Ordinanza n. 1747/2026 - Palermo, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: nota comunale del 23 marzo 2026, ritenuta implicitamente reiettiva dell’istanza di sgombero o estumulazione di una salma da una sepoltura cimiteriale
Esito
La controversia
Il ricorrente aveva inizialmente proposto un’azione mista: da un lato, l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Marineo sull’istanza del 24 novembre 2025, volta a ottenere l’adozione di un’ordinanza di sgombero o estumulazione di una salma ritenuta tumulata senza titolo nella sepoltura cimiteriale REP. 81; dall’altro, l’annullamento della nota comunale del 23 marzo 2026. La nota comunicava che la salma risultava tumulata nella tomba di famiglia a seguito di una traslazione del 25 marzo 1992, che il loculo richiesto era occupato e che non vi erano altri loculi disponibili, invitando inoltre il ricorrente a presentare istanza per la tumulazione di un’altra salma presso la colombaia comunale. Il ricorrente sosteneva quindi l’illegittimità del comportamento omissivo e, ove necessario, della nota comunale.
La decisione
Il TAR ha ritenuto che il ricorso contenesse formalmente due domande, ma che dovesse essere qualificato esclusivamente come azione di annullamento. La nota del 23 marzo 2026, infatti, prende posizione sull’istanza del ricorrente, seppure implicitamente e in senso reiettivo; pertanto, non è configurabile un silenzio dell’amministrazione sulla medesima istanza. Non essendo stata definita nel merito la legittimità della nota, il Collegio ha disposto la rimessione della causa sul ruolo dell’udienza pubblica. L’ordinanza ha inoltre disposto l’oscuramento dei dati identificativi delle persone fisiche.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dei presupposti per l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi delle persone interessate.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata ai fini dell’oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione adotta un atto che prende posizione, anche implicitamente e in senso reiettivo, sull’istanza del privato, non è configurabile il silenzio-inadempimento sulla medesima istanza; la domanda deve essere qualificata come azione di annullamento dell’atto espresso o implicito.
- La qualificazione della domanda giudiziale deve essere operata dal giudice sulla base dell’effettivo contenuto dell’attività amministrativa e degli effetti prodotti dall’atto impugnato, anche quando il ricorrente abbia formalmente cumulato un’azione avverso il silenzio e un’azione di annullamento.
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