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Cassazione Penale, Ordinanza n. 28708/2026 del 29/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata aveva confermato la condanna per il delitto di ricettazione. Il ricorso era limitato a un solo motivo, concernente il giudizio di equivalenza tra le circostanze. La Corte ha ritenuto la censura inammissibile perché sostanzialmente ripetitiva di doglianze già esaminate dai giudici di merito e, inoltre, generica, in quanto non si confrontava in modo specifico con la motivazione della sentenza impugnata.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    È la norma incriminatrice contestata e oggetto della condanna confermata in appello; dalla breve motivazione emerge solo il riferimento al delitto di ricettazione.

Massime di principio

  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a riprodurre censure già valutate in modo adeguato dai giudici di merito, senza introdurre argomentazioni nuove o specifiche.
  • È parimenti inammissibile la censura che non si confronti in modo puntuale con la motivazione della sentenza impugnata, risolvendosi in una doglianza generica.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieRicettazioneImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale

Testo integrale

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