura aveva comportato una trasformazione urbanistico-edilizia del territorio, con modifica dello stato dei luoghi, aumento di superficie e volumetria e ampliamento di un precedente immobile, essa costituiva nuova costruzione soggetta a titolo edilizio; non poteva essere qualificata come pertinenza. Gli ulteriori interventi su un immobile abusivo ripetono inoltre l'illegittimità dell'opera principale. È stato respinto anche il secondo motivo: l'eventuale mancata esatta individuazione dell'area acquisibile non rende illegittima l'ingiunzione di demolizione, potendo tale individuazione essere compiuta successivamente mediante atti dichiarativi e ricognitivi; in ogni caso, il Comune aveva indicato l'area mediante la descrizione analitica del manufatto e gli identificativi catastali. Il terzo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato: non esiste un obbligo normativo del Comune di informare i proprietari dell'esistenza del vincolo sismico. L'individuazione delle zone sismiche spetta alle Regioni e la conoscenza del regime dei suoli costituisce onere del proprietario; la verifica preventiva della disciplina sismica e della compatibilità dell'opera grava sull'interessato e sul tecnico incaricato. È stato respinto anche il motivo sulla disparità di trattamento: tale vizio richiede la prova rigorosa dell'assoluta identità delle situazioni e dell'irragionevole diversità di trattamento; inoltre, l'eventuale mancata repressione di altri abusi non rende legittimo l'abuso sanzionato. La censura sulle spese è stata respinta in quanto subordinata all'accoglimento degli altri motivi. La sentenza del TAR è stata quindi confermata; gli appellanti sono stati condannati, in solido, al pagamento di 4.000 euro di spese di giudizio, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La presentazione e la successiva definizione negativa della domanda di accertamento di conformità non sospendono né paralizzano, nel caso esaminato, l'efficacia delle ordinanze di demolizione; il silenzio-rigetto formatosi sulla domanda non impugnata è stato considerato dal giudice ai fini del rigetto dell'istanza di rinvio.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La mancata esatta individuazione dell'area acquisibile non determina l'illegittimità dell'ingiunzione di demolizione, potendo l'individuazione essere completata successivamente con atti dichiarativi e ricognitivi.

  • art. 83, comma 3, d.P.R. 380/2001

    Le regioni, sentite le province e i comuni interessati, provvedono alla individuazione delle zone dichiarate sismiche agli effetti del presente capo, alla formazione e all'aggiornamento degli elenchi delle medesime zone e dei valori attribuiti ai gradi di sismicità, nel rispetto dei criteri generali di cui al comma 2.

    La disposizione attribuisce alle Regioni l'individuazione delle zone sismiche e non pone a carico dei Comuni uno specifico obbligo di informazione individuale dei proprietari.

  • artt. 93 e 94 d.P.R. 380/2001

    Le disposizioni sono richiamate nell'ambito della disciplina sismica, la cui verifica preventiva grava sull'interessato in relazione all'intervento edilizio da realizzare.

  • artt. 34-bis e 36-bis d.P.R. 380/2001

    Sono richiamati dal giudice per affermare che la ricognizione preventiva del regime urbanistico-edilizio e sismico e la valutazione della compatibilità dell'opera spettano alla parte interessata, anche mediante l'attestazione del proprio tecnico.

  • l. 64/1974

    Richiamata quale fonte della disciplina del vincolo sismico, senza che da essa sia desunto uno specifico obbligo comunale di informazione individuale.

Massime di principio

  • La qualificazione di un manufatto come nuova costruzione soggetta a titolo edilizio dipende dalla sua incidenza funzionale sul territorio e dalla trasformazione urbanistico-edilizia prodotta, non dal materiale impiegato per realizzarlo.
  • Un'opera che comporti aumento di superficie o volumetria non può essere qualificata come mera pertinenza edilizia; inoltre, gli interventi ulteriori realizzati su un immobile abusivo ne condividono, in via derivata, i caratteri di abusività.
  • La presentazione di una domanda di sanatoria edilizia non paralizza automaticamente l'efficacia dell'ordine di demolizione, soprattutto quando la domanda sia stata definita negativamente e il relativo silenzio-rigetto non sia stato impugnato.
  • L'eventuale mancata esatta individuazione dell'area suscettibile di acquisizione al patrimonio comunale non rende di per sé illegittima l'ingiunzione di demolizione, se l'individuazione può essere completata con successivi atti dichiarativi e ricognitivi.
  • Non grava sul Comune uno specifico obbligo di informare individualmente i proprietari dell'esistenza del vincolo sismico; la verifica preventiva del regime urbanistico-edilizio e sismico e della compatibilità dell'intervento compete all'interessato, anche tramite il proprio tecnico.
  • La disparità di trattamento può essere riconosciuta soltanto quando sia provata rigorosamente l'assoluta identità delle situazioni di fatto e l'irragionevole diversità del trattamento; l'eventuale illegittimità non perseguita in altri casi non può legittimare l'abuso sanzionato.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiAppello
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneFiscalizzazione dell'abuso
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEccesso di potereSilenzio della pubblica amministrazioneDecadenza e tardività

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.