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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17510/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva concesso la detenzione domiciliare ma aveva respinto la richiesta più ampia di affidamento in prova al servizio sociale ritenendo ostative la mancanza di attività lavorativa stabile e la convivenza in un campo nomadi con numerosi connazionali pregiudicati, nonché riferendosi a precedenti comportamenti prevaricatori ed estorsivi. In cassazione si deduceva vizio di motivazione: la difesa aveva prodotto documentazione (contratto di lavoro a tempo determinato e precedenti rapporti di lavoro) comprovante l'attività lavorativa attuale e passata del GHEORGHE e aveva chiesto di poter produrre la sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto in relazione alle accuse di estorsione, sentenza poi prodotta in cassazione; inoltre risultava un provvedimento di indennizzo per ingiusta detenzione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso ritenendolo fondato. Ha rilevato che il Tribunale di Sorveglianza aveva travisato le risultanze documentali riguardanti l'attività lavorativa del ricorrente (esisteva un contratto di lavoro a tempo determinato e attestazioni di lavoro negli anni precedenti) e non aveva considerato, né motivatamente rifiutato di prendere in considerazione, la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Latina, nonché il risarcimento per ingiusta detenzione. Per tali ragioni l'ordinanza impugnata è stata annullata e la causa è stata rinviata al Tribunale di Sorveglianza di Roma per nuovo giudizio, con l'indicazione di valutare nuovamente la prognosi di pericolosità e la concessione delle misure alternative alla luce degli elementi documentali corretti.

Norme richiamate

  • Misure alternative alla detenzione (affidamento in prova al servizio sociale, detenzione domiciliare)

    La decisione ricorda che la concessione di misure alternative richiede una valutazione effettiva di elementi quali l'attività lavorativa e le prospettive di risocializzazione; tali elementi devono essere valutati correttamente e sulla base di documentazione aggiornata

  • Principio di autosufficienza

    La Corte ha fatto riferimento al principio secondo cui la documentazione prodotta e risultante agli atti deve poter essere valutata autonomamente; se il difensore rappresenta in udienza l'esistenza di atti decisivi (es. sentenza di assoluzione) il giudice di merito deve prenderli in considerazione o motivare il diverso comportamento

Massime di principio

  • La valutazione della pericolosità sociale e la concessione di misure alternative devono essere basate su elementi di fatto aggiornati: l'esistenza di un contratto di lavoro o di attività lavorativa stabile rafforza la possibilità di misure alternative.
  • Se il difensore produce documenti decisivi (contratti, sentenze di assoluzione, provvedimenti di indennizzo), il giudice di merito deve considerarli e motivare specificamente l'eventuale esclusione del loro peso probatorio; il travisamento o l'omessa considerazione può portare all'annullamento in Cassazione.
  • Una sentenza di assoluzione intervenuta su fatti segnalati come sintomatici di pericolosità ha efficacia nella riconsiderazione della prognosi di pericolosità: il giudice non può basare la sua decisione su informazioni non aggiornate.
  • È prudente, da parte della difesa, produrre tempestivamente e in forma completa la documentazione utile e chiedere formalmente il rinvio dell'udienza se sono in corso acquisizioni probatorie, facendo verbalizzare la richiesta, per evitare motivi di vizio procedurale.
  • Il riconoscimento di indennizzo per ingiusta detenzione è elemento rilevante e può influenzare la valutazione complessiva della posizione del soggetto ai fini delle misure alternative.

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