Sentenza n. 928/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento Per quanto riguarda il ricorso principale: - della determinazione n. 364/2016 del 15 marzo 2016 adottata dal Dirigente del Servizio lavori Pubblici – Manutenzioni del Comune di Latina, avente ad oggetto “concessione di progettazione, costruzione e gestione del cimitero urbano - proposta ai sensi dell’art. 19, comma 8, della convenzione dell’11.03.2009, relativa al miglioramento e all’implementazione dei servizi obitoriali, camere mortuarie e ultimo saluto, nonché’ all’attivazione degli ulteriori nuovi servizi di cremazione e accoglienza. Provvedimento di rigetto dell’istanza”; Per quanto riguarda i motivi aggiunti depositati il 4 ottobre 2016: - il medesimo provvedimento impugnato con il ricorso principale.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso, come integrato dai motivi aggiunti, per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente e dell’adesione delle altre parti. Non è stata esaminata la legittimità del diniego né i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state integralmente compensate; il contributo unificato è stato dichiarato irripetibile.
Atto impugnato: diniego dell’istanza relativa al miglioramento e all’implementazione dei servizi obitoriali, delle camere mortuarie e dell’ultimo saluto, nonché all’attivazione di nuovi servizi di cremazione e accoglienza nell’ambito della concessione cimiteriale
Esito
Favorevole al resistente (comune)
La controversia
La società ricorrente ha impugnato, con ricorso principale e motivi aggiunti, la determinazione dirigenziale del Comune di Latina che aveva rigettato l’istanza presentata ai sensi della convenzione relativa alla concessione di progettazione, costruzione e gestione del cimitero urbano. Dal testo emerge soltanto che erano stati dedotti plurimi motivi di diritto; il loro specifico contenuto non è riportato. Il Comune e la società controinteressata si sono costituiti chiedendo il rigetto. In corso di giudizio, la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione nel merito e tale dichiarazione è stata condivisa sia dal Comune sia dalla controinteressata.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
La disposizione è richiamata quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.
art. 85, comma 9, c.p.a.
La disposizione è richiamata nel provvedimento, senza una specifica interpretazione autonoma.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara, nel corso del giudizio, di non avere più interesse alla decisione nel merito e tale dichiarazione è coerente con la situazione processuale, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
- La sopravvenuta carenza di interesse impedisce l’esame dei motivi di ricorso e conduce alla definizione del giudizio senza una pronuncia sulla legittimità dell’atto impugnato.
- In presenza di circostanze idonee a giustificarla, le spese di lite possono essere integralmente compensate e il contributo unificato può essere dichiarato irripetibile.
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