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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26409/2022 del 08/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Milano che aveva confermato la condanna per falso in testamento olografo. Reis contestava, tra l'altro, il mancato esame di testi (Ruta, Brancatisano), l'esclusione di documenti prodotti in appello e la valutazione grafologica; lamentava inoltre il diniego delle attenuanti. Andreotti rilevava l'erronea valutazione indiziaria della sua partecipazione (cui prodest), chiedeva l'audizione del notaio Ruta, deduceva la prescrizione del reato e contestava la determinazione della pena e il diniego delle attenuanti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto precluso in sede di legittimità ridiscutere la valutazione di merito degli elementi probatori (valutazione degli indizi, giudizio sulla buona fede dell'acquirente, confronto grafico e rilievo della prova documentale in appello). Sul punto delle prove ritenute "decisive" i ricorrenti non hanno formulato il giudizio controfattuale richiesto per dimostrare che l'assunzione delle prove avrebbe sicuramente determinato diversa pronuncia. La Corte ha inoltre ricordato che la falsità del testamento riguarda atti anteriori alla pubblicazione e che il reato si consuma con la pubblicazione notarile, escludendo la prescrizione indicata da Andreotti. Per tutti questi motivi i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati alle spese e a una somma in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.

    Consente di impugnare in cassazione i vizi della motivazione quando la mancata o erronea valutazione di una prova sia tale da aver certamente determinato diversa decisione; la Corte ha richiesto il giudizio controfattuale non fornito dai ricorrenti

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Limita la sindacabilità in cassazione dei vizi di motivazione: non è ammessa la rinnovazione del merito né il travisamento dei fatti salvo i casi tassativi motivati dalla legge

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Fissa i limiti di deducibilità dei motivi in cassazione; i ricorrenti dovevano attenersi ai limiti formali previsti per le censure

  • art. 507 cod. proc. pen.

    Regola l'assunzione delle testimonianze in dibattimento; la Corte ha ritenuto che la mancata escussione indicata non avesse carattere decisivo rispetto alle responsabilità contestate

  • art. 495, comma 2 cod. proc. pen.

    Richieste di prova difensive devono rispettare i presupposti procedurali; la Corte ha valutato la rilevanza e decisività delle prove richieste

  • art. 491 cod. pen.

    Norma penale relativa al falso in testamento (o simile) richiamata in ordine alla tipologia di reato contestata; la Corte ha esaminato l'imputazione di falso e il concorso degli imputati

  • art. 110 cod. pen.

    Principio di concorso di persone nel reato: la Corte ha precisato che l'atipicità del contributo concorsuale può rendere irrilevante l'individuazione dell'autore materiale

  • art. 192, comma 2 cod. proc. pen.

    Regola ammissione e valutazione di prove e documenti; richiamata nella censura sulla produzione di documenti in appello e sulla loro tardività

  • art. 620 cod. civ.

    Norma che disciplina il deposito e la pubblicazione del testamento olografo; la Corte ha osservato che la pubblicazione è atto formale successivo alla formazione del testamento

  • art. 28 legge 89/1913

    Prevede l'obbligo del notaio di rifiutare la pubblicazione in presenza di fumus di falsità; la Corte ha ritenuto irrilevante la richiesta di audizione del notaio su questo punto rispetto alla responsabilità penale già accertata

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Conseguenze della declaratoria di inammissibilità: condanna alle spese processuali e possibilità di condanna a somme a favore della Cassa delle ammende, applicata ai ricorrenti

Massime di principio

  • In sede di Cassazione non è consentito riesaminare il merito dei fatti o sostituire la valutazione probatoria del giudice di merito: le critiche che chiedono una diversa valutazione degli indizi sono inammissibili se non configurano un vizio della motivazione rilevante ai sensi delle norme di legittimità
  • Per ritenere decisiva l'omessa acquisizione di prova in Cassazione è necessario un giudizio controfattuale chiaro che dimostri che, se la prova fosse stata assunta, la decisione sarebbe stata certamente diversa
  • La produzione documentale in appello può essere esclusa se non è ritenuta rilevante e decisiva rispetto al quadro probatorio già formato; non ogni documento confrontato con la perizia grafologica è di per sé idoneo a sovvertire la valutazione grafologica
  • La falsità di un testamento olografo si riferisce agli atti che lo hanno formato e non alla pubblicazione; il reato di falsità materiale si consuma con la pubblicazione notarile, con conseguenze sul dies a quo della prescrizione
  • La presenza di un vantaggio patrimoniale (cui prodest) può costituire un indizio grave, preciso e concordante se corroborata da altri elementi (comportamenti, contatti con i testimoni, visite all'immobile), e può legittimare l'accertamento del concorso nel reato
  • Le censure aspecifiche sulle attenuanti o sulla pena senza indicare elementi nuovi e decisivi sono destinate a essere respinte in Cassazione
  • Quando si contesta in Appello o Cassazione l'omessa audizione di un pubblico ufficiale (es. notaio), occorre dimostrare la specifica rilevanza decisiva di quella deposizione sul risultato processuale

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