Ordinanza n. 119/2026 - Torino, Sezione 3
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del Provvedimento del Questore della Provincia di Torino Cat. -OMISSIS-, dell’-OMISSIS-, con il quale è stata rigettata l’istanza presentata dal signor -OMISSIS- per il rilascio della licenza per l’esercizio dell’attività di commercio di oggetti preziosi usati presso i locali siti in -OMISSIS-, -OMISSIS-, nonché eventuali ulteriori provvedimenti a questo connessi, antecedenti e/o conseguenti, per i motivi tutti di cui in narrativa.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del Questore di Torino dell'istanza per il rilascio della licenza per l'esercizio del commercio di oggetti preziosi usati
Esito
Favorevole al resistente (questura)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Questore della Provincia di Torino ha rigettato la sua istanza per il rilascio della licenza necessaria all'esercizio dell'attività di commercio di oggetti preziosi usati, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Il testo non espone analiticamente i motivi di illegittimità dedotti, limitandosi a richiamare i motivi contenuti nella narrativa del ricorso. In sede cautelare, il TAR ha comunque ritenuto rilevante l'elevata discrezionalità e l'alto livello di prevenzione che caratterizzano le valutazioni dell'amministrazione nella materia.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare. A un primo sommario esame, proprio in ragione della peculiarità della questione e dell'ampia discrezionalità amministrativa nonché dell'elevato livello di prevenzione proprio della materia, il ricorso non è apparso assistito dal fumus boni iuris necessario per la sospensione dell'efficacia del diniego. L'ordinanza non contiene una decisione definitiva sull'azione di annullamento né una valutazione espressa sul periculum in mora. Le spese della fase cautelare sono state compensate in considerazione della singolarità della questione.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha respinto l'istanza per assenza del prescritto fumus boni iuris.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli ulteriori dati identificativi della parte ricorrente e dei terzi.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Nella materia delle licenze di pubblica sicurezza relative al commercio di oggetti preziosi usati, le valutazioni amministrative sono caratterizzate da elevata discrezionalità e da un marcato livello di prevenzione; in sede cautelare, tale connotazione può condurre al rigetto della sospensione quando il ricorso non presenti un fumus boni iuris sufficiente.
- Il rigetto della domanda cautelare per carenza di fumus boni iuris, formulato sulla base di un esame sommario, non definisce nel merito l'azione di annullamento proposta contro il diniego amministrativo.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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