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Ordinanza

Ordinanza n. 179/2026 - L'aquila, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600289

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza sindacale di sgombero dall'unità immobiliare danneggiata dal terremoto del 2009 e diffida presupposta

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e commissario delegato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, l'ordinanza sindacale che gli imponeva di rilasciare entro quindici giorni un'unità immobiliare sita nel Comune di Barete, nonché la diffida formale dell'Ufficio per la Ricostruzione posta a presupposto dell'ordinanza. Dagli elementi riportati emerge che lo sgombero era stato disposto dopo l'inutile decorso del termine assegnato con la diffida, al fine di consentire al Commissario delegato di occupare l'aggregato edilizio e avviare lavori di risanamento, il cui ritardo era ritenuto causa di oggettive condizioni di pericolo per la pubblica incolumità. Il testo dell'ordinanza cautelare non espone analiticamente i singoli motivi di ricorso dedotti, ma dà conto della contestazione cautelare dell'ordinanza di sgombero e della prospettazione di un pregiudizio derivante dall'esecuzione dell'atto.

La decisione

La domanda cautelare è stata respinta. Il TAR ha ritenuto che il pericolo idoneo a giustificare lo sgombero, normalmente da comprovare mediante accertamenti tecnici, fosse nel caso concreto insito nella condizione attuale dell'immobile, danneggiato dal terremoto del 6 aprile 2009. Il riconoscimento di un contributo pubblico destinato ad adeguare l'intero aggregato agli standard di sicurezza è stato considerato elemento presuntivo del fatto che non sussistessero, allo stato, condizioni tali da consentire l'occupazione delle unità abitative senza esposizione a pericolo. È stato inoltre escluso il periculum in mora, poiché il ricorrente avrebbe potuto disporre gratuitamente di un alloggio ristrutturato di proprietà comunale. Le spese della fase cautelare sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in euro 500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.

Massime di principio

  • Ai fini della sospensione cautelare di un'ordinanza di sgombero, il pericolo per la pubblica incolumità può essere ritenuto sussistente anche senza uno specifico nuovo accertamento tecnico quando la pericolosità risulti desumibile dalla condizione strutturale attuale dell'immobile, gravemente danneggiato da un evento sismico, e da ulteriori elementi amministrativi quali il finanziamento pubblico destinato al suo adeguamento agli standard di sicurezza.
  • Nella valutazione del periculum in mora derivante dallo sgombero, la disponibilità gratuita di un alloggio alternativo ristrutturato e messo a disposizione dal Comune può escludere il pregiudizio grave e irreparabile lamentato dall'occupante.
  • La finalità di consentire l'occupazione dell'aggregato edilizio e l'avvio di lavori di risanamento diretti a prevenire condizioni di pericolo per la pubblica incolumità costituisce elemento rilevante nel bilanciamento cautelare tra l'interesse individuale alla permanenza nell'immobile e l'interesse pubblico alla sicurezza.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniRicostruzione post-calamitàTutela cautelare
RamiEdiliziaEmergenze e protezione civileProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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