Sentenza del 22/01/2020 n. 1281 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Lombardia che aveva confermato l'annullamento della cartella di pagamento notificata ai soci solidalmente obbligati per debiti IVA della B & C s.n.c., per mancata preventiva notificazione ai singoli soci dell'avviso di accertamento posto a fondamento della cartella ovvero per carenza di motivazione nella cartella stessa; questione centrale: se l'Amministrazione fosse tenuta a notificare l'avviso di accertamento anche ai soci (o, in difetto, se la cartella dovesse esplicitare le ragioni della pretesa) soprattutto quando il socio si era receduto dalla società prima della notifica dell'avviso alla società
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Ha confermato che i soci di una società di persone sono solidalmente responsabili per i debiti tributari della società e possono essere destinatari dell'esazione anche se non erano obbligati d'imposta e non hanno ricevuto gli atti impositivi originari notificati solo alla società. Tuttavia la Corte ha stabilito un principio di equilibrio: se il socio era ancora nella compagine al momento della notifica dell'avviso di accertamento alla società, la cartella di pagamento notificata al socio può supplire alla mancata notifica dell'avviso (con possibilità per il socio di impugnare la cartella e contestare anche gli atti presupposti ai sensi dell'art. 19 D.Lgs. 546/1992). Se, invece, il socio si era receduto prima della notifica dell'avviso alla società, sussiste una presumibile ignoranza del contenuto dell'atto e l'Amministrazione è tenuta o a notificare l'avviso anche al socio oppure a motivare dettagliatamente nella cartella le ragioni di fatto e di diritto della pretesa, perché diversamente si lede il diritto di difesa per compressione dei tempi necessari ad acquisire documentazione e impugnare efficacemente l'atto. Per tali ragioni il ricorso è stato rigettato e le spese di giudizio compensate integralmente.
Norme richiamate
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 19, u.c.
Consente al contribuente, impugnando la cartella di pagamento, di contestare anche gli atti presupposti non notificati; la Corte lo interpreta come strumento che tutela il diritto di difesa del socio quando non ha ricevuto gli atti impositivi originari
art. 2291 c.c.
Stabilisce la responsabilità solidale e illimitata dei soci per i debiti della società di persone; la Corte afferma che tale responsabilità opera anche nei rapporti tributari e giustifica l'azione esecutiva nei confronti dei soci
art. 2304 c.c.
Condiziona l'aggressione patrimoniale dei soci al presupposto che il creditore non abbia potuto soddisfarsi sul patrimonio sociale; citato per precisare i limiti della sussidiarietà della responsabilità
art. 2290 c.c.
Stabilisce la responsabilità del socio per le obbligazioni sociali fino al giorno dello scioglimento limitato al socio; la Corte ne ricava che il recesso non esclude automaticamente la responsabilità per debiti sorti anteriormente
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 46
Norma sulla formazione ed esecuzione della cartella di pagamento; la Corte usa il principio secondo cui la cartella (o l'avviso di mora) può avere funzione sostitutiva degli atti impositivi originari non notificati al socio
L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7
Sancisce l'obbligo di motivazione degli atti tributari; la Corte rileva che tale obbligo può essere assolto dalla cartella se il socio, per il suo ruolo, poteva conoscere l'accertamento o consultare la documentazione societaria, mentre non è assolto quando il socio era già receduto prima della notifica
Massime di principio
- I soci di società di persone sono solidalmente responsabili per i debiti tributari della società e possono essere perseguiti con cartella di pagamento anche se non erano destinatari dell'avviso di accertamento notificato solo alla società
- Se il socio faceva ancora parte della compagine al momento della notifica dell'avviso di accertamento alla società, la cartella notificata al socio può validamente supplire alla mancata notifica dell'avviso, perché il socio poteva accedere alla documentazione sociale e conoscere le ragioni dell'accertamento
- Se il socio si è receduto dalla società prima della notifica dell'avviso di accertamento alla società, l'Amministrazione deve o notificare l'avviso anche al socio o, in mancanza, la cartella notificata al socio deve contenere una chiara e circostanziata esposizione dei fatti e delle ragioni giuridiche della pretesa, altrimenti si viola il diritto di difesa
- L'impugnazione della cartella di pagamento è lo strumento appropriato per il socio per contestare anche gli atti presupposti non notificati (art. 19 D.Lgs. 546/1992), ma l'efficacia di tale tutela dipende dalla tempestività e dalla possibilità effettiva di acquisire la documentazione rilevante
- In presenza di recesso anteriore alla notifica, la mancata motivazione nella cartella comporta una compressione del diritto di difesa e giustifica l'annullamento dell'atto impugnato
- Per gli uffici fiscali, buona prassi: verificare lo status dei soci alla data di notifica degli atti impositivi e, se necessario, notificare gli avvisi anche ai soci cessati o fornire nella cartella una motivazione completa e documentabile della pretesa per evitare invalidità dell'atto
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