Cassazione Penale, Sentenza n. 22637/2023 del 24/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata per carenza di motivazione, disponendo il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'appello di Firenze. La decisione è di natura formale: la Corte non ha pronunciato sul merito della responsabilità penale, ma ha ordinato un nuovo esame da parte del giudice d'appello
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso deduceva la nullità della sentenza per assoluta carenza di motivazione: nella parte motiva non sono indicate le ragioni che hanno portato all'affermazione della responsabilità penale dell'imputato né quelle che hanno giustificato la determinazione del trattamento sanzionatorio
Norme richiamate
art. 606 cod. proc. pen.
La Corte ha agito sul principio che la mancanza o insufficienza della motivazione della sentenza costituisce motivo di annullamento; qui la carenza motivazionale ha comportato l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio
Massime di principio
- Una sentenza penale deve esporre in modo sufficiente le ragioni che giustificano sia la dichiarazione di responsabilità sia la determinazione della pena; la carenza assoluta di motivazione è vizio che può determinare l'annullamento
- La Cassazione, quando riscontra insufficiente motivazione, normalmente annulla e rinvia il processo per un nuovo esame senza decidere nel merito sulla colpevolezza, salvo casi in cui il giudizio di merito sia impossibile o superfluo
- La nullità per mancanza di motivazione non equivale ad una pronuncia di proscioglimento: l'imputato ottiene un nuovo giudizio davanti al giudice dell'impugnazione
- In fase difensiva è utile contestare specificamente le lacune motivazionali (mancanza di argomentazione sui fatti decisivi o sui presupposti probatori) per ottenere rimedio in sede di legittimità
- La Corte di cassazione interviene più sulla regolarità formale e logico-giuridica della motivazione che sulla valutazione di merito delle prove; errori manifesti nella logica della motivazione sono tipicamente addebitabili al giudice di merito e sanzionati con annullamento
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