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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14599/2023 del 06/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma della responsabilità penale per i reati relativi al contrabbando di tabacchi lavorati esteri (art. 291 bis T.U. n. 43/1973, con concorso di reato ai sensi dell'art. 110 cod. pen. e riferimento all'art. 648 cod. pen.), deducendo: assenza del fine di profitto (sostengono che circa 30 kg di sigarette erano destinati ad un amico a titolo di ringraziamento), mancata ammissione di prove a discarico ritenute decisive, mancata declaratoria di prescrizione dei reati e valutazione "atomistica" delle prove, nonché vizio nel diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per genericità o manifesta infondatezza. In motivazione ha ritenuto che: la sentenza impugnata ha adeguatamente spiegato l'impossibilità di considerare 30 kg di tabacco come destinati all'uso personale escludendo il fine di profitto; la censura sulla mancata ammissione di prove a discarico è generica e non specifica quali prove e quando siano state richieste, violando i requisiti di cui all'art. 581 c.1 lett. c) c.p.p.; l'eccezione di prescrizione è generica e, secondo la ricostruzione temporale indicata, il reato meno grave non poteva essersi prescritto prima del 27/10/2021; la doglianza sulla valutazione "atomistica" delle prove è anch'essa non specificata; la deduzione sulle circostanze attenuanti è priva di rilievo perché tali circostanze erano state riconosciute dal giudice di merito nella massima estensione. Per l'inammissibilità totale dei ricorsi, la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende (art. 616 c.p.p.). Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 291-bis T.U. n. 43/1973

    Norma sostanziale contestata per il contrabbando di tabacchi; la Corte ha ritenuto che la quantità sequestrata fosse incompatibile con esclusivo uso personale, sussistendo così la finalità di profitto

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato per la concorso di persone nel reato

  • art. 648 cod. pen.

    Norma richiamata nel capo d'imputazione; indicata tra le norme di riferimento nella sentenza di merito

  • art. 23 comma 8 D.L. n. 137/2020

    Richiamato come norma procedurale relativa al trattamento del ricorso con contraddittorio scritto

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Parametro di ammissibilità del ricorso per cassazione: la Corte ha ritenuto i motivi generici o manifestamente infondati e quindi non rientranti nei canoni di cui all'art. 606

  • art. 581 comma 1 lett. c) cod. proc. pen.

    Richiamato per i requisiti formali delle censure: il ricorso deve indicare gli elementi su cui si basa la doglianza; la mancata specificazione delle prove a discarico ha portato all'inammissibilità

  • art. 157 cod. pen.

    Norma sul termine di prescrizione applicata nel calcolo temporale per valutare se il reato potesse essere prescritto

  • art. 161 cod. pen.

    Richiamato nel calcolo della prescrizione in combinato disposto con l'art. 157, la Corte ne ha utilizzato i criteri per stabilire che la prescrizione non era maturata nel periodo dedotto dai ricorrenti

  • art. 1 D.L. 14/03/2009 n. 99

    Citato come riferimento alla distinzione tra illecito amministrativo (uso personale) e reato penale; la Corte ha ritenuto che i fatti non rientrassero nell'ipotesi amministrativa

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese e l'irrogazione di una sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile; applicata per condannare i ricorrenti a versare Euro 3.000 alla Cassa delle Ammende

  • Corte Cost. 13 giugno 2000 n. 186

    Richiamata in riferimento alla responsabilità per l'inammissibilità del ricorso per colpa; utilizzata per giustificare la sanzione pecuniaria

  • Sez. Un., n. 32 del 22/11/2000 (De Luca, Rv. 217266)

    Giurisprudenza citata sul tema della prescrizione e sull'effetto dell'inammissibilità del ricorso che preclude il rilievo di fatti sopravvenuti

Massime di principio

  • Per contestare la sussistenza del "fine di profitto" in materia di contrabbando è necessario fornire elementi concreti e specifici (es. indicazione di destinatari, documentazione, modalità di cessione) e non meri asserti: quantità rilevanti come 30 kg generalmente orientano verso finalità di vendita
  • I motivi di cassazione devono rispettare i requisiti di specificità previsti dagli artt. 581 e 606 c.p.p.: occorre indicare esattamente quali atti, quali prove o quali errori di diritto si contestano e perché sono decisivi; censure generiche sono inammissibili
  • L'eccezione di prescrizione va dedotta con precisione temporale e giuridica: indicare la data del fatto, quella dell'interruzione eventualmente rilevante e calcolare i termini applicabili; l'inammissibilità del ricorso impedisce di far valere termini maturati dopo la sentenza impugnata
  • Le doglianze sulla mancata ammissione di mezzi di prova devono specificare quali prove sono state richieste, in quali occasioni e perché la loro mancata acquisizione ha prodotto un vizio decisivo del giudizio; mere affermazioni sul fatto che prove sarebbero "decisive" non sono sufficienti
  • Se il giudice di merito ha riconosciuto circostanze attenuanti, il ricorso non può plausibilmente lamentarne il diniego; va valutato il contenuto della decisione di merito prima di sollevare censura
  • La proposizione di ricorsi manifestamente infondati o formulati con grave negligenza può comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie a norma dell'art. 616 c.p.p.; occorre valutare la fondatezza e la specializzazione delle censure prima di proporre impugnazioni in Cassazione

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