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Legge

L.R. FVG 11/2003

Disciplina generale in materia di innovazione.

Normativa regionaleL.R. FVG 11/2003Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge regionale Friuli Venezia Giulia n. 11/2003 promuove innovazione, ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico attraverso un Comitato regionale, un fondo dedicato e una serie di interventi per imprese, agricoltura, trasporti, parchi scientifici, welfare e pubblica amministrazione. Prevede anche misurazione annuale della competitività regionale e stanziamenti per il solo anno 2003. Oggi è in larga parte di impostazione programmatica e molte misure rinviano a regolamenti attuativi e finanziamenti ormai superati.

Disciplina generale dell’innovazione tecnologica in Friuli Venezia Giulia

Disciplina generale dell’innovazione tecnologica in Friuli Venezia Giulia

La legge definisce il quadro regionale di promozione dell’innovazione tecnologica, della ricerca e del trasferimento delle conoscenze nel Friuli Venezia Giulia. L’impianto è rivolto a coordinare soggetti pubblici e privati, programmare gli interventi e finanziare iniziative settoriali in più ambiti economici e sociali.

Finalità e obiettivi della politica regionale

La Regione promuove una politica dell’innovazione fondata su concertazione e trasferimento delle conoscenze con imprese, centri di ricerca e società civile. Gli obiettivi riguardano in particolare:

  • creazione di un ambiente favorevole all’innovazione e all’assimilazione tecnologica nelle imprese e nei servizi di pubblica utilità;
  • inserimento del sistema produttivo regionale in un contesto internazionale aperto alla diffusione di tecnologie e conoscenze;
  • integrazione tra ricerca, formazione e innovazione;
  • collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca, parchi scientifici e sistema finanziario;
  • rafforzamento della conoscenza nei servizi alla persona, soprattutto sanità, assistenza e istruzione;
  • sostegno a imprese innovative e alla crescita dimensionale delle imprese.

Misurazione della competitività regionale

La Regione deve misurare e rendere noto con cadenza annuale il livello di competitività del sistema Friuli Venezia Giulia, usando un sistema di indicatori anche per valutare l’impatto delle politiche regionali di innovazione. La Giunta regionale è chiamata a definire, entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge, gli indicatori e le modalità di raccolta delle informazioni.

Governance e concertazione: Comitato per l’innovazione

Presso la Presidenza della Giunta regionale è istituito il Comitato per l’innovazione, che funge da sede di raccordo, consultazione e partecipazione della comunità regionale. Il Comitato supporta la programmazione e l’attuazione della politica regionale in materia di innovazione tecnologica e ricerca e sviluppo.

Le sue funzioni comprendono soprattutto:

  • definizione triennale, con aggiornamento annuale, delle linee programmatiche, degli obiettivi generali e delle modalità di attuazione degli interventi;
  • coordinamento tra soggetti operanti nella ricerca e nello sviluppo;
  • promozione della cooperazione tra attori regionali della ricerca;
  • impulso a progetti di trasferimento e diffusione delle tecnologie, con attenzione alle PMI e ai servizi di pubblica utilità;
  • valutazione e controllo dei risultati delle attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico.

Le linee programmatiche sono approvate dalla Giunta regionale.

Composizione e funzionamento del Comitato

Il Comitato è costituito con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta. Ne fanno parte:

  • il Presidente della Regione, che lo presiede;
  • gli assessori regionali competenti;
  • i rettori delle università della regione;
  • il presidente del Consorzio per l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste;
  • i presidenti di Friulia SpA, Agemont SpA e BIC - Sviluppo Italia Friuli-Venezia Giulia SpA;
  • tre rappresentanti designati dalle organizzazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative per agricoltura, industria e artigianato.

Possono partecipare con voto consultivo direttori delle strutture regionali ed esperti invitati. Il Comitato dura in carica quanto la legislatura; i componenti di cui alla lettera relativa alle organizzazioni imprenditoriali possono essere riconfermati. Il Segretario generale della Presidenza svolge le funzioni di segretario e cura il supporto amministrativo. Ai componenti spettano i compensi previsti dalla normativa regionale.

Interventi a favore delle imprese industriali

Per le imprese industriali gli interventi sono affidati alla Direzione regionale dell’industria, in raccordo con la disciplina già prevista dalla normativa regionale sull’industria e dalla finanziaria 2002.

La disciplina introdotta per il trasferimento di conoscenze e innovazioni prevede:

  • contributi in conto capitale a favore di piccole e medie imprese industriali e loro consorzi per commesse di ricerca o sviluppo precompetitivo;
  • possibilità per l’Amministrazione regionale di commissionare e finanziare, fino all’intero importo, progetti di ricerca finalizzati a tecnologie fortemente innovative e di elevato interesse applicativo;
  • svolgimento delle attività presso università o laboratori/istituti qualificati e riconosciuti dalla Regione, oppure presso strutture incluse nell’albo ministeriale richiamato dalla legge;
  • contributi alle PMI industriali per l’acquisizione di brevetti o diritti di utilizzazione di nuove tecnologie produttive, nel rispetto della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato e con successivo regolamento attuativo.

Interventi a favore delle imprese artigiane

Per l’artigianato viene inserito un nuovo capo nella legge organica del settore, con contributi alle imprese artigiane, ai consorzi e alle società consortili per:

  • progetti di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo;
  • realizzazione, acquisizione, ampliamento e ristrutturazione di laboratori di ricerca;
  • acquisizione di brevetti, marchi e diritti di utilizzazione di nuove tecnologie finalizzate al ciclo produttivo, anche per qualità del prodotto e tutela ambientale;
  • studi di fattibilità e progetti di ricerca da presentare a Stato o Unione europea per agevolazioni in materia di ricerca e sviluppo.

Le iniziative su ricerca industriale e studi di fattibilità possono essere affidate anche a università, organismi pubblici di ricerca, laboratori e centri di ricerca o innovazione tecnologica iscritti all’albo ministeriale o riconosciuti dalla Regione. Per alcune finalità sono previsti contributi in conto capitale con criteri regolamentari; per la realizzazione e l’ampliamento di laboratori sono previsti finanziamenti agevolati secondo la disciplina regionale generale.

Interventi in agricoltura e itticoltura

La Regione può intervenire a favore di imprese agricole, agroindustriali, pesca e acquacoltura, ERSA, università e centri di ricerca per incentivare ricerca, promozione, sviluppo e diffusione di:

  • forme sostenibili di agricoltura, pesca e itticoltura, tenendo conto di cambiamenti climatici e impatto ambientale;
  • colture agrarie non alimentari, in particolare per produzioni energetiche;
  • tecnologie innovative per l’uso alternativo e energetico di prodotti e sottoprodotti delle filiere agroalimentari e ittiche;
  • tecnologie per fonti rinnovabili e per cattura e isolamento della CO2;
  • miglioramenti dei processi produttivi e dei mezzi di produzione per qualità e salvaguardia ambientale.

Gli interventi sono attuati dalla Direzione regionale dell’agricoltura e della pesca secondo criteri e modalità da definire con regolamento da trasmettere alla Commissione europea per la verifica di compatibilità sugli aiuti di Stato.

Interventi per trasporti, logistica e vie di comunicazione

Per le imprese di trasporti e logistica la Regione può concedere contributi per studi, progetti e programmi di trasformazione e innovazione orientati all’adeguamento qualitativo dei servizi di trasporto, alla logistica e all’intermodalità, oltre che per contratti di ricerca con soggetti qualificati e per forme consortili o aggregazioni di gestione di impianti e servizi.

Può inoltre finanziare i Comuni con più di 15.000 abitanti per studi e progetti innovativi di razionalizzazione del traffico merci urbano, mediante aree attrezzate e strumenti telematici di smistamento. Un’ulteriore linea riguarda studi e programmi per innovazione tecnologica nella viabilità, nelle vie di navigazione interna, nella portualità e nell’aeroportualità.

Gli incentivi non possono superare il 50% della spesa ammissibile. Gli interventi sono gestiti dalla Direzione regionale della viabilità e dei trasporti, con regolamento da sottoporre alla Commissione europea.

Parchi scientifici, incubatori e centro di ricerca in agricoltura

La Regione promuove la realizzazione e lo sviluppo di parchi scientifici e tecnologici e di incubatori di imprese, concedendo contributi agli enti gestori per spese di progettazione, acquisto, costruzione, ampliamento, riatto e ristrutturazione degli edifici, nonché per arredamenti, strumenti e attrezzature.

Inoltre promuove la costituzione e lo sviluppo di un Centro di ricerca e innovazione tecnologica in agricoltura presso la Facoltà di agraria dell’Università di Udine, aperto a enti pubblici di ricerca e sviluppo rurale, organizzazioni di imprenditori agricoli e soggetti privati, al fine di coordinare ricerca e trasferimento tecnologico, soprattutto in relazione agli interventi agricoli della legge.

Progetti di ricerca scientifica, formazione e trasferimento tecnologico

La legge sostiene progetti di ricerca scientifica e applicata e iniziative di trasferimento dei risultati della ricerca, concedendo contributi fino alla copertura totale della spesa ammessa a università e altri enti e organismi pubblici di ricerca del Friuli Venezia Giulia.

È previsto anche il finanziamento di attività formative per ricercatori e tecnici di ricerca, affidate alla Direzione regionale della formazione professionale. Quando la formazione riguarda insegnamenti connessi alla posizione del lavoratore nell’impresa beneficiaria, deve rispettare la normativa comunitaria sugli aiuti di Stato. Gli interventi si realizzano secondo i regolamenti di settore e in raccordo con gli altri programmi di formazione regionali.

Per il trasferimento tecnologico e la diffusione dell’innovazione, la Regione può concedere contributi al Consorzio per l’Area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e a soggetti regionali istituiti con legge o a maggioranza pubblica aventi come obiettivo ricerca e trasferimento tecnologico. È ammesso il cumulo con contributi nazionali, comunitari e di soggetti pubblici o privati.

Innovazione nel welfare e nella pubblica amministrazione

Nel settore sanitario e dell’assistenza sociale la Regione può proporre o finanziare, su richiesta delle strutture interessate, progetti di innovazione dei processi e delle modalità di erogazione dei servizi, nonché l’introduzione di tecnologie innovative di interesse generale. Il finanziamento può coprire parzialmente o totalmente i costi di sperimentazione, validazione e introduzione, inclusi oneri gestionali, formazione del personale e riorganizzazione dei processi.

La valutazione delle iniziative spetta al Comitato su proposta della Direzione regionale della sanità e delle politiche sociali.

Per la pubblica amministrazione la Regione promuove azioni di innovazione del sistema pubblico, con il coinvolgimento delle autonomie locali e di istituzioni specializzate nazionali e regionali. Gli interventi riguardano anche nuove tecnologie per l’organizzazione delle strutture pubbliche e la gestione dei servizi, privilegiando diffusione delle conoscenze, integrazione tra amministrazioni e facile accesso dei privati. La promozione e attuazione spettano alla Segreteria generale della Presidenza, secondo gli indirizzi del Comitato; per gli interventi che coinvolgono anche le autonomie locali è prevista l’intesa con l’Assemblea delle autonomie locali.

Occupazione di personale altamente qualificato per la ricerca

Le Province concedono incentivi per l’assunzione a tempo pieno, anche a tempo determinato purché di durata almeno biennale, di soggetti altamente qualificati e di personale da impiegare in attività di ricerca. Un regolamento regionale, da emanare entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge, deve disciplinare criteri, modalità, beneficiari, requisiti, importi, termini per le domande e cause di revoca o decadenza.

Nuove realtà imprenditoriali e crescita dimensionale

Friulia SpA è autorizzata a intervenire in partecipazione e finanziamento in piccole e medie imprese che realizzino progetti di ricerca o sviluppo industriale, anche basati su risultati di ricerca di terzi, oppure programmi di crescita dimensionale connessi a ricerca, innovazione o utilizzo dei relativi risultati.

L’attuazione richiede un programma specifico predisposto dal consiglio di amministrazione e approvato dall’assemblea degli azionisti. La Regione può inoltre concorrere alle spese di Friulia SpA e della controllata BIC - Sviluppo Italia Friuli-Venezia Giulia SpA per consulenza, assistenza tecnico-finanziaria e accompagnamento delle PMI nella predisposizione e realizzazione dei piani industriali e nella partecipazione a programmi europei.

Le risorse per questi interventi sono determinate annualmente da Friulia SpA in base alle previsioni di investimento e possono essere integrate da interventi di terzi, in particolare da Sviluppo Italia SpA o sue partecipate, nell’ambito del protocollo d’intesa Regione/Sviluppo Italia dell’8 gennaio 2003.

Fondo regionale per l’innovazione e gestione delle risorse

La legge istituisce un fondo specifico per gli interventi in materia di innovazione, ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico, inserendolo nella normativa regionale di bilancio. Il fondo è destinato a finanziare le attività previste dalla disciplina di settore.

La Giunta regionale, in coerenza con le linee programmatiche del Comitato, individua annualmente le quote del fondo da assegnare ai singoli comparti di intervento e i relativi soggetti o strutture attuatori. L’Assessore alle finanze, sulla base della deliberazione della Giunta, dispone i prelevamenti dal fondo e la loro iscrizione nei capitoli di spesa pertinenti.

Disposizioni finanziarie

Per il solo anno 2003 è autorizzata una spesa di 11 milioni di euro destinata al fondo per l’innovazione, con copertura tramite prelievo di pari importo dal fondo globale di parte capitale del bilancio regionale 2003-2005 e del bilancio 2003.

Rilevanza temporale e attualità della disciplina

La legge ha un impianto generale e programmatico, ma contiene anche disposizioni strettamente collegate a regolamenti attuativi da adottare entro termini brevi e a stanziamenti iscritti per l’anno 2003. Le previsioni finanziarie originarie sono dunque storicamente riferite a quel periodo; la disciplina resta utile come quadro normativo solo per le parti ancora richiamate o coordinate da successive modifiche e regolamenti.

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