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Sentenza

Sentenza del 01/09/2022 n. 25745 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione della cartella di pagamento notificata a P.G. in quanto amministratore di fatto della E. s.r.l. per omesso versamento di imposte accertate nei confronti della società. Il ricorrente deduceva, tra l'altro, l'omessa notifica dell'avviso di accertamento alla società e la mancata valutazione dell'elemento psicologico (mens rea) a suo carico, invocando il principio di personalizzazione delle sanzioni tributarie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile: il motivo denunciava un presunto omesso esame di fatto decisivo ma in realtà riguardava questioni interpretative e deduzioni difensive non riconducibili a un fatto specifico in senso storico-naturalistico, per cui il paradigma invocato non era applicabile. In precedenza il giudice d'appello aveva ritenuto legittimo l'atto impositivo perché derivante da un avviso di accertamento la cui legittimità era stata confermata in sede giurisdizionale e aveva ritenuto sussistente la responsabilità del ricorrente in quanto socio/amministratore di fatto della società. Il ricorrente è condannato alle spese di giudizio in Cassazione (Euro 13.000,00) e a eventuale ulteriore contributo unificato secondo il D.P.R. n.115/2002.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater

    Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento... dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato

    La Corte registra l'eventuale obbligo del ricorrente al versamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, se dovuto secondo le previsioni dell'art.13.

  • Giurisprudenza di riferimento (Cass. ord. 29 ottobre 2018, n. 27415; Cass. ord. 18 ottobre 2018, n. 26305)

    Richiamati per precisare che il vizio relativo all'omesso esame di un fatto controverso e decisivo è riferibile solo a fatti specifici in senso storico-naturalistico e non a questioni interpretative o deduzioni difensive; ciò rende il motivo di ricorso inammissibile.

  • Principio di personalizzazione delle sanzioni tributarie

    Il ricorrente invocava tale principio per escludere la responsabilità personale senza valutare l'elemento psicologico; la Corte non ha però esaminato nel merito tale aspetto per inammissibilità del motivo, mentre il giudice di merito aveva ritenuto sussistente responsabilità per la qualità di socio/amministratore di fatto.

Massime di principio

  • Se una cartella di pagamento deriva da un avviso di accertamento la cui legittimità è stata confermata in sede giurisdizionale, in linea generale non è possibile riesaminare la legittimità dell'accertamento nelle fasi successive salvo che non emergano fatti nuovi specifici.
  • In Cassazione, il motivo che denuncia un 'omesso esame di un fatto decisivo' è ammissibile solo se indica un fatto preciso e determinato (in senso storico-naturalistico); contestazioni di carattere interpretativo o deduzioni difensive generiche sono inammissibili.
  • La qualificazione come socio o amministratore di fatto può comportare la responsabilità per debiti tributari della società: chi la contesta deve provare in modo specifico l'assenza degli elementi di imputazione (anche soggettivi) già nelle fasi di merito.
  • Se la notifica dell'avviso di accertamento non è stata fatta alla società, la società stessa doveva tempestivamente sollevare la violazione nel primo grado; non è possibile introdurre in Cassazione fatti o mezzi nuovi che non siano stati valutati nei precedenti gradi salvo i limiti fissati dalla legge.
  • Chi soccombe è normalmente condannato alle spese e può essere tenuto al versamento di contributi aggiuntivi (es. contributo unificato) secondo le disposizioni del D.P.R. n.115/2002.

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