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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10904/2024 del 14/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Gli appellanti impugnano la conferma in appello della condanna per detenzione illegale di armi comuni da sparo (capo 1) e, per due di essi, per ricettazione (capo 2). Le censure principali sono: 1) la rilevanza e l'effetto probatorio della sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Rieti nei confronti di Kola dal reato presupposto (furto in abitazione) e la sua incidenza sulle accuse di ricettazione rivolte a Dragan e Leka; 2) carenza di prova circa la reale disponibilita materiale delle armi (la mera detenzione di foto non basterebbe); 3) vizio di trascrizione o travisamento di intercettazioni (in particolare la conversazione n. 529) e illegittimo uso della diversa interpretazione acquisita in camera di consiglio; 4) vizi nella motivazione e nella dosimetria della pena; 5) contestazioni su ordini di ammissione/testimonianze e utilizzabilità di materiale probatorio (fotografie non sequestrate, copie forensi, ecc.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha deciso in modo articolato: 1) Il ricorso di Kola è stato dichiarato infondato: confermata la condanna per detenzione illegale di armi comuni da sparo; a suo carico condanna alle spese processuali. 2) Il ricorso di Dragan è stato parzialmente accolto: la condanna per ricettazione (capo 2) è stata annullata senza rinvio perche' il fatto non sussiste (l'assoluzione definitiva di Kola dal reato presupposto incide sul giudizio di ricettazione), mentre la condanna per detenzione di armi (capo 1) è stata confermata; la pena relativa a quest'ultimo reato dovra' essere rideterminata in sede di merito perché venuto meno il reato-base della continuazione. 3) Il ricorso di Leka è stato ritenuto fondato in più punti: la sentenza impugnata e' stata annullata con rinvio in relazione alla condanna per concorso nella detenzione delle armi, per un vizio di motivazione collegato al travisamento/trascrizione della intercettazione n. 529; gli altri motivi sono assorbiti. In sintesi: conferma della detenzione per Kola e per Dragan (ma con rideterminazione della pena per Dragan), annullamento senza rinvio per Dragan e Leka della condanna per ricettazione, annullamento con rinvio della condanna di Leka per detenzione per vizio probatorio sulla trascrizione. Inoltre Kola condannato al pagamento delle spese processuali (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • Legge 2 ottobre 1967, n. 895, artt. 2 e 7

    Norme che regolano la detenzione e il commercio di armi; nel processo sono state richiamate per la configurazione del reato di detenzione illegale di armi comuni da sparo (capo 1). La Corte osserva che la qualificazione come armi provento di furto è accessoria rispetto al contestato reato di detenzione.

  • Art. 648 c.p.

    Norma sulla ricettazione. La Corte sottolinea che, per la ricettazione, la provenienza del bene da reato e la sua imputazione al reato presupposto sono elementi essenziali: l'assoluzione irrevocabile dell'autore del reato-presupposto puo' incidere sulla responsabilità per ricettazione.

  • Art. 238-bis c.p.p.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla utilizzazione di una sentenza di altro procedimento. La questione riguarda l'effetto probatorio di una sentenza non irrevocabile prodotta in corso di giudizio e la sua valutazione da parte del giudice.

  • Art. 133 c.p.

    Criteri di determinazione della pena. La Corte rileva che il giudice di merito ha motivato il discostamento dal minimo sul rilievo del numero delle armi e del ruolo apicale dell'imputato; tale motivazione, anche se sintetica, rientra nella discrezionalità del giudice.

  • Art. 616, comma 1, c.p.p.

    Norma che regola la condanna alle spese processuali: la Corte ha condannato il ricorrente Kola al pagamento delle spese del procedimento.

  • Art. 603 c.p.p.

    Norma richiamata in rapporto alla (contestata) necessità di rinnovare l'istruttoria in appello qualora la trascrizione o la valutazione delle intercettazioni risultino travisate; utile per valutare limiti e modalita' di integrazione probatoria in appello.

  • Regole processuali sulle intercettazioni e audizioni (giurisprudenza citata)

    La Corte ricorda l'orientamento secondo cui il riascolto in camera di consiglio dei supporti intercettati, debitamente acquisiti e trascritti, appartiene alla fase di valutazione della prova e non viola il contraddittorio; tuttavia, se in camera di consiglio emerge una diversa trascrizione che altera il significato di una frase centrale, il travisamento puo' determinare annullamento.

Massime di principio

  • In caso di detenzione illegale di armi, non è indispensabile che la contestazione indichi tutti i numeri di matricola: la provenienza da furto è elemento accessorio per il reato di detenzione, ma essenziale per il reato di ricettazione.
  • Un'assoluzione irrevocabile dal reato-presupposto puo' svuotare la fondatezza di una condanna per ricettazione; la valutazione dell'efficacia probatoria di sentenze altrui richiede attenzione al momento della produzione e allo stato di irrevocabilità.
  • Fotografie e conversazioni intercettate possono concorrere a dimostrare la disponibilità reale delle armi se corroborate da altri elementi logici e indiziari (comportamenti, trattative, riconoscimenti), ma da sole possono non bastare se non adeguatamente contestualizzate.
  • L'ascolto in camera di consiglio di intercettazioni acquisite e trascritte è consentito, ma la Corte di legittimità controlla che non vi sia travisamento della prova derivante da diversa trascrizione che alteri il significato rilevante per la decisione; se il travisamento e' manifesto, è possibile l'annullamento e il rinvio.
  • La motivazione della scelta discrezionale della pena ai sensi dell'art. 133 c.p. può essere sintetica ma deve comunque indicare i parametri valutati (es. gravità del pericolo, ruolo dell'imputato, intensità del dolo).

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