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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6837/2024 del 15/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di appello che lo aveva confermato condannato per opere edilizie eseguite senza permesso di costruire (platee in cemento, baracche di lamiera, muretti). Deduceva che: 1) le opere erano oggetto di una autorizzazione in sanatoria rilasciata nel 1991 alla madre e trasferita iure successionis; 2) le baracche in lamiera erano manufatti precari e stagionali non assoggettati a titolo edilizio; 3) la Corte d'appello avrebbe omesso rinnovazione istruttoria/accertamento tecnico decisivo; 4) il reato si sarebbe estinto per prescrizione, tenuto conto della sospensione prevista dalla cosiddetta legge Orlando.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile in relazione a tutti i motivi. Sul primo motivo ha ritenuto che l'autorizzazione in sanatoria del 1991 non fosse riferita all'area contestata e che la conferma della responsabilità riguardasse in particolare le platee in cemento; ha inoltre escluso la precarietà delle baracche sulla base degli stessi elementi costitutivi del ricorso. I secondi e terzi motivi (mancata acquisizione di prova/accertamento tecnico) sono stati ritenuti generici e preclusi ai sensi dell'art. 606, comma 3, cod. proc. pen., per mancata specifica contestazione del riepilogo dei motivi nella sentenza impugnata. L'ultimo motivo sulla prescrizione è stato considerato generico e comunque non utilizzabile in cassazione dato che non si deduceva che il reato fosse già prescritto al tempo della sentenza impugnata; la Corte ha inoltre richiamato l'impossibilità di dichiarare d'ufficio cause di non punibilità in assenza di un valido rapporto di impugnazione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • D.P.R. 380/2001, art. 44, comma 1, lett. b)

    Norma incriminatrice in materia edilizia: la sentenza ha applicato tale disposizione per ritenere il reato di esecuzione di opere in assenza di permesso di costruire, in particolare rispetto alle platee in cemento.

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8

    Previsione procedurale richiamata per la trasmissione delle richieste scritte del Pubblico Ministero nella fase di legittimità; qui il Procuratore generale ha formulato richieste scritte chiedendo l'inammissibilità del ricorso.

  • Codice di procedura penale, art. 606, comma 3 (parte finale)

    Regola di preclusione: se in cassazione si deduce il mancato esame da parte del giudice di appello di un motivo proposto in appello, occorre contestare specificamente il riepilogo dei motivi nella sentenza impugnata; in mancanza la questione è inammissibile per genericità. La Corte l'ha applicata per dichiarare inammissibili i motivi relativi all'accertamento tecnico.

  • Codice di procedura penale, art. 129

    Disposizione sulle cause di non punibilità rilevabili d'ufficio: la Corte ha richiamato il principio secondo cui, in assenza di un valido rapporto di impugnazione, la cassazione non può rilevare e dichiarare d'ufficio cause di non punibilità come la prescrizione.

  • Codice di procedura penale, art. 609, comma secondo

    Richiamato unitamente all'art. 129 per delimitare i casi in cui la Corte può rilevare d'ufficio cause di estinzione del reato; la sentenza evidenzia l'impossibilità di farlo senza un valido rapporto di impugnazione.

  • Legge 103/2017 (c.d. legge Orlando)

    Norma richiamata in relazione alla sospensione del corso della prescrizione per un periodo di tempo (anno e sei mesi). La Corte osserva che il ricorrente ha considerato operante tale sospensione e dunque non ha dimostrato che il reato fosse già prescritto al momento della sentenza impugnata.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione alla liquidazione delle spese e alle ammende per ricorso inammissibile; la Corte ha ritenuto non sussistere colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità e fissato la somma equitativa da versare alla cassa delle ammende.

Massime di principio

  • In cassazione non è sufficiente riproporre censure generiche: bisogna confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata e contestare specificamente il riepilogo dei motivi operato dal giudice di merito.
  • Le autorizzazioni in sanatoria devono essere provate e dimostrate come riferite espressamente all'area e alle opere contestate; una sanatoria generica o riferita ad altra area non elimina l'illecito per opere diverse.
  • La qualificazione di un manufatto come 'precario' richiede elementi concreti che dimostrino temporaneità e non uso durevole a fini economici: l'utilizzo continuativo per attività produttive può escludere la natura precaria e rendere necessaria l'autorizzazione.
  • Le richieste di acquisizione di prova o di accertamenti tecnici vanno proposte e valorizzate nelle fasi processuali utili (giudizio di merito); introdurle in modo generico solo in cassazione espone a inammissibilità per preclusione processuale.
  • Se si intende dedurre l'estinzione del reato per prescrizione in cassazione, occorre dimostrare che la prescrizione fosse già maturata alla data della sentenza impugnata; altrimenti la questione può risultare preclusa e la Corte non potrà rilevarla d'ufficio.

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