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Sentenza

Sentenza n. 314/2026 - Bologna, Sezione 2

per l’ottemperanza della sentenza n. 1137/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 10.09.2024.

Giustizia amministrativa202501512

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 1137/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, relativa al pagamento della Carta del docente per tre annualità, oltre interessi o rivalutazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Bologna che aveva riconosciuto il suo diritto a percepire la Carta del docente per tre annualità, oltre interessi o rivalutazione ai sensi dell'art. 22, comma 36, della l. n. 724/1994, dalla maturazione del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione. La domanda non comprendeva le spese legali liquidate nel giudizio ordinario. La sentenza ottemperanda era passata in giudicato, era stata notificata al domicilio reale dell'amministrazione e risultava decorso il termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione spontanea. Il Ministero, ritualmente evocato, non si è costituito e non aveva adempiuto.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo accertata la perdurante inottemperanza del Ministero rispetto a una sentenza passata in giudicato. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza ottemperanda entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto. Per l'ulteriore eventuale inadempienza, il TAR ha nominato sin d'ora un commissario ad acta, individuato nel dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario delegato, incaricato di provvedere in via sostitutiva entro i successivi 90 giorni, con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese del giudizio, liquidate in 1.000 euro oltre spese generali e oneri accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato, prevedendo, in caso di ulteriore inerzia, l'intervento sostitutivo del commissario ad acta.

  • art. 22, comma 36, l. n. 724/1994

    La sentenza ottemperanda aveva riconosciuto, mediante il richiamo a tale disposizione, il diritto agli interessi o alla rivalutazione dalla data di maturazione del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione.

Massime di principio

  • Quando una sentenza passata in giudicato che condanna una pubblica amministrazione a una prestazione pecuniaria non venga eseguita dopo la notificazione e il decorso del termine dilatorio previsto dalla legge, il creditore può proporre giudizio di ottemperanza.
  • Nel giudizio di ottemperanza il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione di eseguire le statuizioni del giudicato entro un termine assegnato, detraendo gli importi eventualmente già corrisposti.
  • In caso di persistente inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a operare su istanza della parte entro un termine successivo e in sostituzione dell'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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