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Parere

Parere n. 248/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1

Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica proposto dal signor -OMISSIS- contro la Prefettura di -OMISSIS- per l’annullamento del decreto del 9 novembre 2020 di diniego della concessione della cittadinanza italiana.

Giustizia amministrativa202400470

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IRicorso straordinario al Presidente della Repubblica

Impugnazione del decreto prefettizio del 9 novembre 2020 di diniego della concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La questione giuridica

Il ricorrente ha proposto ricorso straordinario per l'annullamento di un decreto prefettizio che avrebbe respinto, per mancanza del requisito dei dieci anni di residenza legale, continua e ininterrotta in Italia, la domanda di concessione della cittadinanza presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge n. 91/1992. Il ricorso, datato 31 maggio 2021, è stato depositato privo di relata di notifica. Nel corso dell'istruttoria sono emerse incongruenze tra l'atto impugnato indicato dal ricorrente e quello richiamato dal Ministero dell'interno: il documento depositato reca il numero K10/900808, riguarda un'istanza presentata il 18 settembre 2019 da un cittadino albanese ed è diverso dal provvedimento indicato nella relazione ministeriale, identificato come decreto n. K10/933599 del 9 novembre 2020, riferito al ricorrente cittadino marocchino. Il Ministero ha inoltre eccepito l'inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione. La Sezione ha quindi ritenuto necessario acquisire il decreto effettivamente impugnato, la relativa data di notificazione e la prova della notificazione del ricorso straordinario all'amministrazione.

Il parere

La Sezione non ha espresso il parere definitivo né sul rito né sul merito. Ha disposto un supplemento istruttorio, ordinando al Ministero dell'interno di depositare il decreto n. K10/933599 del 9 novembre 2020, corredato dalla data della sua notificazione al ricorrente, e al ricorrente di produrre direttamente alla Sezione documentazione idonea a comprovare la data di notificazione del ricorso straordinario all'amministrazione. Gli adempimenti devono essere eseguiti entro trenta giorni dalla comunicazione del parere. La trattazione è stata rinviata a un'adunanza da fissare entro il secondo trimestre del 2026, restando impregiudicate tutte le valutazioni in rito, compresa l'eccezione di difetto di giurisdizione, e nel merito.

Osservazioni

Identificazione dell'atto impugnato

Il documento depositato agli atti reca il numero K10/900808, riguarda un'istanza del 18 settembre 2019 presentata da un cittadino albanese e non coincide con il decreto n. K10/933599 del 9 novembre 2020 indicato nella relazione ministeriale come atto impugnato. Occorre acquisire il provvedimento effettivamente impugnato.

Notificazione del decreto impugnato

Il Ministero dell'interno deve depositare il decreto n. K10/933599 del 9 novembre 2020 corredato dalla data della sua notificazione al ricorrente, elemento necessario per le valutazioni successive sul rito.

Notificazione del ricorso straordinario

Il ricorrente deve produrre documentazione idonea a comprovare la data di notificazione del ricorso straordinario all'amministrazione, poiché il ricorso è stato depositato privo di relata di notifica.

Eccezione di difetto di giurisdizione

L'eccezione di inammissibilità del ricorso per difetto di giurisdizione, formulata dal Ministero dell'interno, è stata lasciata impregiudicata in attesa del completamento dell'istruttoria.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lettera f), legge 5 febbraio 1992, n. 91

    La disposizione costituisce la base normativa della domanda di concessione della cittadinanza italiana presentata dal ricorrente.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare le parti private.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, unitamente all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante l'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nel procedimento relativo a un ricorso straordinario, quando gli atti acquisiti presentano difformità nell'identificazione del provvedimento impugnato, il Consiglio di Stato deve acquisire il decreto corretto prima di pronunciarsi definitivamente sul rito e sul merito.
  • La prova della notificazione del ricorso straordinario all'amministrazione e la data di notificazione del provvedimento impugnato costituiscono elementi istruttori rilevanti per la verifica delle condizioni di procedibilità e ammissibilità del ricorso.
  • Quando il ricorso straordinario è depositato privo di relata di notifica e la documentazione amministrativa non consente di individuare con certezza l'atto impugnato, la Sezione può sospendere il parere definitivo e imporre specifici incombenti istruttori alle parti.
  • Le questioni di rito, inclusa un'eccezione di difetto di giurisdizione, possono essere lasciate impregiudicate e rinviate a una successiva adunanza quando la loro decisione presupponga il chiarimento dell'identità dell'atto impugnato e delle date di notificazione.

Ricorso straordinario contro il diniego della cittadinanza italiana

Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da un cittadino marocchino contro un decreto della Prefettura di -OMISSIS- che avrebbe negato la concessione della cittadinanza italiana per mancanza del requisito dei dieci anni di residenza legale, continua e ininterrotta. La domanda di cittadinanza era stata presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lettera f), della legge 5 febbraio 1992, n. 91.

Premesse procedimentali

Il ricorso, datato 31 maggio 2021, è stato depositato senza relata di notifica. Il Ministero dell'interno ha trasmesso la propria relazione il 26 marzo 2024, indicando come atto impugnato il provvedimento n. K10/933599 del 9 novembre 2020 e sollevando un'eccezione di inammissibilità per difetto di giurisdizione.

Incongruenze nell'identificazione dell'atto

La Sezione ha rilevato che il documento effettivamente presente agli atti reca il numero K10/900808 e riguarda un'istanza presentata il 18 settembre 2019 da un cittadino albanese. Tale documento non coincide con il provvedimento indicato nella relazione ministeriale come decreto impugnato, n. K10/933599 del 9 novembre 2020, riferito invece al ricorrente cittadino marocchino.

L'incertezza sull'identità dell'atto impugnato impedisce, allo stato, di procedere alle valutazioni definitive sulle questioni di rito e di merito.

Incombenti istruttori

La Sezione ha disposto i seguenti adempimenti:

  • il Ministero dell'interno deve depositare il decreto n. K10/933599 del 9 novembre 2020, corredato dalla data della sua notificazione al ricorrente;
  • il ricorrente deve produrre direttamente alla Sezione documentazione idonea a comprovare la data di notificazione del ricorso straordinario all'amministrazione.

Gli adempimenti devono essere eseguiti entro trenta giorni dalla comunicazione del parere.

Esito interlocutorio

Il Consiglio di Stato ha sospeso l'espressione del parere definitivo e rinviato la trattazione a un'adunanza da fissare entro il secondo trimestre del 2026. Sono rimaste impregiudicate tutte le valutazioni successive, sia in rito sia nel merito, compresa l'eccezione ministeriale di difetto di giurisdizione.

Oscuramento dei dati personali

La Sezione ha disposto l'oscuramento delle generalità e di ogni altro dato idoneo a identificare le parti private, richiamando l'art. 52, commi 1 e 2, del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196, e l'art. 9, paragrafo 1, del Regolamento (UE) 2016/679, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Come è indicizzato

MaterieRicorso straordinario al Presidente della RepubblicaCittadinanza
RamiProcesso amministrativoImmigrazione e cittadinanza
IstitutiIncompetenzaLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardivitàOnere della prova e principio dispositivo

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