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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18746/2025 del 19/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Antonucci impugnava la sentenza di condanna per più capi di imputazione deducendo: 1) vizio della motivazione perché la Corte non avrebbe confutato adeguatamente le sue difese e non avrebbe considerato che dai fotogrammi risulterebbe che egli si era diretto nel senso opposto rispetto ai tre travisati e che quindi non avrebbe partecipato al secondo delitto; 2) travisamento della prova sull'asserita circostanza che nelle riprese alle ore 2:36:37 parrebbe impugnare un oggetto, mentre in tutte le sedi era emerso che era disarmato; 3) estinzione per prescrizione del reato relativo al capo 4 (lesioni), già maturata il 03/04/2022.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello, dopo aver esaminato i rilievi della cassazione e le difese, ha adeguatamente motivato la conferma della condanna usando massime di esperienza pertinenti: la limitazione dell'area videosorvegliata, la compatibilità degli orari dei fotogrammi con le dichiarazioni dei testi, la testimonianza della vittima e della madre che riferirono quattro aggressori, il ruolo probabile di Antonucci come autista del gruppo, la presenza in casa di due felpe riconducibili a quelle riprese dalle telecamere e l'insieme degli elementi che sconfessano l'ipotesi di un quinto complice. La Corte non ha accolto la deduzione di prescrizione e ha confermato le condanne; ha inoltre condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla rifusione a favore della parte civile Aurili Enrico di euro 3.686 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen. (concorso di persone nel reato)

    La norma è stata applicata per contestare la partecipazione comune agli eventi delittuosi; la Corte ha ritenuto sussistente il concorso sulla base della valutazione complessiva di prove e circostanze (ruolo di 'autista', comportamento e collegamenti con i coimputati).

  • art. 628, comma terzo n.1 cod. pen. (rapina, circostanze aggravanti)

    Gli addebiti di rapina aggravata sono stati confermati in quanto la ricostruzione probatoria complessiva (videoriprese, dichiarazioni della vittima e della madre, elementi materiali) giustifica la responsabilità anche se la zona ripresa era parzialmente coperta dalle telecamere.

  • artt. 582 e 585 cod. pen. (lesioni personali e aggravate)

    Le accuse di lesioni sono state confermate; la Corte ha ritenuto insufficiente la censura di prescrizione proposta dal ricorrente, non avendo trovato nei motivi elementi tali da far accogliere l'estinzione del reato e confermando la valutazione probatoria sulle modalità e sul numero degli aggressori.

Massime di principio

  • La valutazione della responsabilità può fondarsi anche su un insieme di elementi indiziari e circostanze concordanti (fotogrammi, orari, testimonianze, reperti materiali) purché la motivazione chiarisca il nesso logico tra essi.
  • La mera possibilità astratta di un'ipotesi alternativa (es. un quinto complice) non è sufficiente a generare un ragionevole dubbio se non è supportata da riscontri probatori concreti.
  • I gap nelle riprese video (aree non inquadrate) non escludono la responsabilità se il quadro probatorio complessivo consente deduzioni attendibili tramite massime di esperienza e correlazioni temporali e logistiche.
  • Le contestazioni sul travisamento di singoli fotogrammi richiedono prova precisa che l'interpretazione alternativa sia più plausibile di quella svolta dal giudice; senza ciò la Corte tende a confermare la valutazione motivata del collegio di merito.
  • Le eccezioni di prescrizione devono essere provate e supportate da conteggi certi: se il giudice ritiene che il decorso dei termini non sia stato dimostrato in modo incontrovertibile, la deduzione può essere respinta.

Testo integrale

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