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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 50806/2023 del 20/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che non convalidava l'arresto eseguito nei confronti di Giuseppe Capacchione per il reato di cui all'art. 495 c.p. (dichiarazione di generalità false). Il Procuratore contestava la mancata considerazione, da parte del giudice di merito, della reiterazione della falsa dichiarazione anche presso la Stazione dei Carabinieri e del fatto che gli accertamenti effettuati mediante banche dati, senza soluzione di continuità rispetto al controllo su strada, integrassero lo stato di flagranza (o "quasi-flagranza") consentendo l'arresto in flagranza.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore. Ha ritenuto che l'arresto fosse legittimo perché la condotta di dichiarare false generalità era stata reiterata sia durante il controllo su strada sia immediatamente dopo in caserma, e gli accertamenti effettuati mediante banche dati sono stati svolti senza soluzione di continuità rispetto alla condotta del prevenuto. La Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Foggia per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 495 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto configurabile il reato per la reiterazione della falsa dichiarazione delle generalità sia durante il controllo sia in caserma; tale condotta, ripetuta senza soluzione di continuità, giustifica l'arresto in flagranza.

  • art. 81, comma secondo, cod. pen.

    art. 81, comma secondo, cod. pen.

    Richiamato in relazione alla configurazione dell'evento criminoso e alle eventuali forme di concorso/continuazione (menzionato negli elementi di imputazione trasmessi).

  • artt. 381, 382, 391 comma 4 cod. proc. pen.

    artt. 381, 382, 391, comma 4, cod. proc. pen.

    Norme procedurali rilevate nel motivo di ricorso (violazione di legge ad esse riferita): riguardano i presupposti e le modalità della convalida e delle misure cautelari, utilizzate per contestare la decisione di non convalida.

  • art. 606, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    art. 606, lett. b) ed e), cod. proc. pen.

    Riferimento alle ragioni di impugnazione connesse al vizio di motivazione e violazione di legge impugnate dal Procuratore.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Limite formale del ricorso: indicazione del motivo ammesso nei termini di legge per l'impugnazione dell'ordinanza di non convalida.

  • Giurisprudenza su "quasi-flagranza" (Sez. 5, n. 21494 del 25/02/2021, PMT c. Toschi Simone, Rv. 28121)

    Sez. 5, n. 21494 del 25/02/2021 (PMT c. Toschi Simone, Rv. 28121)

    Richiamata per affermare che la nozione di tracce del reato e la "quasi-flagranza" non vanno intese rigidamente; possono rientrare elementi comportamentali e la stretta contiguità temporale tra condotta e intervento della polizia giudiziaria per giustificare l'arresto.

Massime di principio

  • La reiterazione immediata di una condotta illecita (es. dichiarazione di generalità false) anche presso gli uffici di polizia, senza soluzione di continuità rispetto al comportamento originario, può integrare lo stato di flagranza o la "quasi-flagranza" e legittimare l'arresto.
  • Gli accertamenti attraverso banche dati eseguiti dagli operatori senza interruzione temporale rispetto al controllo su strada non interrompono la continuità della condotta rilevante e possono consolidare la legittimità dell'arresto.
  • Per contestare la non convalida dell'arresto è cruciale dimostrare la stretta contiguità temporale e fattuale tra il fatto penalmente rilevante e l'intervento della polizia giudiziaria; la documentazione (verbali, orari, dichiarazioni) che dimostri tale continuità è determinante.
  • Se l'accertamento dell'identità avviene solo dopo un intervallo di tempo significativo o con attività investigative non immediatamente consequenziali, l'arresto in flagranza rischia di essere considerato illegittimo; la valutazione è fattuale e va valutata caso per caso.
  • La teoria della "quasi-flagranza" ammette che indizi non solo materiali ma anche comportamentali (es. reiterazione della falsa dichiarazione) possano configurare lo stato di immediata percezione del reato da parte degli agenti.
  • Per gli operatori di polizia: quando si procede ad arresto basato su accertamenti immediati, è necessario riportare nei verbali la sequenza temporale precisa delle operazioni e la reiterazione delle condotte per evitare che la continuità venga messa in dubbio in sede di convalida.

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