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Sentenza

Sentenza n. 13957/2026 - Roma, Sezione 5T

per l'annullamento - della determinazione dirigenziale n. QC -OMISSIS- del 28 novembre 2024, prot. 4058/2025, emessa da Roma Capitale, Dipartimento valorizzazione del patrimonio e delle politiche abitative, Direzione Dipartimento edilizia ERP, con la quale è stato disposto, in danno della ricorrente, il rigetto/diniego all’assegnazione in regolarizzazione dell’alloggio sito in Roma, Via -OMISSIS-, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, anche non conosciuto;

Giustizia amministrativa202503672

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di assegnazione in regolarizzazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego di regolarizzazione dell'alloggio, deducendo: incompetenza del dirigente emanante, poiché la competenza sarebbe spettata al Sindaco o a un dirigente espressamente delegato; violazione delle garanzie partecipative per omessa comunicazione di avvio del procedimento; difetto di istruttoria e motivazione, per mancato accertamento dell'effettiva residenza del precedente assegnatario e per genericità del diniego; violazione del principio tempus regit actum, in quanto la domanda era stata presentata nel 2007 e il provvedimento adottato dopo circa diciotto anni sulla base di norme sopravvenute; eccesso di potere e violazione della proporzionalità, in ragione del lungo periodo di occupazione dell'alloggio e del ritardo dell'amministrazione. La ricorrente sosteneva che il precedente assegnatario avesse mantenuto soltanto la residenza anagrafica nell'immobile e non vi avesse abitato stabilmente.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha escluso l'incompetenza, rilevando che l'art. 34, comma 3, dello Statuto di Roma Capitale, in recepimento dell'art. 107 d.lgs. 267/2000, attribuisce ai dirigenti la competenza esclusiva ad adottare gli atti amministrativi e le determine, nei limiti delle attribuzioni degli uffici, senza necessità di una specifica delega del Sindaco. Ha respinto la censura partecipativa applicando la regola secondo cui l'omissione non determina l'illegittimità quando la partecipazione non avrebbe potuto condurre a un esito diverso: il diniego dipendeva infatti dall'assenza del presupposto oggettivo della sanatoria. L'istruttoria aveva accertato che, alla data rilevante del 20 novembre 2006, l'alloggio era regolarmente assegnato e stabilmente abitato da altro soggetto, che aveva ospitato la ricorrente in cambio di assistenza. Ha quindi ritenuto adeguati gli accertamenti anagrafici, l'accertamento di polizia del 2008 e l'audizione della ricorrente. Le opere abusive interne e la denuncia dell'occupazione presentata dal precedente assegnatario non incidevano sul rapporto locativo né trasformavano l'ospitalità in occupazione abusiva. L'art. 53, comma 2, l.r. Lazio 27/2006 richiede il protrarsi senza soluzione di continuità dell'occupazione da parte dello stesso nucleo familiare; tale requisito mancava perché il precedente assegnatario e la ricorrente appartenevano a nuclei distinti e non risultava richiesta di ampliamento del nucleo familiare. La censura sul tempus regit actum è stata dichiarata inammissibile per genericità, non essendo state indicate le norme sopravvenute asseritamente applicate. Quanto al ritardo, il TAR ha osservato che avrebbe potuto essere fatto valere mediante ricorso avverso il silenzio, non attivato, e che comunque il ritardo non consumava il potere amministrativo né viziava il provvedimento. Ha escluso la lesione dell'affidamento e della proporzionalità, poiché le regolarizzazioni costituiscono sanatorie eccezionali e derogatorie, prive di margini di discrezionalità e non idonee a fondare un diritto alla regolarizzazione per il solo decorso del tempo. La documentazione relativa a periodi successivi al 20 novembre 2006 è stata ritenuta irrilevante. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 53 l.r. Lazio 27/2006

    “L’assegnazione in regolarizzazione di cui al comma 1 è subordinata: a) al protrarsi dell’occupazione senza soluzione di continuità da parte dello stesso nucleo familiare dalla data di occupazione fino al momento dell’assegnazione”.

    La regolarizzazione presuppone che l'occupazione sia abusiva e si sia protratta senza soluzione di continuità da parte dello stesso nucleo familiare; non si applica quando l'alloggio era regolarmente assegnato e abitato da altro soggetto che aveva ospitato la richiedente.

  • art. 34, comma 3, Statuto di Roma Capitale

    “Spetta ai dirigenti nei limiti delle attribuzioni degli uffici cui sono preposti, l'adozione, in via esclusiva, di tutti gli atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l'Amministrazione verso l'esterno e siano espressione di valutazioni anche di natura discrezionale”.

    La disposizione attribuisce ai dirigenti la competenza esclusiva ad adottare le determine amministrative rientranti nelle attribuzioni dell'ufficio, senza necessità di una specifica delega del Sindaco.

  • art. 107 d.lgs. 267/2000

    In applicazione del principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione, le determine dirigenziali spettano in via esclusiva ai dirigenti; il Sindaco non ha competenza diretta nella loro adozione.

  • art. 4 d.lgs. 165/2001

    Il principio di separazione tra funzioni di indirizzo politico-amministrativo e funzioni gestionali esclude la competenza diretta del Sindaco nell'adozione delle determine dirigenziali.

  • l. 241/1990

    L'omessa partecipazione procedimentale non comporta l'illegittimità del provvedimento quando, trattandosi di accertamento vincolato dell'assenza di un presupposto legale, la partecipazione non avrebbe potuto determinare un esito diverso.

Massime di principio

  • La competenza ad adottare determine amministrative rientranti nelle attribuzioni dell'ufficio spetta ai dirigenti in via esclusiva, in forza del principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione; non è necessaria una specifica delega del Sindaco quando la competenza dirigenziale deriva direttamente dalla legge e dallo statuto dell'ente.
  • La regolarizzazione di un'occupazione di alloggio ERP richiede la sussistenza dei presupposti eccezionali previsti dalla legge regionale, tra cui l'occupazione abusiva dell'alloggio alla data stabilita e la continuità dell'occupazione da parte dello stesso nucleo familiare; l'ospitalità concessa da un assegnatario legittimo non integra, di per sé, occupazione abusiva regolarizzabile.
  • Quando il diniego di regolarizzazione dipende dall'accertamento vincolato dell'assenza di un presupposto legale, l'omessa comunicazione di avvio del procedimento non determina l'annullabilità se la partecipazione del privato non avrebbe potuto condurre a un esito diverso.
  • Il ritardo dell'amministrazione nel definire una domanda di regolarizzazione non consuma il potere di provvedere e non rende automaticamente illegittimo il provvedimento tardivo; il ritardo deve essere fatto valere, ove ne ricorrano i presupposti, mediante l'azione contro il silenzio.
  • Le sanatorie eccezionali in materia di alloggi ERP, derogando alle ordinarie procedure di assegnazione, non attribuiscono un affidamento tutelabile alla regolarizzazione per il solo decorso del tempo né consentono di graduare l'esito in base alla durata dell'occupazione.

Come è indicizzato

MaterieEdilizia residenziale pubblicaPartecipazione al procedimentoTermini del procedimento e silenzioResponsabile del procedimento e competenza
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
IstitutiIncompetenzaPartecipazione procedimentaleTermini del procedimentoLegittimo affidamento

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