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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24770/2026 del 02/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La vicenda riguarda un imputato condannato dal Tribunale di Lecce a mesi quattro di arresto ed euro 700 di ammenda per la contravvenzione prevista dall'art. 4 della legge n. 110 del 1975, che aveva proposto appello contro la sentenza di primo grado. La Corte d'appello di Lecce ha dichiarato inammissibile l'appello ritenendo tardiva l'impugnazione, perché non applicabile il termine dilatorio di quindici giorni previsto per l'imputato giudicato in assenza. Secondo la Corte territoriale, l'imputato doveva considerarsi presente, ai fini dell'art. 585, comma 1-bis, c.p.p., poiché aveva conferito ai difensori procura speciale per chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento, richiamando l'orientamento che collega la presenza alla nomina del procuratore speciale per un rito alternativo. Nel ricorso per cassazione la difesa ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza, sostenendo invece che la presenza dell'imputato debba ritenersi collegata alla effettiva scelta del rito speciale e non al solo conferimento della procura speciale, che spesso è una formula di stile; sono state richiamate decisioni che, in casi di effettiva richiesta del rito abbreviato, avrebbero valorizzato tale impostazione. Il Procuratore generale ha concluso per l'inammissibilità del ricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la tesi difensiva e ha confermato che, in base all'art. 420, comma 2-ter, c.p.p., l'imputato che sia rappresentato in udienza da un procuratore speciale nominato per la richiesta di un procedimento speciale deve considerarsi presente, indipendentemente dal fatto che la richiesta del rito alternativo sia poi effettivamente formulata. Di conseguenza non si applica il termine aggiuntivo di quindici giorni dell'art. 585, comma 1-bis, c.p.p. previsto per l'impugnazione del difensore dell'imputato giudicato in assenza. Il ricorso è stato quindi respinto con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 4 legge n. 110 del 1975

    norma incriminatrice posta a base della condanna di primo grado, non oggetto di specifica interpretazione nel merito nel giudizio di legittimità

  • art. 585, comma 1-bis, c.p.p.

    il termine aggiuntivo di quindici giorni per l'impugnazione del difensore opera solo per l'imputato giudicato in assenza; non si applica se l'imputato deve considerarsi presente ex art. 420, comma 2-ter, c.p.p.

  • art. 420, comma 2-ter, c.p.p.

    "È altresì considerato presente l’imputato che richiede per iscritto, nel rispetto delle forme di legge, di essere ammesso ad un procedimento speciale o che è rappresentato in udienza da un procuratore speciale nominato per la richiesta di un procedimento speciale"

    la presenza processuale dell'imputato discende dalla richiesta scritta di rito speciale o dalla rappresentanza in udienza mediante procuratore speciale nominato per tale richiesta; non è necessario che il rito speciale sia poi effettivamente chiesto

  • art. 438 c.p.p.

    richiamato come rito alternativo per il quale era stata conferita la procura speciale

  • art. 444 c.p.p.

    richiamato come rito alternativo per il quale era stata conferita la procura speciale

  • art. 420-bis c.p.p.

    richiamato quale disciplina della dichiarazione di assenza e dei relativi presupposti

  • art. 1, comma 7, lett. c), legge n. 134 del 2021

    criterio di delega richiamato per spiegare che il procedimento in assenza presuppone elementi idonei a dimostrare la consapevolezza dell'imputato della pendenza del processo e la scelta consapevole di non partecipare

  • art. 23, comma 1, lett. b), d.lgs. n. 150 del 2022

    disposizione che ha introdotto l'art. 420, comma 2-ter, c.p.p.

  • artt. 1387 e segg. c.c.

    richiamati per spiegare che il procuratore speciale agisce in rappresentanza dell'imputato secondo le regole della rappresentanza volontaria

  • art. 1393 c.c.

    richiamato per il dovere del procuratore speciale di giustificare i poteri mediante deposito dell'atto

  • art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    menzionato solo per escluderne la pertinenza rispetto al caso concreto

  • art. 610 c.p.p.

    non citato direttamente nel testo fornito

  • art. 192 c.p.p.

    non citato direttamente nel testo fornito

Massime di principio

  • Ai fini dell'art. 585, comma 1-bis, c.p.p., il termine di impugnazione aumentato di quindici giorni non spetta quando l'imputato deve ritenersi presente ai sensi dell'art. 420, comma 2-ter, c.p.p., perché rappresentato in udienza da un procuratore speciale nominato per la richiesta di un procedimento speciale.
  • La presenza dell'imputato non dipende dall'effettiva proposizione del rito abbreviato o del patteggiamento, ma dal solo fatto della comparizione del procuratore speciale investito del relativo mandato.
  • La dichiarazione di assenza è una situazione di fatto che cessa quando interviene la rappresentanza dell'imputato mediante procuratore speciale, senza necessità di un formale provvedimento di revoca.
  • L'art. 420, comma 2-ter, c.p.p. va applicato secondo il suo tenore letterale, senza introdurre distinzioni non previste dalla norma tra procura speciale finalizzata a un rito alternativo e effettiva richiesta del rito stesso.
  • La disciplina introdotta dal d.lgs. n. 150 del 2022 è coerente con la logica della partecipazione consapevole al processo e con l'esigenza di evitare la declaratoria di assenza quando vi siano elementi certi di conoscenza del procedimento e di scelta processuale dell'imputato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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