Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6762/2025 del 18/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato la richiesta di concessione della liberazione anticipata per i semestri dal 13/01/2022 al 12/07/2022. Il ricorrente ha dedotto quattro motivi: (1) omissione di valutazione della documentazione carceraria e dei colloqui/frequentazione delle attività trattamentali; (2) carenza di motivazione formale e mancata indicazione precisa degli elementi di fatto dopo la legge n.332/1995; (3) illegittima valutazione della persistenza di collegamenti mafiosi basata su note della DDA (operazioni del 2011 e 2014) e sul presunto carattere permanente del reato associativo, nonché considerazione ingiustificata di rimesse economiche alla moglie; (4) mancata considerazione positiva del comportamento intramurario e della partecipazione ad attività trattamentali come elemento di reinserimento sociale.

La decisione

Rigetto del ricorso per cassazione come infondato. La Corte ha ritenuto congrua e sufficientemente motivata la decisione del Tribunale di sorveglianza che aveva condiviso il Magistrato di Pescara: è stata accertata l'attualità e l'effettività di collegamenti con l'associazione mafiosa (contatti epistolari fino al 2023 e rimesse di denaro ritenute sproporzionate rispetto alla capacità patrimoniale del nucleo familiare) e la mancanza di prove di reale adesione all'opera rieducativa (persistente nega di responsabilità, affermazioni generiche senza elementi probatori). È stato inoltre riaffermato che il parere della DDA è utilizzabile e non vincolante. Conseguentemente il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato, con ogni probabilità, alle spese del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 178, comma 1, lett. c) c.p.p.

    Contestato dal ricorrente per omissione di valutazione di documenti difensivi; la Corte ha ritenuto che non sussista violazione procedurale avendo il giudice valutato gli elementi istruttori rilevanti.

  • art. 24 Cost.

    Richiamata dal ricorrente in relazione al diritto alla difesa; la Corte ha ritenuto rispettata la possibilità di dedurre e valutare gli elementi prodotti dalla difesa.

  • legge 8 agosto 1995, n. 332

    Richiamata dal ricorrente in tema di motivazione: il giudice deve indicare gli elementi di fatto rilevanti; la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia esposto puntualmente le ragioni fattuali della decisione.

  • art. 4-bis, comma 3, ord. pen.

    Norma di riferimento per la verifica di condizioni ostative in presenza di appartenenza a organizzazioni mafiose; il ricorso contestava l'uso di notizie pregresse, mentre la Corte ha confermato che serve un accertamento sull'attualità dei collegamenti.

  • art. 3 Cost.

    Richiamata dal ricorrente in ordine al principio di uguaglianza/diritti della personalità; la Corte non ha ravvisato violazioni applicabili alla decisione impugnata.

  • art. 27 Cost.

    Richiamata dal ricorrente in tema di finalità rieducativa della pena; la Corte ha valutato che il rifiuto della liberazione anticipata è coerente con la mancanza di prova di effettiva rieducazione.

  • art. 54 ord. pen.

    Norma centrale sulla liberazione anticipata: la Corte ha confermato che la valutazione del giudice deve basarsi su elementi concreti che dimostrino la reale adesione all'opera rieducativa; il Tribunale ha ritenuto tali elementi non sussistenti.

  • artt. 69-bis ord. pen. e 103 ord. pen.

    Richiamati dal ricorrente in relazione alla valutazione del comportamento intramurario e della responsabilità; la Corte ha ritenuto che la semplice partecipazione alle attività non sia di per sé sufficiente a dimostrare la rieducazione.

  • Sez. 1, n. 28536 del 15/09/2020 (Rv. 279745)

    Giurisprudenza citata dalla Corte: la formalità del rispetto delle regole intramurarie non è sufficiente a provare la reale adesione al trattamento rieducativo; servono fatti positivi che indichino un cambiamento della personalità.

  • Sez. 1, n. 12841 del 31/01/2017 (Rv. 269506)

    Principio secondo cui la partecipazione ad un sodalizio mafioso richiede accertamento autonomo, in sede di sorveglianza, circa l'attualità ed effettività dei collegamenti; il Tribunale ha svolto tale accertamento.

  • Sez. 1, n. 2886 del 12/07/2018 (Torcasio, Rv. 274801)

    Conferma che il magistrato di sorveglianza può avvalersi di informazioni di polizia, DDA o di sussidi investigativi per valutare la persistenza di collegamenti criminali; tali informazioni sono utili e legittimamente considerate.

Massime di principio

  • Per la concessione della liberazione anticipata è necessaria la prova di una effettiva adesione all'opera rieducativa, non bastano atti formali o la sola partecipazione a programmi intramurari.
  • La presenza o la storia di appartenenza a organizzazioni mafiose non esclude automaticamente il beneficio, ma il giudice di sorveglianza deve accertare concretamente l'attualità e l'effettività dei collegamenti sulla base di elementi concreti e recenti.
  • Le informazioni e i pareri della DDA o delle forze di polizia sono utilizzabili dal giudice di sorveglianza come elementi di valutazione; essi sono rilevanti ma non vincolanti, e devono essere integrati da un quadro probatorio complessivo.
  • Rimesse di denaro a familiari e contatti con esponenti di clan, se sproporzionati rispetto alle possibilità economiche del nucleo familiare o inseriti in un contesto indicativo di mantenimento di rapporti criminali, possono costituire indizi rilevanti ai fini dell'ostatività.
  • La negazione sistematica di responsabilità senza elementi probatori o segni concreti di cambiamento comportamentale può essere valutata negativamente dal giudice in ordine alla rieducazione.
  • In sede di cassazione non è sufficiente il dissenso sulla valutazione dei fatti: bisogna dimostrare errori di diritto o mancanza di motivazione idonea a far ritenere il provvedimento manifestamente illogico o illegittimo.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.